Indice della letteratura

La letteratura italiana divisa in sei periodi, dal Duecento ai giorni nostri, con autori, opere e collegamenti alle schede di studio.

Antonio Garofano Antonio Garofano

Indice della letteratura

Le origini e il Trecento

L’indice delle origini e del Trecento parte da quando l’italiano si scrive ancora poco, e non è scontato che si scriva. C’è la poesia religiosa, con il Cantico delle creature; la Scuola siciliana alla corte di Federico II; i siculo-toscani; lo Stilnovo. Poi il secolo si stringe su tre nomi. Dante nella Commedia tiene insieme teologia, politica e la propria vita. Petrarca, nel Canzoniere, lascia il modello della lirica che l’Europa userà per secoli. Boccaccio con il Decameron fa della prosa narrativa un libro intero, non un esempio da grammatica. Per un testo da lavorare con calma c’è l’esercitazione sul primo canto dell’Inferno.

Umanesimo e Rinascimento

L’indice del Quattrocento e del Cinquecento copre il ritorno ai classici e le corti. Il poema cavalleresco va letto in fila: Boiardo, Ariosto, Tasso. Non è lo stesso poema ripetuto tre volte. Accanto stanno i trattati: Machiavelli e Guicciardini sulla politica, Castiglione sul comportamento, Bembo sulla lingua. Una pagina di sintesi è corti, politica e poema cavalleresco.

Dal Barocco ai Lumi

L’indice del Seicento e del Settecento è il più facile da ridurre a una parola sola, e il più danneggiato da quella riduzione. Non è «il Barocco» e basta. Ci passano la scienza di Galileo, la poesia di Marino, il melodramma di Metastasio, il pensiero di Vico, l’Illuminismo di Beccaria, poi Goldoni, Parini e Alfieri. Il quadro sta in Barocco, scienza e nuova poesia.

Il primo Ottocento

L’indice del primo Ottocento tiene insieme l’età napoleonica, la Restaurazione e i romantici. Foscolo sta sulla soglia: l’Ortis e i Sepolcri non sono ancora il romanzo manzoniano, e non sono nemmeno un classicismo tranquillo. Manzoni con i Promessi sposi dà all’Italia il romanzo che la scuola legge ancora. Leopardi è loro contemporaneo e non è dei loro: i Canti e le Operette morali discutono la natura e l’infelicità senza la Provvidenza di Manzoni. Il contesto della lite fra classicisti e romantici è nella pagina sul Romanticismo.

Dopo l’Unità

L’indice del secondo Ottocento comincia quando lo Stato c’è e il Paese, in larga parte, ancora no. La Scapigliatura, Carducci, il Verismo di Verga (I Malavoglia e le novelle), poi Pascoli e d’Annunzio. Due pagine aiutano a non mescolare le etichette: il Verismo e il Decadentismo.

Il Novecento

L’indice del Novecento è il più lungo, e in quinta occupa quasi tutto l’anno. Conviene scegliere due o tre autori e farli parlare tra loro, non toccarli tutti di sfuggita. Il romanzo della crisi è Pirandello e Svevo. La poesia passa da Ungaretti, Montale e Quasimodo. Poi la testimonianza di Primo Levi, la narrativa di Calvino, gli articoli e i romanzi di Pasolini. Per un percorso che attraversa i due secoli senza seguire la cronologia c’è la mappa per temi di Ottocento e Novecento.

I periodi non sono scatole

La divisione segue i programmi, e i programmi tagliano dove fa comodo alla scuola. Alcuni autori restano a cavallo. Leopardi scrive negli stessi anni dei romantici milanesi e rifiuta molte delle loro idee. Svevo pubblica Una vita e Senilità ancora nell’Ottocento, e viene letto davvero solo dopo la Coscienza di Zeno, nel 1923. Quando un nome vi sembra nel cassetto sbagliato, la domanda giusta non è «dove lo metto». È perché non ci sta.

Accanto agli indici

Fuori dalla cronologia ci sono le spiegazioni per la scuola, le tipologie della prima prova, una simulazione di colloquio su identità, linguaggio e maschere, e le versioni di latino e greco, a partire dalla prima classe. Due pagine di metodo, se l’indice vi ha portato a un autore e non sapete da dove cominciare: come studiare un autore e l’analisi del testo poetico.

Da una scheda si risale all’indice del periodo. Dall’indice si passa a un altro secolo. È questo il giro.

Updated on