Riassunto: «Quand'io mi volgo indietro a mirar gli anni: testo e parafrasi»
Guardando indietro agli anni passati, il poeta vede tutto in frantumi: i pensieri dispersi, spento il fuoco in cui bruciava gelando, finito il riposo pieno di affanni, rotta la fiducia negli inganni d’amore. Il suo bene si è diviso in due, una parte in cielo e l’altra sotto terra, e il guadagno ricavato dalle sue sofferenze è perduto. Si riscuote e si trova così spogliato da invidiare qualsiasi sorte estrema, tanto ha dolore e paura di sé. Chiude con un’invocazione disperata a stella, Fortuna, Fato e Morte, e al giorno dolce e crudele dell’incontro.
Da ricordare
- Sonetto, schema ABBA ABBA CDE DCE.
- Bilancio retrospettivo della propria vita.
- Il bene diviso: anima in cielo, corpo in terra.
- Ossimoro: «spento ‘l foco ove agghiacciando io arsi».
- Invocazione finale alle forze del destino.
Parafrasi del componimento 298
Versi 1-4
Quando mi volto indietro a guardare gli anni, che fuggendo hanno disperso i miei pensieri e spento il fuoco in cui bruciai gelando, e messo fine al riposo pieno di affanni,
Versi 5-8
rotta la fiducia negli inganni d’amore, e tutto il mio bene diviso in due parti, una in cielo e l’altra in terra, e perduto il guadagno delle mie pene,
Versi 9-11
mi riscuoto e mi trovo così nudo che porto invidia a ogni sorte estrema: tanto dolore e paura ho di me stesso.
Versi 12-14
O mia stella, o Fortuna, o Fato, o Morte, o giorno per me sempre dolce e crudele, in che condizione bassa mi avete messo!
Testo del componimento 298
Quand’io mi volgo indietro a mirar gli anni
ch’anno fuggendo i miei penseri sparsi,
et spento ’l foco ove agghiacciando io arsi,
et finito il riposo pien d’affanni,
rotta la fe’ degli amorosi inganni,
et sol due parti d’ogni mio ben farsi,
l’una nel cielo et l’altra in terra starsi,
et perduto il guadagno de’ miei damni,
i’ mi riscuto, et trovomi sí nudo,
ch’i’ porto invidia ad ogni extrema sorte:
tal cordoglio et paura ò di me stesso.
O mia stella, o Fortuna, o Fato, o Morte,
o per me sempre dolce giorno et crudo,
come m’avete in basso stato messo!
Testo del Canzoniere (Rerum vulgarium fragmenta) da Wikisource, disponibile con licenza CC BY-SA 3.0.
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