Riassunto: «Volo con l'ali de' pensieri al cielo»
Visione consolatoria. Con le ali del pensiero il poeta sale così spesso in cielo che gli sembra quasi di essere uno di quelli che hanno lassù il loro tesoro, dopo aver lasciato a terra il corpo. A volte sente un dolce brivido: Laura gli dice che ora lo ama e lo onora, perché sono cambiati i suoi costumi e anche i capelli, ormai grigi. Lei lo conduce davanti a Dio, a cui lui chiede di poterli vedere entrambi. La risposta è serena: il destino è deciso, e anche venti o trent’anni di attesa sembreranno lunghi ma non lo saranno.
Da ricordare
- Sonetto, schema ABBA ABBA CDE CDE.
- Ascesa mentale al cielo con «l’ali de’ pensieri».
- Laura beata parla in discorso diretto e approva il cambiamento del poeta.
- Il «pelo» cambiato: accenno ironico all’invecchiamento.
- Promessa di salvezza: l’attesa sulla terra è breve rispetto all’eterno.
Parafrasi del componimento 362
Versi 1-4
Volo al cielo con le ali dei pensieri così spesso che mi sembra quasi di essere uno di quelli che hanno lì il loro tesoro, lasciando a terra il velo strappato del corpo.
Versi 5-8
A volte il cuore mi trema di un dolce gelo sentendo colei per cui impallidisco dirmi: «Amico, ora ti amo e ora ti onoro, perché hai cambiato i costumi e il colore dei capelli».
Versi 9-11
Mi conduce dal suo Signore: allora mi inchino, pregando umilmente che mi permetta di restare a vedere l’uno e l’altro volto.
Versi 12-14
Lui risponde: «Il tuo destino è ben stabilito; e anche se tarderai ancora venti o trent’anni, a te sembrerà troppo, ma non sarà molto».
Testo del componimento 362
Volo con l’ali de’ pensieri al cielo
sí spesse volte che quasi un di loro
esser mi par ch’àn ivi il suo thesoro,
lasciando in terra lo squarciato velo.
Talor mi trema ‘l cor d’un dolce gelo
udendo lei per ch’io mi discoloro
dirmi: – Amico, or t’am’io et or t’onoro
perch’à i costumi varïati, e ‘l pelo. –
Menami al suo Signor: allor m’inchino,
pregando humilemente che consenta
ch’i’ stia a veder et l’uno et l’altro volto.
Responde: – Egli è ben fermo il tuo destino;
et per tardar anchor vent’anni o trenta,
parrà a te troppo, et non fia però molto. –
Testo del Canzoniere (Rerum vulgarium fragmenta) da Wikisource, disponibile con licenza CC BY-SA 3.0.
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