Riassunto: «Amor mi sprona in un tempo et affrena»
Amore lo sprona e lo frena nello stesso momento, lo rassicura e lo spaventa, lo brucia e lo gela, lo gradisce e lo sdegna, lo chiama e lo scaccia. Lo tiene ora nella speranza ora nella pena, porta il suo cuore stanco ora in alto ora in basso. Così il desiderio perde la traccia e sembra dispiacergli perfino il piacere più alto, tanto è strano l’errore che gli riempie la mente. Un pensiero amico mostra alla mente il guado per raggiungere presto il luogo dove spera di essere felice, ma una forza più grande la svia, e lei deve acconsentire alla lunga morte.
Da ricordare
- Sonetto, schema ABBA ABBA CDE DCE.
- Accumulo di coppie di contrari nella prima quartina.
- Il desiderio che «perde la traccia».
- Metafora del guado, che non è fatto delle lacrime degli occhi.
- Rassegnazione finale a una «lunga morte».
Parafrasi del componimento 178
Versi 1-4
Amore insieme mi sprona e mi frena, mi rassicura e mi spaventa, mi brucia e mi gela, mi gradisce e mi sdegna, mi chiama a sé e mi scaccia, ora mi tiene nella speranza e ora nella pena,
Versi 5-8
ora in alto ora in basso conduce il mio cuore stanco: così il desiderio vagante perde la traccia, e sembra che gli dispiaccia il suo massimo piacere, tanto è piena la mia mente di un errore così strano.
Versi 9-11
Un pensiero amico le mostra il guado, non di acqua che si sciolga dagli occhi, per andare presto dove spera di essere contenta;
Versi 12-14
poi, quasi una forza maggiore la distogliesse da lì, deve seguire un’altra strada e contro la sua volontà acconsentire alla sua lunga morte, che è anche la mia.
Testo del componimento 178
Amor mi sprona in un tempo et affrena,
assecura et spaventa, arde et agghiaccia,
gradisce et sdegna, a sé mi chiama et scaccia,
or mi tene in speranza et or in pena,
or alto or basso il meo cor lasso mena:
onde ’l vago desir perde la traccia
e ’l suo sommo piacer par che li spiaccia,
d’error sí novo la mia mente è piena.
Un amico penser le mostra il vado,
non d’acqua che per gli occhi si resolva,
da gir tosto ove spera esser contenta;
poi, quasi maggior forza indi la svolva,
conven ch’altra via segua, et mal suo grado
a la sua lunga, et mia, morte consenta.
Testo del Canzoniere (Rerum vulgarium fragmenta) da Wikisource, disponibile con licenza CC BY-SA 3.0.
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