Luigi Pirandello: biografia e opere principali

Luigi Pirandello: biografia essenziale e opere principali per orientarsi nello studio della letteratura italiana.

Antonio Garofano Antonio Garofano 12 min di lettura

ORIENTAMENTO PER LO STUDIO

Profilo cronologico e opere nel catalogo

Nascita1867Morte1936
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Opere collegate

Il 9 maggio 1921, al Teatro Valle di Roma, la prima dei Sei personaggi in cerca d’autore finisce tra i fischi e le grida di «Manicomio!». Tredici anni dopo, nel 1934, l’autore riceve il premio Nobel. Luigi Pirandello (1867-1936) è questo: uno scrittore che ha spiazzato il suo pubblico raccontando la crisi dell’identità, la maschera sociale che si scontra con la vita. Le opere principali sono Il fu Mattia Pascal, Uno, nessuno e centomila, le Novelle per un anno, il saggio L’umorismo e i drammi Così è (se vi pare), Sei personaggi in cerca d’autore ed Enrico IV.

Vita di Luigi Pirandello

La Sicilia e gli studi

Nato a Girgenti, oggi Agrigento, il 28 giugno 1867, in una famiglia agiata legata al commercio dello zolfo, Pirandello studia a Palermo, poi a Roma e infine a Bonn, in Germania, dove si laurea nel 1891 con una tesi sul dialetto di Girgenti. Tornato in Italia si stabilisce a Roma e frequenta gli ambienti letterari della capitale, dove pubblica le prime raccolte di versi e di novelle.

Il matrimonio e la crisi del 1903

Nel 1894 sposa Antonietta Portulano. Nel 1903 l’allagamento della miniera di zolfo in cui il padre aveva investito anche la dote della moglie provoca il dissesto economico della famiglia; Antonietta subisce un grave crollo psichico, che la accompagnerà per il resto della vita. Pirandello mantiene la famiglia con l’insegnamento all’Istituto superiore di Magistero femminile di Roma e con la collaborazione a giornali e riviste. In questi anni nasce Il fu Mattia Pascal (1904).

Il successo teatrale e il Nobel

Dal 1915 circa Pirandello si dedica soprattutto al teatro. Nel 1921 la prima romana di Sei personaggi in cerca d’autore provoca scandalo, ma in pochi anni il dramma viene rappresentato in tutta Europa. Nel 1924 aderisce pubblicamente al Fascismo; nel 1925 fonda a Roma la compagnia del Teatro d’Arte, di cui è prima attrice Marta Abba. Riceve il premio Nobel nel 1934 e muore a Roma il 10 dicembre 1936.

Vita e poetica: l’umorismo

Pirandello è una figura centrale del primo Novecento. La sua opera interroga identità, verità e finzione. Nel saggio L’umorismo (1908) distingue il comico dall’umorismo: il comico nasce dall’«avvertimento del contrario», cioè dal notare che una situazione è l’opposto di come dovrebbe essere; l’umorismo aggiunge la riflessione, il «sentimento del contrario», che porta a capire le ragioni nascoste di quella contraddizione e a provare compassione.

Vita e forma

Al centro della sua visione c’è il contrasto tra la vita, flusso continuo e mutevole, e la forma, cioè le convenzioni, i ruoli sociali e le immagini fisse in cui la società (e noi stessi) chiudiamo quel flusso. Ne derivano i temi della maschera, della relatività della verità, dell’incomunicabilità e della follia come via di fuga.

Romanzi, novelle, teatro

Il fu Mattia Pascal

Mattia Pascal fugge dalla propria identità approfittando di una falsa morte e diventa Adriano Meis, ma la libertà si rivela precaria: senza documenti non può vivere davvero. Il romanzo intreccia maschera e impossibilità di ricominciare. Approfondisci Il fu Mattia Pascal.

Uno, nessuno e centomila

Vitangelo Moscarda scopre che gli altri vedono in lui immagini diverse: uno per sé, nessuno come identità definitiva e centomila nelle percezioni altrui. Pubblicato in volume nel 1926, è il romanzo che porta alle estreme conseguenze la crisi dell’io. Leggi l’analisi dell’opera.

Altri romanzi

Pirandello scrive anche L’esclusa, I vecchi e i giovani, romanzo storico sulla Sicilia dopo l’Unità, e Quaderni di Serafino Gubbio operatore, sul rapporto tra uomo e macchina nel mondo del cinema.

Novelle per un anno

Il progetto prevedeva una novella per ogni giorno dell’anno; le raccolte uscirono in volumi a partire dal 1922. Tra le più lette a scuola ci sono Ciàula scopre la luna, Il treno ha fischiato e La patente. Le novelle raccontano la relatività dei punti di vista e personaggi schiacciati dalle convenzioni. Scheda sulle Novelle per un anno.

Il teatro

I drammi sono raccolti sotto il titolo Maschere nude. Così è (se vi pare) (1917) mostra l’impossibilità di stabilire una verità oggettiva. Sei personaggi in cerca d’autore (1921) mette in crisi il confine tra palcoscenico e realtà: sei personaggi rifiutati dal loro autore irrompono durante una prova e chiedono di vivere il loro dramma. È il cuore del cosiddetto «teatro nel teatro». Enrico IV (1922) interroga follia, memoria e ruolo sociale. Per un quadro completo vedi il teatro di Pirandello.

Il sentimento del contrario

Nel saggio L’umorismo (1908) Pirandello spiega la sua idea con un esempio diventato famoso. Vediamo una vecchia signora con i capelli tinti, tutta unta di pomate, goffamente imbellettata e vestita come una ragazza. Ci viene da ridere: è il comico, che nasce dall’«avvertimento del contrario», cioè dal vedere che quella signora è l’opposto di come dovrebbe essere una persona della sua età. Ma se riflettiamo, e pensiamo che forse si veste così per trattenere l’amore di un marito più giovane, il riso si trasforma. Non ridiamo più allo stesso modo. È il «sentimento del contrario»: l’umorismo vero, che unisce il riso e la pietà.

Questo esempio è una chiave per tutta l’opera. I personaggi di Pirandello sono spesso ridicoli, grotteschi, assurdi; ma il lettore, se guarda bene, scopre il dolore che c’è dietro la maschera. Ridere di loro diventa impossibile senza sentirsi coinvolti.

Così è (se vi pare)

Una commedia del 1917 mostra bene il relativismo pirandelliano. In una cittadina di provincia arriva il signor Ponza con la moglie e la suocera, la signora Frola. Lui tiene la moglie chiusa in casa e non lascia che la madre la veda. La signora Frola sostiene che Ponza è pazzo e crede che sua figlia sia morta, mentre lei è ancora viva; Ponza sostiene che la pazza è la suocera, perché sua figlia è morta davvero e lui si è risposato. I curiosi del paese vogliono sapere la verità. Alla fine compare la signora Ponza, velata, e dice di essere la figlia della signora Frola e insieme la seconda moglie del signor Ponza; e per sé, nessuna. Aggiunge: «io sono colei che mi si crede».

La verità oggettiva non esiste, o almeno non è raggiungibile. Ognuno ha la sua, e la pretesa di imporla agli altri è una forma di violenza. Il personaggio di Laudisi, che ride della curiosità degli altri, è il portavoce dell’autore.

I sei personaggi e lo scandalo del 1921

La sera del 9 maggio 1921, al Teatro Valle di Roma, va in scena Sei personaggi in cerca d’autore. Durante le prove di una commedia irrompono sei personaggi, una famiglia, rifiutati dall’autore che li aveva immaginati, e chiedono al capocomico di rappresentare il loro dramma. Gli attori provano a recitarlo, ma i personaggi non si riconoscono: la loro verità è più vera di quella degli attori. Il pubblico, sconcertato, protesta; alcuni gridano «Manicomio!». Pochi mesi dopo, a Milano, la commedia trionfa, e poi fa il giro del mondo.

È il cuore del cosiddetto «teatro nel teatro»: Pirandello porta sulla scena il problema stesso della rappresentazione, del rapporto tra la vita e la forma. Nello stesso filone vanno Ciascuno a suo modo e Questa sera si recita a soggetto. E l’anno dopo, nel 1922, arriva Enrico IV, la storia di un uomo che, dopo una caduta da cavallo durante una mascherata, crede di essere l’imperatore medievale; quando guarisce, sceglie di continuare a fingersi pazzo, perché la maschera è più sopportabile della vita.

Le opere di Pirandello in ordine cronologico

Pirandello ha scritto per quasi cinquant’anni, e le date si accavallano: molti romanzi escono prima a puntate su rivista e solo dopo in volume. Qui sotto trovate l’anno che di solito si chiede a scuola. Quando le due date sono molto lontane, le indico entrambe.

Gli inizi. Mal giocondo (1889) è una raccolta di poesie, oggi quasi dimenticata. Le prime novelle escono in Amori senza amore (1894). L’esclusa, scritto nel 1893, compare a puntate nel 1901 e in volume nel 1908; Il turno è del 1902.

Il decennio decisivo. Nel 1904 Il fu Mattia Pascal, nel 1908 il saggio L’umorismo, nel 1913 il volume dei Vecchi e i giovani, romanzo storico sulla Sicilia dei Fasci. Del 1915 è Si gira…, che dieci anni dopo diventerà Quaderni di Serafino Gubbio operatore (1925).

Il teatro. Tra il 1916 e il 1918 arrivano Pensaci, Giacomino!, Liolà, Così è (se vi pare), Il piacere dell’onestà, Il giuoco delle parti. Poi i due titoli che fanno il giro del mondo: Sei personaggi in cerca d’autore (1921) ed Enrico IV (1922). Seguono Vestire gli ignudi (1922), Ciascuno a suo modo (1924), Questa sera si recita a soggetto e Come tu mi vuoi (entrambi del 1930).

Gli ultimi anni. Dal 1922 cominciano a uscire i volumi delle Novelle per un anno; nel 1926 Uno, nessuno e centomila. I giganti della montagna resta incompiuto alla morte, nel 1936.

Due inizi da riconoscere al volo

Capita che in verifica venga dato un brano senza titolo. Con Pirandello gli attacchi dei romanzi aiutano molto, perché dicono già il tema.

Il fu Mattia Pascal si apre così: «Una delle poche cose, anzi forse la sola ch’io sapessi di certo era questa: che mi chiamavo Mattia Pascal». Il protagonista parte dall’unica certezza che ha, il nome. È proprio quella che perderà, quando un cadavere trovato nella gora del mulino verrà riconosciuto come il suo e lui proverà a vivere come Adriano Meis.

Uno, nessuno e centomila parte da una domanda della moglie. Vitangelo Moscarda si sta guardando allo specchio e lei gli chiede che cosa faccia: lui risponde che si guarda il naso, perché gli fa un po’ male una narice. Lei, tranquilla, gli fa notare che il naso gli pende verso destra. Lui non se n’era mai accorto. Da un dettaglio quasi comico comincia la crisi: se gli altri vedono un Moscarda che lui non conosce, quanti Moscarda esistono?

In tutti e due i casi c’è lo stesso movimento: una certezza minima che si incrina. È il modo più semplice per spiegare a voce che cosa intende Pirandello per crisi dell’identità.

Collegamenti che fanno punti

Il confronto più richiesto è con Italo Svevo: due autori quasi coetanei che raccontano personaggi incapaci di aderire alla vita. La pagina sull’inetto da Svevo a Pirandello mette accanto Zeno e Mattia. Il secondo collegamento guarda all’indietro, a Giovanni Verga: stessa Sicilia, stessa attenzione ai vinti, ma Verga cerca l’oggettività e Pirandello la smonta. Per il teatro da solo c’è la pagina sul teatro di Pirandello.

Temi da ricordare

  • Maschera e identità: ogni persona appare diversa agli altri.
  • Vita e forma: la vita è mobile, le convenzioni la fissano.
  • Umorismo: riflessione critica sulle contraddizioni.
  • Relativismo: non esiste una verità unica valida per tutti.
  • Follia: spesso l’unico modo per sottrarsi alla forma.

Per un ripasso veloce c’è Pirandello in breve: mappa concettuale. Se invece all’orale temi la domanda sulla corrente, leggi a quale corrente letteraria appartiene Pirandello.

Come ripassarlo

  • Sappi datare le tappe principali: 1904 Il fu Mattia Pascal, 1908 L’umorismo, 1921 Sei personaggi, 1926 Uno, nessuno e centomila, 1934 Nobel.
  • Spiega con un esempio la differenza tra avvertimento e sentimento del contrario.
  • Collega Pirandello a Svevo attraverso la figura dell’inetto.

Per ampliare il percorso, consulta la guida all’Inferno di Dante. Ripassa anche la spiegazione della Divina Commedia. Per il romanzo storico, trovi la guida ai Promessi Sposi. Per l’Ottocento, leggi la spiegazione del Verismo. Per approfondire il teatro e l’umorismo, consulta la spiegazione di Pirandello.

Da Tilgher a oggi

Nel 1923 Adriano Tilgher, negli Studi sul teatro contemporaneo, stringe Pirandello in una formula: il contrasto fra la vita, che scorre, e la forma, che la irrigidisce. La formula era comoda, e per un po’ servì anche all’autore per spiegarsi. Poi gli andò stretta. I romanzi, il saggio L’umorismo e le novelle non stanno tutti dentro una tesi da teatro. Le letture successive, a cominciare dalle lezioni di Giacomo Debenedetti, hanno allentato quella presa: resta un conflitto vero, non l’unica chiave del cassetto.

Domande frequenti

Dove e quando è nato Pirandello?

A Girgenti, l’attuale Agrigento, il 28 giugno 1867, in una località chiamata Caos. Lui stesso giocava su questo nome dicendo di essere «figlio del Caos». Morì a Roma il 10 dicembre 1936.

A quale corrente letteraria appartiene Pirandello?

Non si lascia chiudere in una sola. Parte vicino al verismo siciliano, ma la sua opera matura appartiene al Decadentismo e alla crisi dell’identità del primo Novecento. Lui definiva la sua poetica «umorismo», cioè il sentimento del contrario, spiegato nel saggio del 1908.

Quali sono le opere più importanti di Pirandello?

Tra i romanzi Il fu Mattia Pascal (1904) e Uno, nessuno e centomila (1926). Tra le opere teatrali Così è (se vi pare), Sei personaggi in cerca d’autore ed Enrico IV. Poi le Novelle per un anno e il saggio L’umorismo.

Quando ha vinto il Nobel Pirandello?

Nel 1934, per la letteratura, soprattutto per il suo teatro. Prima di lui tra gli italiani l’avevano vinto Carducci nel 1906 e Grazia Deledda nel 1926.

Il romanzo si può leggere capitolo per capitolo, con il testo integrale e il commento, nella guida al Fu Mattia Pascal.

Anche l’ultimo romanzo si può leggere libro per libro, con testo integrale e commento, nella guida a Uno, nessuno e centomila.

Opere principali di Luigi Pirandello

Consulta le schede di analisi e studio delle opere disponibili nel catalogo.

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