Quando ‘l voler che con duo sproni ardenti: testo… (RVF 147)

Antonio Garofano Antonio Garofano

Riassunto: «Quando 'l voler che con duo sproni ardenti: testo e parafrasi»

Il desiderio guida il poeta con due speroni ardenti e un freno duro, e ogni tanto supera la misura consueta per accontentare almeno in parte il suo animo. Allora trova Laura, che legge sulla fronte le paure e le audacie del cuore, e vede Amore lampeggiare nei suoi occhi turbati per correggere quegli slanci. Il poeta si tira indietro come chi teme il fulmine di Giove: una grande paura frena un grande desiderio. Eppure a volte il fuoco freddo e la speranza timorosa dell’anima, trasparente come vetro, rasserenano lo sguardo dolce di lei.

Da ricordare

  • Sonetto, schema ABBA ABBA CDE CDE.
  • Il desiderio come cavallo guidato da speroni e freno.
  • Laura legge nel volto del poeta ciò che lui prova.
  • Paragone con chi teme il fulmine di Giove.
  • Ossimori: «freddo foco», «paventosa speme».

Parafrasi del componimento 147

Versi 1-4

Quando il desiderio, che mi conduce e mi governa con due speroni ardenti e un freno duro, supera di tanto in tanto la legge abituale per accontentare in parte il mio animo,

Versi 5-8

trova colei che legge sulla fronte le paure e le audacie del cuore profondo, e vede Amore, che corregge le sue imprese, lampeggiare negli occhi turbati e pungenti.

Versi 9-11

Perciò, come chi teme il colpo di Giove adirato, si tira indietro: perché una grande paura frena un grande desiderio.

Versi 12-14

Ma il fuoco freddo e la speranza timorosa dell’anima, che traspare come attraverso un vetro, a volte rasserenano il suo dolce sguardo.

Testo del componimento 147

Quando ’l voler che con duo sproni ardenti,
et con un duro fren, mi mena et regge
trapassa ad or ad or l’usata legge
per far in parte i miei spirti contenti,

trova chi le paure et gli ardimenti
del cor profondo ne la fronte legge,
et vede Amor che sue imprese corregge
folgorar ne’ turbati occhi pungenti.

Onde, come collui che ’l colpo teme
di Giove irato, si ritragge indietro:
ché gran temenza gran desire affrena.

Ma freddo foco et paventosa speme
de l’alma che traluce come un vetro
talor sua dolce vista rasserena.

Testo del Canzoniere (Rerum vulgarium fragmenta) da Wikisource, disponibile con licenza CC BY-SA 3.0.

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