Riassunto: «Amor, quando fioria»
Una ballata brevissima, quasi un grido. Proprio quando la speranza fioriva e sembrava vicino il premio di tanta fedeltà, Amore vede il poeta perdere la donna da cui aspettava grazia. La morte è spietata perché lo ha messo nel dolore e ha spento le speranze; la vita è crudele perché lo trattiene quaggiù contro la sua volontà, e non può seguire Laura, che non lo permette. Eppure lei siede sempre presente nel mezzo del suo cuore, e vede bene quale sia la sua vita.
Da ricordare
- Ballata: ripresa di tre versi e una sola stanza di nove.
- Speranza spezzata proprio mentre «fioriva».
- Doppia accusa: «dispietata morte» e «crudel vita».
- Laura non consente al poeta di seguirla nella morte.
- Presenza costante di Laura «nel mezzo del meo cor».
Parafrasi del componimento 324
Ripresa
Amore, proprio quando fioriva la mia speranza e la ricompensa per tanta fedeltà, mi è stata tolta colei da cui aspettavo grazia.
Stanza
Ahi morte spietata, ahi vita crudele! L’una mi ha messo nel dolore e ha spento in modo acerbo le mie speranze; l’altra mi tiene quaggiù contro la mia volontà, e non posso seguire colei che se n’è andata, perché lei non lo consente. Eppure madonna siede sempre presente nel mezzo del mio cuore, e vede da sé quale sia la mia vita.
Testo del componimento 324
Amor, quando fioria
mia spene, e ’l guidardon di tanta fede,
tolta m’è quella ond’attendea mercede.
Ahi dispietata morte, ahi crudel vita!
L’una m’à posto in doglia,
et mie speranze acerbamente à spente;
l’altra mi tèn qua giú contra mia voglia,
et lei che se n’è gita
seguir non posso, ch’ella nol consente.
Ma pur ogni or presente
nel mezzo del meo cor madonna siede,
et qual è la mia vita, ella sel vede.
Testo del Canzoniere (Rerum vulgarium fragmenta) da Wikisource, disponibile con licenza CC BY-SA 3.0.
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