Que’ ch’infinita providentia et arte (Petrarca, RVF 4)

Antonio Garofano Antonio Garofano

Riassunto: «Que' ch'infinita providentia et arte»

Il paragone è ardito. Dio, che con sapienza e arte infinita ha creato il mondo e preferisce la mitezza di Giove alla violenza di Marte, quando è sceso in terra a chiarire le Scritture ha scelto pescatori umili come Giovanni e Pietro. Per nascere non ha scelto Roma, ma la Giudea, perché gli è sempre piaciuto innalzare l’umiltà sopra ogni condizione. Allo stesso modo, oggi da un piccolo borgo è nato un sole, cioè Laura. La natura e quel paese ringraziano di aver dato al mondo una donna così bella. Tutta la grandezza teologica delle quartine serve a celebrare un’origine modesta.

Da ricordare

  • Sonetto, schema ABBA ABBA CDC DCD.
  • Il «picciol borgo» natale di Laura non viene nominato nel testo.
  • Accosta la nascita di Cristo in Giudea a quella di Laura in un luogo umile.
  • Il tema è l’umiltà esaltata, secondo un modello evangelico.

Parafrasi del componimento 4

Versi 1-4

Colui che mostrò provvidenza e arte infinite nella sua meravigliosa opera, che creò questo emisfero e l’altro, e fece Giove più mite di Marte,

Versi 5-8

venendo sulla terra a illuminare le Scritture che per molti anni avevano tenuto nascosta la verità, tolse Giovanni e Pietro dalle reti e diede loro una parte del regno dei cieli.

Versi 9-11

Nascendo non concesse questa grazia a Roma, ma alla Giudea, tanto gli è sempre piaciuto innalzare l’umiltà sopra ogni altra condizione;

Versi 12-14

e ora da un piccolo borgo ci ha dato un sole, tale che la natura e quel luogo si rallegrano e ringraziano per avere fatto nascere al mondo una donna così bella.

Testo del componimento 4

Que’ ch’infinita providentia et arte
mostrò nel suo mirabil magistero,
che crïò questo et quell’altro hemispero,
et mansüeto piú Giove che Marte,

vegnendo in terra a ’lluminar le carte
ch’avean molt’anni già celato il vero,
tolse Giovanni da la rete et Piero,
et nel regno del ciel fece lor parte.

Di sé nascendo a Roma non fe’ gratia,
a Giudea sí, tanto sovr’ogni stato
humiltate exaltar sempre gli piacque;

ed or di picciol borgo un sol n’à dato,
tal che natura e ’l luogo si ringratia
onde sí bella donna al mondo nacque.

Testo del Canzoniere (Rerum vulgarium fragmenta) da Wikisource, disponibile con licenza CC BY-SA 3.0.

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