Riassunto: «Amor, che 'ncende il cor d'ardente zelo»
Zelo ardente e paura gelata convivono nel cuore del poeta, tanto che la mente non sa che cosa prevalga, la speranza o il timore, la fiamma o il gelo. Il poeta trema quando fa più caldo e brucia nel cielo più freddo, sempre pieno di desiderio e di sospetto, come una donna che nasconde un uomo vivo sotto una veste leggera o un piccolo velo. Delle due pene, la prima è davvero sua: ardere giorno e notte, un dolce male che nessun verso può contenere. La seconda no, perché la sua bella fiamma non ha rivali.
Da ricordare
- Sonetto, schema ABBA ABBA CDC DCD.
- Coppie di opposti: speranza e timore, fiamma e gelo.
- Similitudine insolita della donna che nasconde un amante sotto la veste.
- Il sospetto, cioè la gelosia, giudicato infondato.
- Laura irraggiungibile: chi vuole volare fino a lei spiega le ali invano.
Parafrasi del componimento 182
Versi 1-4
Amore, che accende il cuore di zelo ardente, lo tiene stretto da una paura gelata, e lascia l’intelletto nel dubbio su che cosa sia maggiore, la speranza o il timore, la fiamma o il gelo.
Versi 5-8
Tremo quando il cielo è più caldo, ardo quando è più freddo, sempre pieno di desiderio e di sospetto, proprio come se una donna in una veste semplice o sotto un piccolo velo nascondesse un uomo vivo.
Versi 9-11
Di queste pene, la prima è proprio mia, ardere giorno e notte; e quanto sia grande il dolce male non entra nel pensiero, tanto meno nei versi o nelle rime;
Versi 12-14
l’altra no, perché la mia bella fiamma è tale che supera ogni uomo; e chi pensa di volare in cima alla sua luce spiega le ali invano.
Testo del componimento 182
Amor, che ’ncende il cor d’ardente zelo,
di gelata paura il tèn constretto,
et qual sia piú, fa dubbio a l’intellecto,
la speranza o ’l temor, la fiamma o ’l gielo.
Trem’al piú caldo, ard’al piú freddo cielo,
sempre pien di desire et di sospetto,
pur come donna in un vestire schietto
celi un huom vivo, o sotto un picciol velo.
Di queste pene è mia propia la prima,
arder dí et notte; et quanto è ’l dolce male
né ’n penser cape, nonche ’n versi o ’n rima;
l’altra non già: ché ’l mio bel foco è tale
ch’ogni uom pareggia; et del suo lume in cima
chi volar pensa, indarno spiega l’ale.
Testo del Canzoniere (Rerum vulgarium fragmenta) da Wikisource, disponibile con licenza CC BY-SA 3.0.
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