Se la mia vita da l’aspro tormento (Petrarca, RVF 12)

Antonio Garofano Antonio Garofano

Riassunto: «Se la mia vita da l'aspro tormento»

Petrarca immagina il futuro. Se riuscirà a resistere al tormento abbastanza a lungo, vedrà Laura invecchiare: gli occhi senza più luce, i capelli d’oro diventati d’argento, le ghirlande e le vesti verdi messe da parte, il viso senza colore. Allora, pensa, Amore gli darà il coraggio che adesso gli manca, quello di raccontarle per filo e per segno gli anni, i giorni e le ore del suo soffrire. E anche se a quel punto il tempo non sarà più adatto ai bei desideri, almeno qualche sospiro tardivo di lei arriverà a dargli sollievo. Il motivo viene dalla poesia antica: la bellezza passa.

Da ricordare

  • Sonetto, schema ABBA ABBA CDC DCD.
  • Tema della vecchiaia della donna amata e del tempo che consuma la bellezza.
  • Contrasto tra oro dei capelli e argento della vecchiaia.
  • Il poeta oggi è «pauroso et lento» nel parlare, domani spera di osare.

Parafrasi del componimento 12

Versi 1-4

Se la mia vita riuscirà a difendersi tanto dal duro tormento e dagli affanni da farmi vedere, per effetto degli ultimi anni, donna, la luce dei vostri begli occhi spenta,

Versi 5-8

e i capelli d’oro fino diventare d’argento, e lasciate le ghirlande e le vesti verdi, e scolorito il viso che ora, nelle mie pene, mi rende timoroso e lento nel lamentarmi,

Versi 9-11

allora Amore mi darà tanto coraggio da farvi conoscere quali sono stati gli anni, i giorni e le ore dei miei tormenti;

Versi 12-14

e se il tempo sarà ormai nemico dei bei desideri, almeno non mancherà che al mio dolore arrivi qualche aiuto di sospiri tardivi.

Testo del componimento 12

Se la mia vita da l’aspro tormento
si può tanto schermire, et dagli affanni,
ch’i’ veggia per vertù de gli ultimi anni,
donna, de’ be’ vostr’occhi il lume spento,

e i cape’ d’oro fin farsi d’argento,
et lassar le ghirlande e i verdi panni,
e ’l viso scolorir che ne’ miei danni
a·llamentar mi fa pauroso et lento:

pur mi darà tanta baldanza Amore
ch’i’ vi discovrirò de’ mei martiri
qua’ sono stati gli anni, e i giorni et l’ore;

et se ’l tempo è contrario ai be’ desiri,
non fia ch’almen non giunga al mio dolore
alcun soccorso di tardi sospiri.

Testo del Canzoniere (Rerum vulgarium fragmenta) da Wikisource, disponibile con licenza CC BY-SA 3.0.

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