La Gerusalemme liberata di Torquato Tasso
La Gerusalemme liberata è il grande poema epico della Controriforma, scritto da Torquato Tasso alla corte di Ferrara e terminato intorno al 1575. Racconta l’ultima fase della prima crociata, quando nel 1099 i cristiani guidati da Goffredo di Buglione assediano Gerusalemme e la conquistano. Il fatto è storico, ma Tasso lo riempie di invenzioni: maghi, demoni, angeli, selve incantate, giardini meravigliosi, e soprattutto amori impossibili. Per capire da dove nasce un poema così inquieto conviene leggere anche la vita di Torquato Tasso.
Il poema tiene insieme due spinte opposte. Da una parte c’è l’impresa collettiva, la guerra santa voluta da Dio e guidata da un capo saggio. Dall’altra ci sono i desideri dei singoli cavalieri, che li allontanano dal campo: Rinaldo prigioniero di Armida, Tancredi innamorato di una nemica. La città cade solo quando tutti tornano sotto la guida di Goffredo.
Qui trovi la guida generale e i venti canti. Ogni canto ha il riassunto, i punti da ricordare, la parafrasi dei passi chiave, il testo integrale di Tasso e un commento.
| Autore | Torquato Tasso (1544-1595) |
|---|---|
| Genere | poema epico in ottave |
| Composizione | 1565 circa - 1575, a Ferrara |
| Prima edizione | 1581, senza l’autorizzazione dell’autore |
| Struttura | 20 canti |
| Dedica | Alfonso II d’Este, duca di Ferrara |
| Metro | Ottava rima, 20 canti |
| Rifacimento | Gerusalemme conquistata, 1593, in 24 canti |
I venti canti in breve
- Canto I: Il poema si apre nel sesto anno della crociata.
- Canto II: Il mago Ismeno, un rinnegato, convince Aladino a rubare dalla chiesa dei cristiani un’immagine della Vergine e a portarla nella moschea, come talismano per proteggere la città.
- Canto III: All’alba l’esercito si mette in marcia e, quando il sole è alto, vede finalmente Gerusalemme: tutti la salutano con un grido, poi si fanno silenziosi e commossi, pensando ai propri peccati.
- Canto IV: Plutone, il re dell’Inferno, raduna i demoni in un concilio infernale.
- Canto V: Bisogna scegliere chi prenderà il posto di Dudone alla guida degli avventurieri.
- Canto VI: Argante, stanco dell’attesa, sfida a duello il miglior cavaliere cristiano.
- Canto VII: Erminia, in fuga, si perde nel bosco e cavalca fino a notte.
- Canto VIII: Al campo arriva Carlo, un cavaliere danese, con una notizia dolorosa.
- Canto IX: Aletto va da Solimano, che vaga nel deserto con una banda di predoni arabi, e lo spinge ad attaccare di notte il campo cristiano.
- Canto X: Solimano, sconfitto, si addormenta stanco nella campagna.
- Canto XI: Su consiglio di Pietro l’Eremita, prima dell’assalto l’esercito fa una solenne processione al monte Oliveto, pregando Dio, gli angeli e i santi.
- Canto XII: Di notte Clorinda decide di uscire con Argante per incendiare la torre mobile dei cristiani.
- Canto XIII: Per ricostruire le macchine bruciate i cristiani hanno bisogno del legno del bosco vicino, ma il mago Ismeno lo incanta, mettendoci a guardia i demoni.
- Canto XIV: Di notte Goffredo sogna di salire in cielo, dove incontra l’anima di Ugone, un crociato morto in battaglia.
- Canto XV: Carlo e Ubaldo trovano sulla spiaggia una piccola nave guidata da una fanciulla misteriosa, la Fortuna.
- Canto XVI: Carlo e Ubaldo entrano nel palazzo di Armida, un labirinto pieno di porte e decorazioni, e arrivano al giardino incantato, dove tutto invita al piacere.
- Canto XVII: A Gaza, città di confine del regno d’Egitto, il re egiziano passa in rassegna il suo immenso esercito, formato da popoli di tutto l’Oriente e dell’Africa.
- Canto XVIII: Rinaldo torna al campo, chiede perdono a Goffredo e viene riaccolto.
- Canto XIX: Durante la presa della città Tancredi e Argante si allontanano per concludere il loro vecchio duello.
- Canto XX: Arriva l’esercito egiziano e comincia la battaglia decisiva nella pianura sotto Gerusalemme.
I personaggi
Goffredo di Buglione è il capitano scelto da Dio. Non è il guerriero più forte, ma il più saggio: tiene unito l’esercito, applica la legge anche contro i suoi amici, prega nei momenti difficili. Il proemio lo dice con due parole, «senno» e «mano».
Rinaldo è il giovane eroe, il più forte di tutti, antenato degli Este. Lascia il campo dopo aver ucciso Gernando, cade prigioniero d’amore di Armida e torna solo nel canto XVIII, purificato. Senza di lui la città non si può prendere.
Tancredi è il cavaliere malinconico. Ama Clorinda, che combatte dalla parte opposta, e la uccide in duello senza riconoscerla. È il personaggio in cui Tasso mette più di sé: la passione, il rimorso, l’incapacità di dimenticare.
Clorinda è la guerriera pagana, figlia segreta di un re cristiano d’Etiopia. Forte e generosa, muore chiedendo il battesimo.
Erminia, principessa di Antiochia, ama Tancredi senza speranza. Fugge travestita da Clorinda, vive tra i pastori e alla fine lo cura ferito.
Armida è la maga che il demonio manda al campo per sedurre i cavalieri. Si innamora davvero di Rinaldo, e quando lui la lascia passa dall’amore alla vendetta e poi, nell’ultimo canto, alla conversione.
Dalla parte dei pagani ci sono Argante, il guerriero più feroce, Solimano, il sultano cacciato da Nicea, il re Aladino e il mago Ismeno.
I temi
Unità e dispersione. I «compagni erranti» del proemio sono il problema del poema. Ogni volta che un cavaliere si allontana per amore, per orgoglio o per un inganno, l’esercito si indebolisce. La vittoria arriva quando le forze si riuniscono.
Amore e dovere. Gli amori della Liberata sono quasi tutti infelici o pericolosi. Tasso li condanna sul piano morale, ma li racconta con un’intensità che mostra quanto lo attraggano. È il cosiddetto «bifrontismo» del poema.
Il meraviglioso cristiano. Al posto degli dèi pagani dell’epica antica intervengono Dio, gli angeli, i demoni, i maghi. Tasso voleva un meraviglioso credibile per un lettore cristiano, e lo inserisce in un quadro storico verosimile.
Il dolore e la morte. Molte delle pagine più belle sono dedicate a morti giovani, come Clorinda, Lesbino o Sveno, e al dolore di chi resta.
Poetica e stile
Tasso scrisse a lungo sulla teoria del poema epico, nei Discorsi dell’arte poetica. Voleva un poema che avesse l’unità d’azione dei classici, contro la varietà dell’Orlando furioso di Ariosto, ma che offrisse anche il diletto della varietà. La soluzione è un racconto con un’azione principale, la conquista di Gerusalemme, intorno alla quale ruotano gli episodi.
Il proemio dichiara la poetica del «vero condito»: la verità storica e religiosa resa dolce dall’invenzione, come il bicchiere di medicina con l’orlo cosparso di miele. Lo stile è sublime, con una sintassi spesso spezzata, molte figure di suono, una musicalità malinconica che si sente soprattutto nelle scene notturne e amorose.
Una storia editoriale difficile
Finito il poema, Tasso lo sottopose a un gruppo di revisori, che criticarono gli episodi amorosi e il meraviglioso. Tormentato dagli scrupoli religiosi e da una crisi psichica, il poeta fu rinchiuso dal 1579 al 1586 nell’ospedale di Sant’Anna a Ferrara. Proprio in quegli anni il poema uscì a stampa, nel 1581, senza la sua approvazione, ed ebbe subito un enorme successo. Tasso ne diede poi una nuova versione, la Gerusalemme conquistata, più severa e meno amata dai lettori.
Domande frequenti
Di che cosa parla la Gerusalemme liberata?
Della prima crociata, e in particolare dell’ultimo anno, il 1099, quando l’esercito cristiano guidato da Goffredo di Buglione assedia e conquista Gerusalemme. Alla storia Tasso aggiunge incanti, interventi del cielo e dell’inferno e molte storie d’amore.
Quanti canti ha il poema?
Venti canti in ottave, cioè strofe di otto endecasillabi con rime ABABABCC, per un totale di oltre quindicimila versi.
Quando fu scritta e pubblicata?
Tasso la completò intorno al 1575, alla corte degli Este a Ferrara. Fu pubblicata nel 1581 senza il suo consenso, mentre il poeta era rinchiuso nell’ospedale di Sant’Anna. Più tardi Tasso la riscrisse con il titolo di Gerusalemme conquistata (1593).
Chi sono i personaggi principali?
Goffredo di Buglione, il capo; Rinaldo, il guerriero più forte; Tancredi, innamorato della guerriera pagana Clorinda; Erminia, che ama Tancredi; la maga Armida; e dalla parte dei pagani Argante, Solimano e il re Aladino.
Qual è l'episodio più famoso?
Il duello notturno tra Tancredi e Clorinda nel canto XII, in cui Tancredi ferisce a morte la donna che ama senza riconoscerla e la battezza prima che muoia. Molto studiati sono anche Erminia tra i pastori (canto VII) e il giardino di Armida (canto XVI).