Promessi sposi: riassunto breve e dei 38 capitoli

Antonio Garofano Antonio Garofano

I promessi sposi sono il romanzo di Alessandro Manzoni, ambientato in Lombardia tra il 1628 e il 1630, negli anni della dominazione spagnola, della carestia e della peste. Manzoni ci lavorò per quasi vent’anni: una prima stesura intitolata Fermo e Lucia (1821-1823), una prima edizione nel 1827 e l’edizione definitiva, con la lingua «risciacquata in Arno», uscita a dispense tra il 1840 e il 1842.

È un romanzo storico, ma i protagonisti non sono re o generali: sono due giovani filatori di seta, Renzo e Lucia, a cui un signorotto impedisce di sposarsi. Da questa ingiustizia minuscola Manzoni ricava un affresco della società del Seicento e una domanda che attraversa tutto il libro: che cosa possono fare gli umili quando la legge, la Chiesa e il potere non li proteggono? A scuola si studia per questo, oltre che per la lingua, che è diventata il modello dell’italiano moderno.

Scheda dell’opera

Autore Alessandro Manzoni (1785-1873)
Genere Romanzo storico
Edizioni Fermo e Lucia (1821-1823, inedito); prima edizione 1827; edizione definitiva 1840-1842
Ambientazione Lombardia, dal 7 novembre 1628 al 1630: il lago di Como, Monza, Milano, il Bergamasco
Struttura Un’Introduzione (il finto manoscritto dell’Anonimo) e 38 capitoli
Personaggi Renzo, Lucia, Agnese, don Abbondio, Perpetua, don Rodrigo, fra Cristoforo, Gertrude, l’innominato, il cardinale Federigo Borromeo
Temi Giustizia e sopruso, la Provvidenza, il perdono, il rapporto tra storia e vita privata, la responsabilità di chi ha potere
Stile Narratore onnisciente e ironico, digressioni storiche, lingua fiorentina colta resa accessibile
Contesto Romanticismo lombardo; dibattito sulla lingua nazionale

Riassunto breve dei Promessi sposi

Lombardia, 1628. Renzo e Lucia, due giovani di un paese sul lago di Como, stanno per sposarsi, ma don Rodrigo, un signorotto prepotente, ha scommesso di avere Lucia e fa minacciare dai bravi il curato, don Abbondio, che rinvia le nozze. Dopo il fallimento del matrimonio a sorpresa, fra Cristoforo aiuta i due a fuggire: Lucia con la madre Agnese va a Monza, protetta dalla monaca Gertrude; Renzo va a Milano, finisce nel tumulto di San Martino per il pane, rischia l’arresto e scappa nel territorio di Bergamo.

Don Rodrigo chiede aiuto all’Innominato, che fa rapire Lucia con la complicità di Gertrude. Ma la notte del rapimento l’Innominato entra in crisi e, dopo l’incontro con il cardinale Federigo Borromeo, si converte e libera la ragazza. Lucia, nella paura, ha fatto voto di non sposarsi. Arrivano poi la guerra, i lanzichenecchi, la carestia e la peste. Renzo, guarito dal contagio, ritrova Lucia nel lazzaretto di Milano; fra Cristoforo la scioglie dal voto, don Rodrigo muore di peste. I due si sposano e si trasferiscono nel Bergamasco, e alla fine si chiedono che cosa abbiano imparato da tante disavventure.

I 38 capitoli in breve

  1. Capitolo 1: Il ramo del lago di Como; i bravi fermano don Abbondio: il matrimonio non si deve fare.
  2. Capitolo 2: Renzo arriva per le nozze, il curato lo confonde con il latino; Perpetua si lascia sfuggire la verità.
  3. Capitolo 3: Lucia racconta le molestie di don Rodrigo; Renzo va dall’Azzecca-garbugli, che lo caccia.
  4. Capitolo 4: Fra Cristoforo esce dal convento; la sua storia: Lodovico, il duello e la conversione.
  5. Capitolo 5: Fra Cristoforo ascolta Lucia e sale al palazzotto: il pranzo tra discorsi di cavalleria e politica.
  6. Capitolo 6: Lo scontro tra fra Cristoforo e don Rodrigo; Agnese propone il matrimonio a sorpresa.
  7. Capitolo 7: Don Rodrigo organizza il rapimento di Lucia; Renzo e Lucia preparano il matrimonio a sorpresa.
  8. Capitolo 8: La notte degli imbrogli: il colpo fallisce, i bravi trovano la casa vuota. Addio, monti.
  9. Capitolo 9: A Monza Lucia viene accolta nel convento della Signora; comincia la storia di Gertrude.
  10. Capitolo 10: Gertrude costretta a farsi monaca; la relazione con Egidio e il delitto.
  11. Capitolo 11: Il Griso riferisce il fallimento; don Rodrigo cerca notizie; Renzo arriva a Milano in tumulto.
  12. Capitolo 12: La carestia a Milano, il prezzo del pane e l’assalto al forno delle grucce.
  13. Capitolo 13: La folla assedia la casa del vicario di provvisione; Ferrer lo porta via in carrozza.
  14. Capitolo 14: Renzo parla troppo in piazza e all’osteria, si ubriaca e un finto spadaio si fa dire il suo nome.
  15. Capitolo 15: Renzo viene arrestato al mattino, la folla lo libera e lui scappa da Milano.
  16. Capitolo 16: La fuga verso l’Adda; all’osteria di Gorgonzola un mercante racconta i tumulti a modo suo.
  17. Capitolo 17: La notte nel bosco, l’Adda all’alba e l’arrivo dal cugino Bortolo nel Bergamasco.
  18. Capitolo 18: Arriva l’ordine d’arresto contro Renzo; Attilio chiede al conte zio di far trasferire fra Cristoforo.
  19. Capitolo 19: Il colloquio tra il conte zio e il padre provinciale; don Rodrigo pensa all’innominato.
  20. Capitolo 20: Il castello dell’innominato; Gertrude cede ad Egidio e Lucia viene rapita.
  21. Capitolo 21: Lucia prigioniera fa voto di castità alla Madonna; l’innominato passa una notte terribile.
  22. Capitolo 22: La vita del cardinale Federigo Borromeo, ritratto storico di un vescovo colto e caritatevole.
  23. Capitolo 23: L’incontro tra l’innominato e il cardinale: la conversione; don Abbondio va al castello.
  24. Capitolo 24: Lucia viene liberata e accolta in casa del sarto; l’innominato annuncia ai bravi la conversione.
  25. Capitolo 25: Don Rodrigo lascia il paese; donna Prassede prende Lucia; il cardinale rimprovera don Abbondio.
  26. Capitolo 26: Il cardinale incalza don Abbondio; Lucia confessa il voto ad Agnese; Renzo cambia nome.
  27. Capitolo 27: Le lettere tra Renzo e Agnese; la guerra di Mantova; ritratto di don Ferrante e della sua biblioteca.
  28. Capitolo 28: La carestia a Milano, il lazzaretto dei poveri e la discesa dei lanzichenecchi.
  29. Capitolo 29: Don Abbondio, Perpetua e Agnese fuggono davanti ai lanzichenecchi verso il castello dell’innominato.
  30. Capitolo 30: Il castello diventa rifugio; i soldati passano e al ritorno il paese è saccheggiato.
  31. Capitolo 31: La peste entra a Milano con i soldati; le autorità la negano e la città si ammala.
  32. Capitolo 32: La caccia agli untori, la processione con il corpo di san Carlo e il contagio che esplode.
  33. Capitolo 33: Don Rodrigo si ammala e il Griso lo tradisce; Renzo, guarito, torna al paese e poi riparte per Milano.
  34. Capitolo 34: Renzo nella città appestata: la madre di Cecilia, l’accusa di essere un untore, il carro dei monatti.
  35. Capitolo 35: Nel lazzaretto Renzo ritrova fra Cristoforo, che lo porta a perdonare don Rodrigo morente.
  36. Capitolo 36: Renzo ritrova Lucia nel lazzaretto; fra Cristoforo scioglie il voto.
  37. Capitolo 37: La pioggia che pulisce l’aria, il ritorno di Renzo al paese; la fine della peste.
  38. Capitolo 38: Il matrimonio, la nuova vita nel Bergamasco e il «sugo di tutta la storia».

Il romanzo diviso in parti

Capitoli 1-8: Il paese: il sopruso e la fuga

Tutto parte da un divieto. I bravi di don Rodrigo impongono a don Abbondio di non celebrare le nozze, e da lì le strade del paese diventano una trappola. Renzo prova la via della legge con l’Azzecca-garbugli, fra Cristoforo quella della coscienza, Agnese quella dell’astuzia. Nessuna funziona: la notte degli imbrogli finisce con la fuga sul lago e l’«Addio, monti».

Capitoli 9-10: Monza: la storia di Gertrude

Lucia trova rifugio nel monastero della Signora. Manzoni si ferma a raccontare la vita di Gertrude, costretta a farsi monaca dal padre, e la sua caduta, chiusa da tre parole: «La sventurata rispose».

Capitoli 11-17: Milano: Renzo nella rivolta del pane

Renzo arriva in una città affamata e si ritrova dentro la storia: l’assalto ai forni, la folla sotto la casa del vicario, Ferrer in carrozza. Parla troppo all’osteria, viene arrestato, liberato dalla folla, e scappa oltre l’Adda fino al cugino Bortolo.

Capitoli 18-24: L’innominato: il rapimento e la conversione

Don Rodrigo fa allontanare fra Cristoforo grazie al conte zio e chiede aiuto all’innominato. Lucia viene rapita con la complicità di Gertrude e, prigioniera, fa voto alla Madonna. Dopo una notte di angoscia l’innominato incontra il cardinale Federigo Borromeo e si converte; Lucia è libera.

Capitoli 25-27: La lontananza

Lucia va a Milano in casa di donna Prassede, Renzo vive nel Bergamasco sotto falso nome. Il cardinale rimprovera don Abbondio, il voto di Lucia diventa il nuovo ostacolo e le lettere tra Renzo e Agnese viaggiano tra mille fraintendimenti.

Capitoli 28-32: La grande storia: carestia, guerra, peste

Manzoni si fa storico. La carestia svuota le campagne, i lanzichenecchi scendono in Lombardia e il paese viene saccheggiato mentre i fuggiaschi si riparano nel castello dell’innominato. Con i soldati arriva la peste: le autorità la negano, la folla dà la caccia agli untori, la processione moltiplica il contagio.

Capitoli 33-38: Il lazzaretto e il ritorno

Don Rodrigo muore di peste, tradito dal Griso. Renzo, guarito, attraversa Milano appestata, vede la madre di Cecilia, ritrova nel lazzaretto fra Cristoforo, perdona il suo nemico e infine Lucia. Il voto viene sciolto, le nozze si celebrano e la storia si chiude nel Bergamasco, con il «sugo di tutta la storia».

I personaggi principali

  • Renzo e Lucia: un filatore di seta e una filatrice, due «umili» che per la prima volta nel romanzo italiano fanno da protagonisti.
  • Don Abbondio: il curato pauroso, «un vaso di terra cotta, costretto a viaggiare in compagnia di molti vasi di ferro».
  • Don Rodrigo: il signorotto prepotente, più meschino che grande; agisce per orgoglio più che per passione.
  • Fra Cristoforo: il cappuccino che da giovane, quando si chiamava Lodovico, uccise un uomo e cambiò vita.
  • Gertrude: la monaca di Monza, costretta al convento dal padre, vittima e colpevole insieme.
  • L’innominato: il grande malvagio che si converte.
  • Il cardinale Federigo Borromeo: personaggio storico, il pastore che Manzoni contrappone a don Abbondio.
  • Agnese e Perpetua: la madre di Lucia e la serva del curato, due donne del popolo con la lingua sciolta.

I temi, spiegati senza formule

Il tema che si cita sempre è la Provvidenza, ma conviene intenderlo bene. In Manzoni la Provvidenza non è un destino che sistema le cose al posto degli uomini: passa attraverso scelte concrete, come il perdono di fra Cristoforo o la conversione dell’innominato, e convive con il male, che nel romanzo resta sempre visibile. Accanto c’è il tema del potere e della giustizia. Le leggi ci sono, le gride si moltiplicano, ma chi ha i bravi fa quello che vuole, e la legge si muove solo contro i poveri, come Renzo scopre a Milano.

Poi c’è la conversione, che riguarda l’innominato ma anche, in piccolo, il Nibbio e lo stesso Renzo quando perdona don Rodrigo nel lazzaretto. E c’è la storia: carestia, guerra e peste non sono uno sfondo, decidono la vita dei personaggi. Manzoni le racconta da storico, su fonti come il Ripamonti, e intanto si domanda come le folle si lascino trascinare dalla paura, dalla rivolta del pane alla caccia agli untori.

Lingua e stile

Manzoni finge di aver trovato un manoscritto del Seicento, scritto in uno stile barocco e gonfio, e di averlo rifatto. Questo espediente gli permette di commentare, ironizzare, rivolgersi ai suoi «venticinque lettori». Il narratore sa tutto e giudica, ma lo fa spesso con un sorriso.

Il lavoro più lungo fu sulla lingua. L’Italia non aveva una lingua parlata comune: dopo la prima edizione Manzoni andò a Firenze nel 1827 per «risciacquare i panni in Arno» e riscrisse il romanzo sul fiorentino colto. Nella Quarantana i periodi ampi del narratore convivono con dialoghi vivaci, e ogni personaggio parla secondo la sua condizione. Quella lingua è diventata il modello dell’italiano moderno.

Quando e perché nasce

Manzoni comincia il romanzo nel 1821, dopo i moti, in una Lombardia governata dall’Austria. Ambientarlo nel Seicento spagnolo gli permette di parlare di un’Italia oppressa da stranieri senza nominare il presente. Convertito al cattolicesimo nel 1810, mette la fede al centro del libro, insieme a un rispetto rigoroso dei documenti. Dopo l’Unità il romanzo entra nelle scuole e non ne esce più.

Domande frequenti

Quanti capitoli hanno I promessi sposi?

Trentotto, preceduti da un’Introduzione in cui Manzoni finge di aver ritrovato un manoscritto del Seicento.

Quando è ambientato il romanzo?

Tra il 7 novembre 1628 e il 1630, in Lombardia, sotto la dominazione spagnola: gli anni della carestia, della guerra di Mantova e della peste.

Quali sono le tre redazioni?

Fermo e Lucia (1821-1823), la cosiddetta Ventisettana (1825-1827) e la Quarantana (1840-1842), l’edizione definitiva che si legge oggi.

Chi è l’innominato?

Un signore potente e criminale, senza nome nel romanzo, che fa rapire Lucia per conto di don Rodrigo e si converte dopo l’incontro con il cardinale Federigo Borromeo. Manzoni si ispirò a Francesco Bernardino Visconti.

Che cos’è il «sugo di tutta la storia»?

È la conclusione che Renzo e Lucia trovano insieme nell’ultima pagina: i guai arrivano anche a chi non li cerca, ma la fiducia in Dio li rende più sopportabili e utili per una vita migliore.

Come finiscono I promessi sposi?

Don Rodrigo muore di peste, Renzo ritrova Lucia nel lazzaretto e fra Cristoforo scioglie il voto che lei aveva fatto. I due si sposano e si trasferiscono nel Bergamasco.

Per l’autore vai alla pagina su Alessandro Manzoni.

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