Riassunto: «Deh qual pietà, qual angel fu sí presto»
Quale angelo è stato così veloce da portare in cielo il suo dolore? Laura torna infatti come una volta, con quel suo modo dolce e onesto, a calmare il cuore triste, piena di umiltà e senza orgoglio. Il poeta si sente strappato alla morte e la vita non gli pesa più. È beata, dice, chi può rendere beati gli altri con lo sguardo o con parole comprese solo da loro due. E lei gli parla: gli dispiace molto per lui, ma fu dura per il bene di entrambi. Aggiunge altre cose, capaci di fermare il sole.
Da ricordare
- Sonetto, schema ABBA ABBA CDC DCD.
- Ritorno consolatorio di Laura dopo la morte.
- Il poeta «a morte» si «ritoglie» e torna a vivere.
- Parole intese «da noi soli ambedui»: un linguaggio segreto.
- Laura spiega la sua severità: «per nostro ben dura ti fui».
Parafrasi del componimento 341
Versi 1-4
Ah, quale pietà, quale angelo fu così rapido a portare sopra il cielo il mio dolore? Perché sento ancora tornare, come di consueto, madonna con quel suo atteggiamento dolce e onesto
Versi 5-8
a calmare il cuore infelice e triste, così piena di umiltà, priva di orgoglio, e insomma tale che mi sottraggo alla morte e vivo, e la vita non mi è più molesta.
Versi 9-11
Beata è lei, che può rendere beati gli altri con il suo aspetto o con le parole, comprese soltanto da noi due:
Versi 12-14
«Mio caro fedele, mi dispiace molto per te, ma fui dura con te per il nostro bene», dice, e altre cose capaci di fermare il sole.
Testo del componimento 341
Deh qual pietà, qual angel fu sí presto
a portar sopra ’l cielo il mio cordoglio?
Ch’anchor sento tornar pur come soglio
madonna in quel suo atto dolce honesto
ad acquetare il cor misero et mesto,
piena sí d’umiltà, vòta d’orgoglio,
e ’nsomma tal ch’a morte i’ mi ritoglio,
et vivo, e ’l viver piú non m’è molesto.
Beata s’è, che pò beare altrui
co la sua vista, over co le parole,
intellecte da noi soli ambedui:
– Fedel mio caro, assai di te mi dole,
ma pur per nostro ben dura ti fui, –
dice, et cos’altre d’arrestare il sole.
Testo del Canzoniere (Rerum vulgarium fragmenta) da Wikisource, disponibile con licenza CC BY-SA 3.0.
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