Riassunto: «Quando Amor i belli occhi a terra inchina»
Laura abbassa gli occhi, e Amore raccoglie i suoi spiriti in un sospiro, per poi scioglierli in una voce chiara, soave, angelica, divina: in quel momento il poeta sente il cuore rapito. Dentro di lui cambiano pensieri e desideri, al punto che si dice pronto a morire, se il cielo gli concede una morte così onesta. Ma quel suono, che lega i sensi con la sua dolcezza, trattiene l’anima già pronta a partire, perché vuole essere felice ascoltandolo ancora. Così continua a vivere: Laura, unica sirena del cielo tra gli uomini, avvolge e svolge il filo della sua vita.
Da ricordare
- Sonetto, schema ABBA ABBA CDE CDE.
- Il canto di Laura, descritto con quattro aggettivi in climax.
- Laura come «del ciel sirena»: un canto che non porta alla rovina.
- L’anima vorrebbe morire di dolcezza ma resta per ascoltare.
- Immagine del filo della vita, come quello delle Parche.
Parafrasi del componimento 167
Versi 1-4
Quando Amore piega a terra i begli occhi, raccoglie con le sue mani gli spiriti graziosi in un sospiro e poi li scioglie in una voce chiara, soave, angelica, divina,
Versi 5-8
sento che mi viene rapito dolcemente il cuore, e dentro cambiano così pensieri e desideri che dico: ora saranno queste le mie ultime spoglie, se il cielo mi destina una morte tanto onesta.
Versi 9-11
Ma il suono, che lega i sensi con la dolcezza, insieme al grande desiderio di essere beata ascoltando, trattiene l’anima pronta a partire.
Versi 12-14
Così vivo, e così avvolge e svolge il filo della vita che mi è stata data questa unica sirena del cielo che sta tra noi.
Testo del componimento 167
Quando Amor i belli occhi a terra inchina
e i vaghi spirti in un sospiro accoglie
co le sue mani, et poi in voce gli scioglie,
chiara, soave, angelica, divina,
sento far del mio cor dolce rapina,
et sí dentro cangiar penseri et voglie,
ch’i’ dico: Or fien di me l’ultime spoglie,
se ’l ciel sí honesta morte mi destina.
Ma ’l suon che di dolcezza i sensi lega
col gran desir d’udendo esser beata
l’anima al dipartir presta raffrena.
Cosí mi vivo, et cosí avolge et spiega
lo stame de la vita che m’è data,
questa sola fra noi del ciel sirena.
Testo del Canzoniere (Rerum vulgarium fragmenta) da Wikisource, disponibile con licenza CC BY-SA 3.0.
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