Riassunto: «Quando 'l pianeta che distingue l'ore»
Si apre con un quadro astronomico e naturale. Quando il sole entra nel segno del Toro, ad aprile, dalle corna del Toro scende una forza che riveste il mondo di colori nuovi. Non solo fiorisce quello che vediamo, le rive e i colli, ma anche sottoterra, dove la luce non arriva, l’umore della terra si riempie di vita e prepara i frutti. Allo stesso modo Laura, che tra le donne è un sole, con i raggi dei suoi occhi fa nascere nel poeta pensieri, gesti e parole d’amore. La chiusa ribalta tutto: comunque lei li governi, per lui la primavera non arriva mai.
Da ricordare
- Sonetto, schema ABBA ABBA CDE DCE.
- Similitudine tra il sole di primavera e Laura, sole fra le donne.
- Il riferimento al Toro indica aprile, mese dell’innamoramento.
- I frutti nati sottoterra fanno da ponte tra la natura e il poeta.
Parafrasi del componimento 9
Versi 1-4
Quando il pianeta che divide le ore, cioè il sole, torna ad abitare nel segno del Toro, dalle corna infiammate scende una forza che riveste il mondo di colori nuovi;
Versi 5-8
e non adorna di fiori soltanto ciò che si apre davanti a noi all’esterno, le rive e i colli, ma anche dentro, dove non arriva mai la luce del giorno, rende fecondo l’umore della terra,
Versi 9-11
così che se ne possano cogliere frutti come questi; allo stesso modo costei, che fra le donne è un sole, muovendo verso di me i raggi dei suoi begli occhi
Versi 12-14
fa nascere in me pensieri, gesti e parole d’amore; ma in qualunque modo lei li guidi o li rivolga, per me la primavera non arriva mai.
Testo del componimento 9
Quando ’l pianeta che distingue l’ore
ad albergar col Tauro si ritorna,
cade vertú da l’infiammate corna
che veste il mondo di novel colore;
et non pur quel che s’apre a noi di fore,
le rive e i colli, di fioretti adorna,
ma dentro dove già mai non s’aggiorna
gravido fa di sé il terrestro humore,
onde tal fructo et simile si colga:
così costei, ch’è tra le donne un sole,
in me movendo de’ begli occhi i rai
crïa d’amor penseri, atti et parole;
ma come ch’ella gli governi o volga,
primavera per me pur non è mai.
Testo del Canzoniere (Rerum vulgarium fragmenta) da Wikisource, disponibile con licenza CC BY-SA 3.0.
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