Vidi fra mille donne una già tale (Petrarca, RVF 335)

Antonio Garofano Antonio Garofano

Riassunto: «Vidi fra mille donne una già tale»

Ricordo del primo incontro, letto alla luce della morte. Fra mille donne il poeta ne vide una tale che un timore amoroso gli assalì il cuore: nell’aspetto sembrava uguale agli spiriti celesti. In lei non c’era nulla di terreno, come in chi si cura solo del cielo. L’anima di lui, che tante volte bruciò e gelò per lei, aprì le ali per seguirla, ma Laura era troppo in alto per il suo peso terrestre e poco dopo sparì del tutto alla vista. Le terzine finali salutano gli occhi, belle finestre da cui la morte trovò la via per entrare in quel corpo.

Da ricordare

  • Sonetto, schema ABBA ABBA CDE CDE.
  • Laura simile agli «spirti celesti» fin dal primo sguardo.
  • Il desiderio di seguirla in volo frenato dal «peso terrestre».
  • Gli occhi come «fenestre» luminose.
  • La morte («colei che molta gente attrista») entra dagli occhi.

Parafrasi del componimento 335

Versi 1-4

Vidi fra mille donne una che era già tale che un timore amoroso mi assalì il cuore, vedendola, in immagini non false, simile nell’aspetto agli spiriti celesti.

Versi 5-8

Non c’era niente di terreno o mortale in lei, come in chi si è curato del cielo e di nient’altro. L’anima, che per lei bruciò e gelò così spesso, desiderosa di andare con lei aprì tutte e due le ali.

Versi 9-11

Ma era troppo alta per il mio peso terrestre, e poco dopo sparì del tutto dalla vista: e pensandoci ancora gelo e resto intorpidito.

Versi 12-14

O belle, alte e luminose finestre, da cui colei che rattrista tanta gente trovò la via per entrare in un corpo così bello!

Testo del componimento 335

Vidi fra mille donne una già tale,
ch’amorosa paura il cor m’assalse,
mirandola in imagini non false
a li spirti celesti in vista eguale.

Nïente in lei terreno era o mortale,
sí come a cui del ciel, non d’altro, calse.
L’alma ch’arse per lei sí spesso et alse,
vaga d’ir seco, aperse ambedue l’ale.

Ma tropp’era alta al mio peso terrestre,
et poco poi n’uscì in tutto di vista:
di che pensando anchor m’aghiaccio et torpo.

O belle et alte et lucide fenestre,
onde colei che molta gente attrista
trovò la via d’entrare in sí bel corpo!

Testo del Canzoniere (Rerum vulgarium fragmenta) da Wikisource, disponibile con licenza CC BY-SA 3.0.

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