Alcyone di Gabriele D’Annunzio

Guida didattica a Alcyone di Gabriele D’Annunzio: scheda, analisi tematica, guida alla lettura e indicazioni per lo studio per studenti e docenti.

Antonio Garofano Antonio Garofano 8 min di lettura

Alcyone è il terzo libro delle Laudi di Gabriele d’Annunzio, uscito nel 1903. Racconta un’estate in Versilia, dalla fine della primavera a settembre. Qui ci sono La pioggia nel pineto, La sera fiesolana, Meriggio, I pastori. È il libro più musicale di d’Annunzio e quello che si studia di più a scuola.

Collegamenti: biografia di d’Annunzio, le opere di d’Annunzio in ordine, Pascoli e d’Annunzio.

Scheda dell’opera

AutoreGabriele d’Annunzio
ComposizioneSoprattutto tra il 1899 e il 1903
EdizioneMilano, Treves, 1903, come libro III delle Laudi del cielo del mare della terra e degli eroi
GenereRaccolta di poesie
FormeStrofe libere, madrigali, ballate, quattro ditirambi; molti versi brevi
Testo qui riprodottoEdizione del 1903, su Wikisource

Contenuto

Le Laudi dovevano essere sette libri, con i nomi delle Pleiadi. Nel 1903 escono Maia, Elettra e Alcyone; Merope arriva nel 1912. Alcyone segue il corso di una stagione, e i quattro ditirambi dividono il libro in cinque parti.

L’attesa dell’estate

Il libro si apre con La tregua: il poeta si riposa dalle fatiche della vita pubblica e chiede alla natura di accoglierlo. Seguono le poesie di giugno sulle colline di Fiesole: Lungo l’Affrico e La sera fiesolana, dove ogni strofa si chiude con una lode alla sera, sul modello del Cantico di san Francesco.

Il pieno dell’estate

Si scende al mare, tra la foce dell’Arno e quella del Serchio. In La pioggia nel pineto il poeta e la donna, Ermione, camminano nella pineta sotto la pioggia, e piano piano si trasformano in piante. In Meriggio, a mezzogiorno, il poeta sente di diventare il fiume, il mare, le colline: è il punto più alto del panismo.

Il mito

Nella parte centrale tornano le figure greche: Glauco, l’Oleandro, Undulna, il Tessalo. Il paesaggio della Versilia si riempie di dei e di metamorfosi, come se la Grecia antica fosse lì, sulla spiaggia.

Il declino della stagione

Con agosto e settembre arrivano la malinconia e la fine. Nei Madrigali dell’estate e nei Sogni di terre lontane si sente l’autunno; qui c’è I pastori, il ricordo dell’Abruzzo e della transumanza («Settembre, andiamo. È tempo di migrare»). Il commiato chiude il libro con un saluto a Pascoli.

Temi

  • Il panismo: l’io si fonde con la natura e perde i confini del corpo.
  • L’estate: il ciclo della stagione, dall’attesa alla pienezza al declino.
  • Il mito: gli dei greci e le metamorfosi entrano nel paesaggio moderno.
  • Il superuomo, qui in forma più leggera: il poeta come essere capace di vivere più intensamente degli altri.
  • La musica della parola: il suono vale quanto il significato.

Stile e lingua

D’Annunzio scrive versi liberi, spesso brevissimi, legati da rime e assonanze che tornano a sorpresa. Usa allitterazioni, sinestesie, ripetizioni, parole rare e latine accanto a nomi di piante e di luoghi. In La pioggia nel pineto il ritmo imita il rumore della pioggia sulle foglie: le parole contano prima di tutto per come suonano.

Contesto

D’Annunzio nasce a Pescara nel 1863. Nel 1903 è già famoso per Il piacere e per le tragedie, e vive con Eleonora Duse nella villa della Capponcina, a Settignano. Le estati in Versilia, al Gombo e a Marina di Pisa, sono la materia del libro. Muore al Vittoriale, sul lago di Garda, nel 1938.

Le liriche da conoscere

Alcyone è il terzo libro delle Laudi ed è costruito come il diario di un’estate, da giugno a settembre, passata in Versilia, sulla costa toscana. Il poeta si immerge nella natura fino a sentirsi parte di essa. Le poesie che si leggono a scuola sono poche, ma vanno conosciute bene.

La sera fiesolana. Siamo ancora all’inizio dell’estate, sulle colline di Fiesole. Le strofe si chiudono con una lode alla sera, quasi una preghiera laica, e le parole scelte una per una per il loro suono danno al testo una musicalità lenta.

La pioggia nel pineto. È il testo simbolo del panismo dannunziano. Il poeta e la donna amata, Ermione, camminano nella pineta sotto la pioggia: «Taci. Su le soglie / del bosco non odo / parole che dici / umane». Pian piano la pioggia li trasforma in piante, i loro volti diventano foglie, i capelli rami. I versi sono brevissimi e pieni di ripetizioni, e cercano di riprodurre il ritmo della pioggia che cade sulle diverse piante.

Meriggio. A mezzogiorno, sul mare immobile, il poeta si sente dissolto nella luce e nel paesaggio fino a dire che la sua vita è divina. È il punto più alto della fusione con la natura.

I pastori. L’estate è finita e il poeta pensa all’Abruzzo, dove in settembre i pastori lasciano le montagne per scendere verso il mare: «Settembre, andiamo. È tempo di migrare». Il tono è nostalgico e i versi sono più regolari, quasi una cantilena.

Il panismo e il superuomo

Il termine «panismo» viene da Pan, il dio greco della natura. Indica il sentimento di unione totale con il mondo naturale, in cui il poeta perde i confini del proprio corpo. In Alcyone questa esperienza è descritta con una lingua rara, preziosa, spesso latineggiante. Nei primi due libri delle Laudi, Maia ed Elettra, D’Annunzio aveva celebrato il superuomo e l’azione. Qui sembra riposarsi. Ma molti critici osservano che anche il panismo ha qualcosa di superomistico: solo un uomo eccezionale, il poeta, può fondersi con la natura in questo modo.

Per l’interrogazione

Ricordate la data, 1903, e la collocazione nel ciclo delle Laudi. Sul piano formale, D’Annunzio usa spesso il verso libero e la strofa lunga, con rime e assonanze sparse. Un buon confronto è con Pascoli: tutti e due guardano la natura con attenzione ai suoni, ma Pascoli vi cerca il mistero e il dolore, D’Annunzio il piacere dei sensi. Ermione, la donna della Pioggia nel pineto, è spesso identificata con Eleonora Duse, la grande attrice legata al poeta in quegli anni.

Il mito in Alcyone

Accanto alle liriche di paesaggio, il libro contiene molti testi ispirati alla mitologia greca. D’Annunzio rilegge i miti delle metamorfosi, come quello di Dafne trasformata in alloro o di Glauco che diventa dio marino, e li usa per raccontare la propria esperienza: anche il poeta, in estate, si trasforma e diventa parte della natura. La Versilia diventa così una nuova Grecia, popolata di ninfe e divinità. Questa presenza del mito spiega perché la lingua sia così ricca di parole rare e classiche.

Il libro ha anche un ritmo interno. All’inizio c’è l’attesa dell’estate, poi la pienezza di luglio e agosto, con le liriche più luminose, infine il declino di settembre, quando il poeta avverte che la stagione sta finendo. È un ciclo che ricorda quello della vita, e la malinconia degli ultimi testi va letta anche così.

Collegamenti

Oltre al confronto con Pascoli, si può collegare Alcyone al Piacere: Andrea Sperelli ed il poeta di Alcyone cercano entrambi una vita fatta di sensazioni intense, ma il romanzo racconta il fallimento dell’esteta, la poesia la sua riuscita. Per il Novecento, Montale ha dichiarato di aver dovuto «attraversare» D’Annunzio per trovare la propria voce: i Limoni si possono leggere anche come una risposta polemica alla poesia dei «poeti laureati».

Errori da evitare

Non confondete Alcyone con l’intero ciclo delle Laudi, di cui è solo il terzo libro. Non leggete il panismo come semplice amore per la natura: è un’esperienza di fusione, quasi di metamorfosi, che riguarda il corpo e i sensi. E non dimenticate che dietro la musicalità c’è un lavoro tecnico molto preciso: D’Annunzio sceglie le parole per il suono quanto per il significato, e spesso usa termini rari che vanno spiegati, non saltati.

Ripasso veloce. Terzo libro delle Laudi, 1903, diario di un’estate in Versilia da giugno a settembre. Testi chiave: La sera fiesolana, La pioggia nel pineto, Meriggio, I pastori. Parole chiave: panismo, metamorfosi, musicalità, mito. Confronti: Pascoli per la natura, il Piacere per l’estetismo, Montale per la reazione del Novecento. Leggete ad alta voce almeno una volta La pioggia nel pineto: capirete il ritmo meglio che con qualsiasi spiegazione.

Perché leggerla

Perché nessun altro poeta italiano ha fatto suonare le parole così. Anche chi non ama il personaggio d’Annunzio, a scuola, si ritrova a ripetere a memoria La pioggia nel pineto. E perché capire Alcyone serve a capire per contrasto Pascoli, Gozzano, Montale.

Domande frequenti

Che cosa vuol dire Alcyone?

È il nome di una delle Pleiadi, le sette stelle che danno il titolo ai libri delle Laudi.

Che cos’è il panismo?

È la fusione dell’uomo con la natura, dal nome del dio Pan. In Meriggio il poeta diventa il paesaggio.

Chi è Ermione?

È il nome poetico della donna della Pioggia nel pineto, di solito identificata con Eleonora Duse.

Quanti sono i ditirambi?

Quattro. Sono poesie lunghe ed entusiaste che dividono il libro in cinque parti.

Vedi anche: Myricae · tutte le opere italiane

Aggiornato il
Condividi:

Join the discussion

Ask questions, share your stack, or drop feedback for the next article.

0 comments