Mentre che ‘l cor dagli amorosi vermi (Petrarca, RVF 304)

Antonio Garofano Antonio Garofano

Riassunto: «Mentre che 'l cor dagli amorosi vermi»

Ripensamento sulla propria poesia giovanile. Mentre il cuore era roso dai vermi dell’amore e bruciava, il poeta cercava le tracce sparse di una fiera bella su colli solitari, e osava lamentarsi in versi di Amore e di lei, che gli sembrava così dura. Ma in quell’età l’ingegno e le rime erano poveri rispetto ai pensieri nuovi e malati. Ora quel fuoco è morto e lo copre un piccolo marmo. Se fosse cresciuto con il tempo fino alla vecchiaia, come accade ad altri, armato di rime che oggi depone, con uno stile maturo avrebbe fatto spezzare le pietre e piangere di dolcezza.

Da ricordare

  • Sonetto, schema ABBA ABBA CDE CDE.
  • Bilancio della poesia d’amore giovanile.
  • Laura come «vaga fera» inseguita, motivo della caccia d’amore.
  • La tomba di Laura: «un picciol marmo».
  • Rimpianto per lo «stil canuto» che non ha potuto maturare.

Parafrasi del componimento 304

Versi 1-4

Finché il cuore fu consumato dai vermi d’amore e bruciò nella fiamma amorosa, cercai le tracce sparse di una fiera bella per colli solitari e deserti;

Versi 5-8

ed ebbi il coraggio di dolermi cantando di Amore e di lei, che mi apparve così dura: ma l’ingegno e le rime erano scarsi in quell’età per i pensieri nuovi e malati.

Versi 9-11

Quel fuoco è morto, e lo copre un piccolo marmo: se con il tempo fosse andato crescendo (come in altri) fino alla vecchiaia,

Versi 12-14

armato di rime, da cui oggi mi disarmo, con uno stile canuto avrei fatto, parlando, spezzare le pietre e piangere di dolcezza.

Testo del componimento 304

Mentre che ’l cor dagli amorosi vermi
fu consumato, e ’n fiamma amorosa arse,
di vaga fera le vestigia sparse
cercai per poggi solitarii et hermi;

et ebbi ardir cantando di dolermi
d’Amor, di lei che sí dura m’apparse:
ma l’ingegno et le rime erano scarse
in quella etate ai pensier’ novi e ’nfermi.

Quel foco è morto, e ’l copre un picciol marmo:
che se col tempo fossi ito avanzando
(come già in altri) infino a la vecchiezza,

di rime armato, ond’oggi mi disarmo,
con stil canuto avrei fatto parlando
romper le pietre, et pianger di dolcezza.

Testo del Canzoniere (Rerum vulgarium fragmenta) da Wikisource, disponibile con licenza CC BY-SA 3.0.

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