Quando giugne per gli occhi al cor profondo:… (RVF 94)

Antonio Garofano Antonio Garofano

Riassunto: «Quando giugne per gli occhi al cor profondo: testo e parafrasi»

Un sonetto di fisiologia amorosa, come piaceva agli stilnovisti. Quando l’immagine della donna arriva attraverso gli occhi fino al cuore, ogni altra immagine se ne va, e le forze vitali che l’anima distribuisce abbandonano il corpo, che resta un peso immobile. Da questo primo prodigio a volte ne nasce un secondo. La parte cacciata, fuggendo, arriva proprio nella persona amata, si vendica e trova piacevole il suo esilio. Per questo due volti diventano pallidi come morti. Il poeta dice di essersene ricordato il giorno in cui vide due innamorati trasformarsi e prendere l’aspetto che di solito ha lui.

Da ricordare

  • Sonetto, schema ABBA ABBA CDD DCC.
  • Teoria degli spiriti vitali di origine stilnovistica e medica.
  • Il pallore come segno visibile dell’innamoramento.
  • Il poeta osserva altri amanti e si riconosce in loro.

Parafrasi del componimento 94

Versi 1-4

Quando l’immagine della donna arriva attraverso gli occhi nel profondo del cuore, ogni altra se ne va, e le forze che l’anima distribuisce abbandonano le membra, che diventano quasi un peso immobile.

Versi 5-8

E dal primo miracolo nasce a volte il secondo, perché la parte cacciata, fuggendo da se stessa, arriva in un luogo che la vendica e le rende piacevole l’esilio.

Versi 9-11

Per questo in due volti appare un colore di morte, perché la forza che li mostrava vivi non è più, da nessuna delle due parti, dove stava.

Versi 12-14

E di questo mi ricordavo quel giorno in cui vidi due amanti trasformarsi e prendere l’aspetto che io di solito ho.

Testo del componimento 94

Quando giugne per gli occhi al cor profondo
l’imagin donna, ogni altra indi si parte,
et le vertú, che l’anima comparte,
lascian le membra, quasi immobil pondo.

Et del primo miracolo il secondo
nasce talor, ché la scacciata parte,
da se stessa fuggendo, arriva in parte
che fa vendetta e ’l suo exilio giocondo.

Quinci in duo volti un color morto appare,
perché ’l vigor, che vivi gli mostrava,
da nessun lato è piú là dove stava.

Et di questo in quel dì mi ricordava,
ch’i’ vidi duo amanti trasformare,
et far qual io mi soglio in vista fare.

Testo del Canzoniere (Rerum vulgarium fragmenta) da Wikisource, disponibile con licenza CC BY-SA 3.0.

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