Riassunto: «Cercato ò sempre solitaria vita»
Da sempre cerca la vita solitaria, e lo sanno le rive, i campi e i boschi, per fuggire gli ingegni sordi e miopi che hanno perso la strada del cielo. Se avesse potuto scegliere, lontano dall’aria dolce della Toscana lo avrebbe accolto Valchiusa, tra i colli ombrosi della Sorga, che lo aiuta a piangere e a cantare. Ma la sorte, sempre nemica, lo riporta nel luogo dove si indigna di vedere il suo tesoro nel fango, cioè, secondo la lettura più diffusa, Avignone. La chiusa resta oscura: qualcosa è diventato amico della mano che scrive, e lo sanno Amore, madonna e lui.
Da ricordare
- Sonetto, schema ABBA ABBA CDE CDE.
- Ideale della «solitaria vita», tema caro a Petrarca.
- Valchiusa e la Sorga come rifugio poetico.
- Polemica contro gli «ingegni sordi et loschi».
- Il «fango»: probabilmente Avignone e la curia papale.
Parafrasi del componimento 259
Versi 1-4
Ho sempre cercato una vita solitaria (lo sanno le rive, le campagne e i boschi) per fuggire questi ingegni sordi e miopi, che hanno smarrito la strada del cielo;
Versi 5-8
e se in questo il mio desiderio fosse stato esaudito, fuori dall’aria dolce dei paesi toscani mi avrebbe ancora tra i suoi bei colli ombrosi la Sorga, che mi aiuta a piangere e a cantare.
Versi 9-11
Ma la mia sorte, sempre nemica, mi spinge di nuovo nel luogo dove mi sdegno di vedere nel fango il mio bel tesoro.
Versi 12-14
Alla mano con cui scrivo si è fatta amica questa volta, e forse non è indegno: Amore lo vide, e lo sanno madonna e io.
Testo del componimento 259
Cercato ò sempre solitaria vita
(le rive il sanno, et le campagne e i boschi)
per fuggir questi ingegni sordi et loschi,
che la strada del cielo ànno smarrita;
et se mia voglia in ciò fusse compita,
fuor del dolce aere de’ paesi toschi
anchor m’avria tra’ suoi bei colli foschi
Sorga, ch’a pianger et cantar m’aita.
Ma mia fortuna, a me sempre nemica,
mi risospigne al loco ov’io mi sdegno
veder nel fango il bel tesoro mio.
A la man ond’io scrivo è fatta amica
a questa volta, et non è forse indegno:
Amor sel vide, et sa ’l madonna et io.
Testo del Canzoniere (Rerum vulgarium fragmenta) da Wikisource, disponibile con licenza CC BY-SA 3.0.
Torna alla guida al Canzoniere o alla pagina su Francesco Petrarca.