Riassunto: «Vergognando talor ch'ancor si taccia»
Un sonetto sulla difficoltà di scrivere. Il poeta si vergogna che la bellezza di Laura non sia ancora stata cantata in versi da lui, e allora torna con la memoria al momento in cui l’ha vista per la prima volta, tanto da sapere che nessun’altra gli piacerà mai. Ma si accorge che il compito è un peso troppo grande per le sue braccia, un lavoro che la sua lima non sa rifinire, e l’ingegno si gela proprio nel momento di agire. Più volte ha aperto la bocca e la voce gli si è fermata in petto. Più volte ha cominciato a scrivere, e penna, mano e intelletto si sono arresi subito.
Da ricordare
- Sonetto, schema ABBA ABBA CDE CDE.
- Tema dell’ineffabilità: la bellezza supera le capacità del poeta.
- La «lima» è il lavoro di rifinitura del testo poetico.
- Anafora di «Piú volte» all’inizio delle due terzine.
Parafrasi del componimento 20
Versi 1-4
Vergognandomi a volte che la vostra bellezza, donna, non sia ancora cantata in rima da me, torno con il pensiero al tempo in cui vi vidi per la prima volta, tale che nessun’altra mi piacerà mai.
Versi 5-8
Ma trovo un peso che non è per le mie braccia, né un lavoro da rifinire con la mia lima: perciò l’ingegno, che conosce la propria forza, si gela tutto nel mettersi all’opera.
Versi 9-11
Molte volte ho già aperto le labbra per parlare, poi la voce è rimasta a metà del petto: ma quale suono potrebbe mai salire così in alto?
Versi 12-14
Molte volte ho cominciato a scrivere versi: ma la penna, la mano e l’intelletto sono rimasti sconfitti al primo assalto.
Testo del componimento 20
Vergognando talor ch’ancor si taccia,
donna, per me vostra bellezza in rima,
ricorro al tempo ch’i’ vi vidi prima,
tal che null’altra fia mai che mi piaccia.
Ma trovo peso non da le mie braccia,
né ovra da polir colla mia lima:
però l’ingegno che sua forza extima
ne l’operatïon tutto s’agghiaccia.
Piú volte già per dir le labbra apersi,
poi rimase la voce in mezzo ’l pecto:
ma qual sòn poria mai salir tant’alto?
Piú volte incominciai di scriver versi:
ma la penna et la mano et l’intellecto
rimaser vinti nel primier assalto.
Testo del Canzoniere (Rerum vulgarium fragmenta) da Wikisource, disponibile con licenza CC BY-SA 3.0.
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