Datemi pace, o duri miei pensieri (Petrarca, RVF 274)

Antonio Garofano Antonio Garofano

Riassunto: «Datemi pace, o duri miei pensieri»

Richiesta di pace ai propri pensieri. Non basta, chiede il poeta, che Amore, Fortuna e Morte gli facciano guerra intorno e alle porte, senza trovare dentro altri nemici? Anche il cuore è rimasto quello di sempre, sleale soltanto con lui, perché accoglie guide crudeli e si è fatto alleato dei suoi nemici così pronti e rapidi. Nel cuore Amore porta i suoi messaggi segreti, la Fortuna mostra tutto il suo sfarzo, la Morte il ricordo del colpo che finirà ciò che resta di lui, e i pensieri vaganti si armano di errore. Per questo incolpa soltanto il cuore di ogni suo male.

Da ricordare

  • Sonetto, schema ABBA ABBA CDE DCE.
  • Metafora della guerra interiore, assedio da fuori e tradimento da dentro.
  • Triade nemica: Amore, Fortuna, Morte.
  • Il cuore «disleal», alleato dei nemici.
  • Il poeta riconosce in sé stesso l’origine del male.

Parafrasi del componimento 274

Versi 1-4

Datemi pace, miei pensieri duri: non basta che Amore, Fortuna e Morte mi facciano guerra intorno e alle porte, senza che io trovi dentro altri guerrieri?

Versi 5-8

E tu, mio cuore, sei ancora come eri, sleale solo con me, perché vai accogliendo guide crudeli e sei diventato alleato dei miei nemici così pronti e rapidi?

Versi 9-11

In te Amore manda i suoi messaggi segreti, in te la Fortuna dispiega tutto il suo sfarzo, e la Morte il ricordo di quel colpo

Versi 12-14

che deve spezzare quanto resta di me; in te i pensieri vaganti si armano di errore: perciò di ogni mio male incolpo soltanto te.

Testo del componimento 274

Datemi pace, o duri miei pensieri:
non basta ben ch’Amor, Fortuna et Morte
mi fanno guerra intorno e ’n su le porte,
senza trovarmi dentro altri guerreri?

Et tu, mio cor, anchor se’ pur qual eri,
disleal a me sol, che fere scorte
vai ricettando, et se’ fatto consorte
de’ miei nemici sí pronti et leggieri?

In te i secreti suoi messaggi Amore,
in te spiega Fortuna ogni sua pompa,
et Morte la memoria di quel colpo

che l’avanzo di me conven che rompa;
in te i vaghi pensier’ s’arman d’errore:
perché d’ogni mio mal te solo incolpo.

Testo del Canzoniere (Rerum vulgarium fragmenta) da Wikisource, disponibile con licenza CC BY-SA 3.0.

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