Riassunto: «Quel sol che mi mostrava il camin destro»
Laura era il sole che mostrava la strada giusta per salire al cielo. Tornando al sommo Sole, Dio, ha chiuso in poche pietre la luce del poeta e il proprio carcere terreno, cioè il corpo. Così lui è diventato un animale selvatico che, con passi incerti, solitari e stanchi, porta il cuore pesante e gli occhi bassi e bagnati per un mondo che gli sembra un deserto di montagna. Cerca ogni luogo dove l’ha vista, accompagnato solo da Amore. Lei non la trova, ma vede le sue tracce sante, tutte rivolte alla strada del cielo, lontane dai laghi infernali.
Da ricordare
- Sonetto, schema ABBA ABBA CDC DCD.
- Laura «sol» che indica il «camin destro» verso il cielo.
- Il poeta «animal silvestro» che vaga solitario.
- Ricerca dei luoghi del ricordo, eco del sonetto 35.
- I «santi vestigi» rivolti al cielo, lontani dall’Averno e dallo Stige.
Parafrasi del componimento 306
Versi 1-4
Quel sole che mi mostrava la strada giusta per andare al cielo con passi gloriosi, tornando al sommo Sole, ha chiuso in poche pietre la mia luce e il suo carcere terreno:
Versi 5-8
per cui sono diventato un animale selvatico, che con piedi erranti, solitari e stanchi porta il cuore pesante e gli occhi bagnati e bassi per il mondo, che è per me un deserto di montagna.
Versi 9-11
Così vado cercando ogni luogo dove la vidi; e soltanto tu che mi affliggi, Amore, vieni con me e mi mostri dove andare.
Versi 12-14
Lei non la trovo: ma vedo le sue tracce sante tutte rivolte verso la strada del cielo, lontano dai laghi dell’Averno e dello Stige.
Testo del componimento 306
Quel sol che mi mostrava il camin destro
di gire al ciel con glorïosi passi,
tornando al sommo Sole, in pochi sassi
chiuse ’l mio lume e ’l suo carcer terrestro:
ond’io son fatto un animal silvestro,
che co pie’ vaghi, solitarii et lassi
porto ’l cor grave et gli occhi humidi et bassi
al mondo, ch’è per me un deserto alpestro.
Cosí vo ricercando ogni contrada
ov’io la vidi; et sol tu che m’affligi,
Amor, vien meco, et mostrimi ond’io vada.
Lei non trov’io: ma suoi santi vestigi
tutti rivolti a la superna strada
veggio, lunge da’ laghi averni et stigi.
Testo del Canzoniere (Rerum vulgarium fragmenta) da Wikisource, disponibile con licenza CC BY-SA 3.0.
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