Io son de l’aspectar omai sí vinto (Petrarca, RVF 96)

Antonio Garofano Antonio Garofano

Riassunto: «Io son de l'aspectar omai sí vinto»

Stanco di aspettare e della lunga guerra dei sospiri, il poeta arriva a odiare la speranza, i desideri e ogni laccio che gli lega il cuore. Ma il bel viso che porta dipinto nel petto, e che vede dovunque guardi, lo costringe a tornare, contro la sua volontà, alle vecchie pene. L’errore, riconosce, è stato commesso all’inizio. Fu allora che gli venne tagliata la strada della libertà, perché è difficile non seguire ciò che piace agli occhi. In quel momento l’anima corse libera verso il proprio male. Ora, per aver peccato una volta sola, deve andare dove vuole un altro.

Da ricordare

  • Sonetto, schema ABBA ABBA CDC DCD.
  • Contrasto tra la volontà di liberarsi e l’immagine che lo trattiene.
  • Tema dell’errore iniziale e delle sue conseguenze permanenti.
  • Il viso «depinto» nel petto riprende un motivo stilnovistico.

Parafrasi del componimento 96

Versi 1-4

Ormai sono così vinto dall’attesa e dalla lunga guerra dei sospiri che odio la speranza e i desideri, e ogni laccio con cui il mio cuore è legato.

Versi 5-8

Ma il bel viso leggiadro che porto dipinto nel petto, e che vedo dovunque guardi, mi costringe; e così vengo risospinto, contro la mia volontà, nei primi crudeli tormenti.

Versi 9-11

Sbagliai allora, quando mi fu tagliata e tolta l’antica strada della libertà, perché è difficile seguire ciò che piace agli occhi;

Versi 12-14

allora l’anima corse libera e sciolta verso il suo male: ora, lei che ha peccato una volta sola, deve andare dove vuole un altro.

Testo del componimento 96

Io son de l’aspectar omai sí vinto,
et de la lunga guerra de’ sospiri,
ch’i’ aggio in odio la speme e i desiri,
ed ogni laccio ond’è ’l mio core avinto.

Ma ’l bel viso leggiadro che depinto
porto nel petto, et veggio ove ch’io miri,
mi sforza; onde ne’ primi empii martiri
pur son contra mia voglia risospinto.

Allor errai quando l’antica strada
di libertà mi fu precisa et tolta,
ché mal si segue ciò ch’agli occhi agrada;

allor corse al suo mal libera et sciolta:
ora a posta d’altrui conven che vada
l’anima che peccò sol una volta.

Testo del Canzoniere (Rerum vulgarium fragmenta) da Wikisource, disponibile con licenza CC BY-SA 3.0.

Torna alla guida al Canzoniere o alla pagina su Francesco Petrarca.