Alessandro Manzoni: biografia e opere

Alessandro Manzoni: biografia essenziale e opere principali per orientarsi nello studio della letteratura italiana.

Antonio Garofano Antonio Garofano 12 min di lettura

ORIENTAMENTO PER LO STUDIO

Profilo cronologico e opere nel catalogo

Nascita1785Morte1873
LaboratorioAllenati su analisi, commento e scrittura argomentativa.Vai alle esercitazioni →

Opere collegate

Manzoni ci ha messo quasi vent’anni a finire davvero il suo romanzo. La prima stesura, Fermo e Lucia, è del 1821-23; la prima edizione dei Promessi sposi esce nel 1827; quella definitiva, con la lingua «risciacquata» in Arno, nel 1840-42. Già questo dice molto di lui: uno scrittore lentissimo e scrupoloso, che rimetteva in discussione ogni parola. Partiamo dalla vita e arriviamo alle opere, alla storia e alla questione della lingua.

Alessandro Manzoni in breve: vita e opere

Alessandro Manzoni nasce a Milano il 7 marzo 1785 da Giulia Beccaria, figlia di Cesare Beccaria, e muore a Milano il 22 maggio 1873. Dopo una formazione illuminista e un soggiorno a Parigi, nel 1810 si converte al cattolicesimo: da qui nascono gli Inni sacri (1812-1822). Negli anni Venti scrive le odi civili Marzo 1821 e Il cinque maggio (per la morte di Napoleone) e le tragedie Il conte di Carmagnola (1820) e Adelchi (1822). Il capolavoro è il romanzo storico I promessi sposi: una prima stesura, Fermo e Lucia (1821-1823), l’edizione del 1827 e quella definitiva del 1840-1842, riscritta nel fiorentino colto. Per la trama e i personaggi leggi I Promessi Sposi: riassunto e spiegazione; per il confronto con il realismo di fine Ottocento vedi la scheda su Giovanni Verga.

Le opere di Manzoni in ordine

Prima di entrare nella vita, ecco l’elenco che conviene avere sotto mano. Le date sono quelle di composizione o di prima pubblicazione, come si trovano nei manuali.

  • In morte di Carlo Imbonati, carme in endecasillabi sciolti (1806)
  • Inni sacri: i primi quattro (La Resurrezione, Il nome di Maria, Il Natale, La Passione) scritti tra il 1812 e il 1815, poi La Pentecoste (1822)
  • Osservazioni sulla morale cattolica (1819)
  • Il conte di Carmagnola, tragedia (1820)
  • Marzo 1821 e Il cinque maggio, odi civili (1821)
  • Adelchi, tragedia (1822)
  • Lettera sul Romanticismo a Cesare d’Azeglio (1823)
  • Fermo e Lucia (1821-1823), poi I promessi sposi nell’edizione del 1825-1827 e in quella definitiva del 1840-1842
  • Storia della colonna infame, pubblicata in appendice all’edizione 1840-1842
  • Del romanzo storico (1850) e la relazione Dell’unità della lingua e dei mezzi di diffonderla (1868)

La vita: Milano, Parigi, Brusuglio

Un’infanzia senza famiglia

Alessandro nasce a Milano il 7 marzo 1785. La madre, Giulia Beccaria, è la figlia di Cesare Beccaria, l’autore di Dei delitti e delle pene; il padre ufficiale è il conte Pietro Manzoni, molto più anziano di lei. Il matrimonio è infelice e Giulia se ne va presto. Il bambino passa gli anni dai sei ai sedici in collegi religiosi, dai Somaschi e poi dai Barnabiti, e ne esce con una solida formazione classica e con un’insofferenza per la religione che oggi può sorprendere chi lo conosce solo come scrittore cattolico.

Gli anni di Parigi

Nel 1805 raggiunge la madre a Parigi, dove lei vive con Carlo Imbonati, morto proprio in quei mesi. Per lui Manzoni scrive il carme In morte di Carlo Imbonati, in cui c’è già un verso che sembra un programma: «il santo Vero / mai non tradir». A Parigi frequenta il salotto degli idéologues, gli eredi dell’Illuminismo, e stringe una lunga amicizia con lo storico Claude Fauriel. È un giovane intellettuale di idee illuministe e laiche.

Il matrimonio e la conversione

Nel 1808 sposa Enrichetta Blondel, ginevrina di famiglia calvinista. Tra il 1809 e il 1810 entrambi si avvicinano al cattolicesimo, con la guida dell’abate giansenista Eustachio Degola: Enrichetta abiura il calvinismo, Alessandro torna alla fede. Per la sua opera è una svolta decisiva. Da quel momento il «vero» che cerca non è più solo quello della ragione, ma anche quello morale e religioso. Tornati a Milano, i Manzoni vivono tra la casa di via Morone e la villa di Brusuglio, in campagna.

Gli anni del lavoro e i lutti

Tra il 1812 e il 1827 Manzoni scrive quasi tutto ciò che conta: gli Inni, le tragedie, le odi, il romanzo. Dopo, la sua vita è segnata da una catena di lutti. Enrichetta muore nel 1833 e la maggior parte dei figli muore prima di lui. Nel 1837 sposa Teresa Borri Stampa, vedova, che morirà nel 1861. Lavora per anni alla revisione linguistica dei Promessi sposi e diventa un punto di riferimento della cultura nazionale: nel 1860 è nominato senatore del Regno. Muore a Milano il 22 maggio 1873, dopo una caduta sui gradini della chiesa di San Fedele. Per il primo anniversario della morte Giuseppe Verdi compone la Messa da Requiem.

Le opere, una per una

Gli Inni sacri

Il progetto prevedeva dodici inni, uno per ogni grande festa dell’anno liturgico; Manzoni ne completa cinque. Il più riuscito è La Pentecoste, dove il messaggio cristiano arriva anche alla schiava che guarda con invidia la madre libera: «Non sa che al regno i miseri / seco il Signor solleva?». È già il Manzoni attento agli umili che ritroveremo nel romanzo. La scheda sugli Inni sacri li presenta uno per uno.

Le odi civili

Marzo 1821 nasce dalle speranze dei moti piemontesi e immagina un’Italia «una d’arme, di lingua, d’altare»; restò inedita fino al 1848. Il cinque maggio, scritta di getto alla notizia della morte di Napoleone, è la poesia più famosa di Manzoni. Si apre con un attacco secco, «Ei fu», e ripercorre la vita dell’imperatore fino alla domanda che i professori adorano: «Fu vera gloria? Ai posteri / l’ardua sentenza».

Le tragedie

Il Conte di Carmagnola e l’Adelchi rompono con le unità aristoteliche di tempo e di luogo, come Manzoni spiega nella Lettre à M. Chauvet. Introducono i cori, che il poeta chiama il «cantuccio» in cui l’autore può parlare in prima persona. Nell’Adelchi, ambientato alla fine del regno longobardo, compaiono due dei testi più studiati: il coro sul popolo latino oppresso («Dagli atrii muscosi, dai fori cadenti») e quello per la morte di Ermengarda.

I promessi sposi

Il romanzo è ambientato in Lombardia tra il 1628 e il 1630, durante la dominazione spagnola, la carestia e la peste. Due giovani popolani, Renzo e Lucia, non possono sposarsi perché un signorotto, don Rodrigo, ha messo gli occhi su di lei. Manzoni racconta la storia «vera» degli umili, quelli che la storia ufficiale dimentica, e intreccia le loro vicende con i grandi fatti del Seicento. Le tre redazioni (il Fermo e Lucia, la «ventisettana», la «quarantana») mostrano un lavoro enorme sulla struttura e sulla lingua. Trama, personaggi e temi sono spiegati nella guida I Promessi Sposi: riassunto e spiegazione.

La Storia della colonna infame

È un saggio storico sul processo agli «untori» del 1630, due uomini torturati e condannati a morte con l’accusa assurda di aver diffuso la peste. Manzoni non se la prende con l’ignoranza del tempo: accusa i giudici, che sapevano di agire contro la giustizia e lo fecero lo stesso. È un testo breve, durissimo, e vale la pena leggerlo accanto ai capitoli sulla peste.

Il pensiero: il vero, la Provvidenza, la lingua

Nella Lettera sul Romanticismo Manzoni scrive che la letteratura deve avere «l’utile per iscopo, il vero per soggetto e l’interessante per mezzo». In questa formula c’è tutto il suo programma: scrivere cose vere, che servano al lettore, in un modo che lo coinvolga. Il «vero» storico non basta da solo, va accompagnato dal vero morale, cioè dal giudizio sulle azioni degli uomini.

La Provvidenza è il tema su cui si fanno più domande, e anche più errori. Per Manzoni la storia non è un lieto fine garantito: il male esiste, colpisce gli innocenti, e gli uomini ne sono responsabili. La Provvidenza non elimina il dolore, ma gli dà un senso, e lascia intatta la libertà di scegliere. Don Rodrigo e l’Innominato sono due modi opposti di usare quella libertà.

Poi c’è la lingua. Manzoni voleva un italiano che potesse essere capito da tutti, non solo dai letterati. Per questo nel 1827 va a Firenze a «risciacquare i panni in Arno» e riscrive il romanzo nel fiorentino parlato dalle persone colte. È una scelta discussa ancora oggi, ma ha dato all’Italia un modello di prosa moderna e, dopo l’Unità, un’idea concreta di lingua comune.

Come prepararlo per l’interrogazione

Una risposta completa su Manzoni tiene insieme quattro punti: la formazione illuminista e la conversione del 1810, le opere in ordine (inni, tragedie e odi, romanzo), il concetto di «vero» e la questione della lingua. Imparate a memoria due o tre citazioni brevi, come «Ei fu» o la formula della Lettera sul Romanticismo, e sappiate spiegare le differenze tra le tre redazioni del romanzo. Se vi chiedono un confronto, quello con Verga funziona sempre: entrambi raccontano gli umili, ma Manzoni commenta e giudica, Verga si eclissa e lascia parlare i personaggi.

Per le citazioni più famose del romanzo, con il capitolo e il personaggio che le pronuncia, c’è la raccolta di frasi celebri dei Promessi sposi.

Collegamenti per lo studio

Prima di un’interrogazione può servire anche Manzoni in breve: mappa concettuale, che riduce vita, opere e lingua a uno schema.

In evidenza per I promessi sposi

Per seguire il romanzo capitolo dopo capitolo, consulta l’archivio dei Promessi sposi e leggi il Capitolo I.

Per un ripasso mirato di un episodio classico, leggi anche il Capitolo 8: la fuga e il rifugio al convento e il Capitolo 21: Lucia e l’Innominato.

Per proseguire lo studio, consulta la guida all’Inferno di Dante. Puoi poi ripassare la Divina Commedia. Per il romanzo, trovi la guida ai Promessi Sposi. Per l’Ottocento, leggi la spiegazione del Verismo. Per il Novecento, completa con la spiegazione di Pirandello.

Manzoni in quattro domande d’interrogazione

Le query «manzoni» e «alessandro manzoni» arrivano spesso da chi deve chiudere un capitolo di storia letteraria in mezz’ora. Ecco una scaletta che regge.

Prima: chi era. Milanese (1785-1873), nipote di Beccaria, anni parigini, conversione religiosa intorno al 1810, lungo lavoro sul romanzo fino alla quarantana. Seconda: che cosa ha scritto di obbligatorio. Gli Inni sacri, le tragedie (Il Conte di Carmagnola, Adelchi), i Promessi sposi nelle due grandi fasi (1825-27 e 1840-42), lo scritto Del romanzo storico e le riflessioni sulla lingua. Terza: che cosa pensa. Il “vero” storico come materia del romanzo; la Provvidenza che non semplifica il dolore dei giusti; la lingua toscana come modello nazionale. Quarta: un collegamento. Con Foscolo e Leopardi sul primo Ottocento; con Verga sul “romanzo degli umili”, ma attenzione: Manzoni ha una fede e una morale che il Verismo non condivide.

Se vi chiedono solo «Manzoni opere», rispondete con date e una frase di funzione per ciascuna: non un elenco muto. Per il romanzo c’è la guida dedicata ai Promessi sposi; per il confronto romantico, Ugo Foscolo e Giacomo Leopardi.

Domande frequenti

Chi era Alessandro Manzoni?

Uno scrittore milanese, nato nel 1785 e morto nel 1873. Lo conosciamo soprattutto per I promessi sposi, ma prima del romanzo ha scritto poesie, inni religiosi, odi civili e due tragedie. Per la scuola è l’autore che ha dato all’Italia un romanzo moderno e una lingua in prosa comune a tutti.

Quali sono le opere principali di Manzoni?

Gli Inni sacri, le odi Marzo 1821 e Il cinque maggio, le tragedie Il conte di Carmagnola e Adelchi, la Lettera sul Romanticismo e naturalmente I promessi sposi. Se l’interrogazione è breve, partite dal romanzo e dalle due odi: sono le opere che i professori chiedono quasi sempre.

Come si può riassumere la vita di Manzoni in breve?

Nasce a Milano nel 1785, figlio di Giulia Beccaria. Vive alcuni anni a Parigi con la madre, sposa Enrichetta Blondel e intorno al 1810 si converte al cattolicesimo. Tra il 1821 e il 1827 scrive il romanzo, poi lo riscrive in fiorentino fino all’edizione del 1840. Diventa senatore del Regno e muore a Milano nel 1873.

Perché I promessi sposi hanno due edizioni?

La prima, del 1827, è scritta in un italiano ancora pieno di lombardismi. Manzoni va a Firenze per «sciacquare i panni in Arno» e riscrive tutto nella lingua delle persone colte fiorentine: ne esce l’edizione del 1840, quella che si legge a scuola.

Opere principali di Alessandro Manzoni: biografia e opere

Consulta le schede di analisi e studio delle opere disponibili nel catalogo.

Aggiornato il
Condividi: