La figlia di Iorio è la tragedia pastorale che Gabriele d’Annunzio scrive nell’estate del 1903. Racconta di Aligi, un pastore abruzzese, e di Mila di Codra, la ragazza che tutti chiamano strega. Fu il suo più grande successo a teatro, e ancora oggi è il testo da cui partire per capire il d’Annunzio che guarda alla sua terra.
Collegamenti: biografia di d’Annunzio, Alcyone, le opere di d’Annunzio in ordine cronologico.
Scheda dell’opera
| Autore | Gabriele d’Annunzio |
|---|---|
| Composizione | Estate del 1903, in poco più di un mese |
| Prima rappresentazione | Milano, Teatro Lirico, 2 marzo 1904 |
| Prima edizione | Milano, Treves, 1904 |
| Genere | Tragedia pastorale |
| Metro | Versi di misura varia, con canti corali |
| Struttura | Tre atti |
| Dove leggerla | Qui, nel testo integrale da Wikisource |
Trama
All’origine c’è un quadro. Nel 1895 il pittore Francesco Paolo Michetti, amico di d’Annunzio, aveva esposto una grande tela intitolata La figlia di Iorio: una ragazza avvolta in un mantello rosso passa davanti a un gruppo di uomini che la guardano e la deridono. Da quell’immagine nasce la storia.
Atto primo: le nozze interrotte
Nella casa di Lazaro di Roio si festeggiano le nozze del figlio Aligi con Vienda. Mentre le sorelle preparano il corredo, irrompe Mila di Codra, figlia del mago Iorio, inseguita da un gruppo di mietitori ubriachi. Si rifugia accanto al focolare, il luogo sacro della casa. Aligi sta per colpirla quando gli sembra di vedere dietro di lei un angelo che piange: si ferma e la difende. Ornella, la sorella più giovane, è l’unica che la tratta subito con affetto.
Atto secondo: la montagna
Aligi ha lasciato la sposa e vive in una grotta di montagna con Mila. Il loro amore è casto. Lui intaglia nel legno l’angelo che ha visto e vuole andare a Roma a chiedere al papa lo scioglimento del matrimonio. Arriva Lazaro, che vuole Mila per sé e cerca di prenderla con la forza. Aligi, che il padre ha fatto legare, si libera e lo uccide con la scure.
Atto terzo: il rogo
Aligi è condannato alla pena dei parricidi: la mano tagliata, poi il sacco con un cane e il fiume. La madre, Candia, gli dà un filtro perché non senta il dolore. Compare Mila e si accusa: dice di averlo stregato, quindi lui non era padrone di sé. La folla le crede, e lo stesso Aligi, stordito, la maledice. Mila viene portata al rogo; Ornella la saluta come una santa, e lei risponde dalla folla: «La fiamma è bella! La fiamma è bella!».
Personaggi
- Mila di Codra: la figlia del mago Iorio. Per il paese è una donna perduta; in scena è la figura più pura, e alla fine si sacrifica per salvare Aligi.
- Aligi: pastore, sognatore, guidato da visioni e presagi. Più che agire, subisce.
- Lazaro di Roio: il padre, violento e padrone. La sua morte rompe la legge più sacra della comunità.
- Candia della Leonessa: la madre, divisa tra il dolore per il marito e quello per il figlio.
- Ornella: la sorella che capisce Mila prima di tutti.
- La comunità: mietitori, parenti, lamentatrici. È un personaggio vero e proprio, e decide il destino di tutti.
Stile e lingua
La tragedia è in versi di misura varia, con una lingua che imita il parlare dei contadini abruzzesi senza diventare dialetto. Le parole sono arcaiche, le formule si ripetono come in una litania, i canti del coro si alternano ai dialoghi. Chi ha letto Il piacere resta sorpreso: niente salotti romani, niente esteti. C’è un mondo primitivo, guardato con fascino e insieme con la distanza di chi lo trasforma in mito.
Contesto
D’Annunzio scrive la tragedia nel 1903, l’anno di Alcyone, e la ambienta nell’Abruzzo della sua infanzia. Lavora quasi da etnografo: riti delle nozze e della morte, oggetti contro il malocchio, canti e formule popolari. Alla prima del 1904 il successo fu immediato. Nel 1906 Alberto Franchetti ne trasse un’opera lirica, e il testo è ancora uno dei più rappresentati del suo teatro.
Perché leggerla
Perché racconta una cosa che capite subito: una persona giudicata da tutti prima ancora di aprire bocca. Mila paga per quello che il paese pensa di lei. E perché mostra un d’Annunzio diverso da quello che vi aspettate, capace di cambiare voce e di dare dignità tragica a un mondo di pastori.
Domande frequenti
Chi è la figlia di Iorio?
È Mila di Codra, figlia del mago Iorio. Il paese la considera una strega e una donna perduta.
Da dove nasce la tragedia?
Dal quadro La figlia di Iorio di Francesco Paolo Michetti, esposto nel 1895.
Come finisce La figlia di Iorio?
Mila si accusa di aver stregato Aligi per salvarlo dalla pena dei parricidi e viene bruciata sul rogo.
Quando è stata rappresentata la prima volta?
Il 2 marzo 1904 al Teatro Lirico di Milano.
Vedi anche: Alcyone · Pascoli e d’Annunzio · tutte le opere italiane
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