I Malavoglia di Giovanni Verga
I Malavoglia è il romanzo con cui Verga, nel 1881, porta il verismo in Italia. Racconta la storia dei Toscano, una famiglia di pescatori di Aci Trezza soprannominata Malavoglia, che negli anni subito dopo l’Unità perde quasi tutto: la barca, la casa, il figlio Bastianazzo, il nipote Luca, la nuora Maruzza. Tutto comincia da un piccolo affare, un carico di lupini comprato a credito. Il contesto, cioè il Verismo e il progetto del ciclo dei Vinti, è spiegato nella pagina su Giovanni Verga.
Chi lo legge per la prima volta di solito si perde nei primi capitoli, pieni di nomi e di chiacchiere. È normale: Verga non presenta i personaggi, li fa parlare, e il narratore usa le parole e i proverbi del paese. Dopo una cinquantina di pagine ci si orienta, e il romanzo diventa difficile da lasciare.
Qui trovi la guida generale e i quindici capitoli. Ogni capitolo ha il riassunto, i punti da ricordare, i personaggi, il testo integrale di Verga e un commento. Se ti serve solo la trama, c’è anche il riassunto completo dei Malavoglia.
| Autore | Giovanni Verga (1840-1922) |
|---|---|
| Genere | romanzo verista |
| Pubblicazione | 1881, Treves, Milano |
| Ambientazione | Aci Trezza (Catania), dal 1863 ai primi anni Settanta dell’Ottocento |
| Struttura | 15 capitoli |
| Ciclo | primo romanzo del ciclo dei Vinti |
I quindici capitoli in breve
- Capitolo I: La Provvidenza parte con il carico di lupini comprato a credito; il nipote ‘Ntoni è partito soldato.
- Capitolo II: Il paese chiacchiera dei lupini e del possibile fidanzamento di Mena con Brasi Cipolla.
- Capitolo III: La tempesta: la Provvidenza naufraga, muoiono Bastianazzo e Menico e il carico è perso.
- Capitolo IV: La veglia funebre per Bastianazzo e il peso del debito con zio Crocifisso.
- Capitolo V: Il sentimento timido tra Mena e Alfio Mosca; la Provvidenza torna in paese sfasciata.
- Capitolo VI: ‘Ntoni torna da soldato; zio Crocifisso passa il credito a Piedipapera e arriva la carta bollata.
- Capitolo VII: Luca parte per la leva e ‘Ntoni comincia a non sopportare la fatica.
- Capitolo VIII: Mena viene promessa a Brasi Cipolla e Alfio parte per la Bicocca.
- Capitolo IX: Luca muore a Lissa e la famiglia perde la casa del nespolo.
- Capitolo X: La tempesta in cui padron ‘Ntoni rischia la vita; ‘Ntoni comincia a frequentare l’osteria.
- Capitolo XI: Maruzza muore di colera e ‘Ntoni parte per cercare fortuna.
- Capitolo XII: La Provvidenza viene venduta e ‘Ntoni torna più povero di prima.
- Capitolo XIII: ‘Ntoni beve, fa contrabbando e si scontra con don Michele, che corteggia Lia.
- Capitolo XIV: La coltellata a don Michele, il processo, il crollo del nonno e la fuga di Lia.
- Capitolo XV: Padron ‘Ntoni muore all’ospedale, Alessi ricompra la casa e ‘Ntoni se ne va per sempre.
I personaggi
Padron ‘Ntoni è il nonno e il capo della famiglia. Parla quasi solo per proverbi, crede che ognuno debba restare al suo posto e che i debiti si paghino, anche quando sarebbe più furbo non farlo. È onesto fino a rovinarsi.
Il giovane ‘Ntoni, il nipote maggiore, torna dal servizio militare con la testa piena di città e non accetta più la fatica senza speranza. Parte per cercare fortuna, torna più povero, finisce all’osteria, nel contrabbando e in prigione.
Mena, detta Sant’Agata, ama in silenzio compare Alfio Mosca e rinuncia a lui due volte. Lia, la sorella più piccola, travolta dalle chiacchiere, lascia il paese. Alessi, il più simile al nonno, sposa la Nunziata e ricompra la casa.
Maruzza la Longa è la madre, che perde il marito e il figlio Luca e muore di colera. Bastianazzo e Luca muoiono uno in mare, l’altro nella battaglia di Lissa.
Il paese è un personaggio a sé: zio Crocifisso, detto Campana di legno, l’usuraio; Piedipapera, il sensale; la Zuppidda e la figlia Barbara; la Vespa; la Santuzza dell’osteria; don Silvestro il segretario; don Michele il brigadiere.
I temi
La roba. A Trezza quasi tutto si misura in soldi: i matrimoni, la stima, perfino il lutto. Quando la Provvidenza affonda, la gente ripete che la barca era carica di lupini.
La famiglia e la casa. La casa del nespolo è il centro del mondo dei Malavoglia. Perderla è perdere il nome; ricomprarla, alla fine, è l’unica vittoria possibile.
L’ideale dell’ostrica. Nella novella Fantasticheria Verga scrive che chi si stacca dallo scoglio dove è nato viene divorato dal mondo. Il romanzo mette alla prova questa idea con il giovane ‘Ntoni e con Lia.
Lo Stato lontano. L’Italia unita arriva a Trezza con la leva, le tasse, la carta bollata e un impiegato che comunica la morte di Luca chiudendo un registro.
Lo stile
Verga applica il principio dell’impersonalità: l’autore deve sparire, e l’opera deve sembrare «essersi fatta da sé». Per riuscirci abbassa il narratore al livello dei personaggi (la cosiddetta regressione), usa il discorso indiretto libero, riempie la pagina di proverbi, soprannomi e modi di dire siciliani resi in italiano.
Il risultato è un coro: spesso non sappiamo con precisione chi stia parlando, sentiamo il paese. È per questo che i primi capitoli sembrano confusi. Conviene leggerli ad alta voce, come se si ascoltasse una piazza.
I luoghi
Aci Trezza è un villaggio di pescatori sulla costa a nord di Catania, davanti ai faraglioni. Nel romanzo compaiono la casa del nespolo e la strada del Nero, l’osteria della Santuzza, il greto dove si tirano in secco le barche, la sciara, Aci Castello, Ognina, Riposto. Fuori dal paese ci sono la città, Catania, dove si va dall’avvocato e al tribunale, e la Bicocca, il luogo malarico dove va a lavorare Alfio.
Domande frequenti
Di che cosa parlano I Malavoglia?
Della rovina di una famiglia di pescatori di Aci Trezza, vicino a Catania, tra il 1863 e i primi anni Settanta dell’Ottocento. Un affare di lupini comprati a credito, il naufragio della barca Provvidenza e il debito che ne segue portano via alla famiglia la casa, la barca e quasi tutti i suoi membri.
Quando è stato pubblicato il romanzo?
Nel 1881, dall’editore Treves di Milano. È il primo romanzo del ciclo dei Vinti, che doveva comprendere cinque opere; Verga ne completò due, I Malavoglia e Mastro-don Gesualdo (1889).
Chi sono i personaggi principali?
Padron ‘Ntoni, il nonno; il figlio Bastianazzo e la nuora Maruzza, detta la Longa; i nipoti ‘Ntoni, Luca, Mena, Alessi e Lia. Intorno a loro c’è il paese: zio Crocifisso l’usuraio, Piedipapera, la Zuppidda, la Vespa, compare Alfio Mosca, don Michele, la Santuzza.
Che cos'è il discorso indiretto libero nei Malavoglia?
È la tecnica con cui i pensieri e le parole dei personaggi entrano nel racconto senza virgolette e senza «disse che». Verga la usa per far parlare il paese, così che il lettore ascolta la voce collettiva di Aci Trezza invece di quella di un narratore colto.
Come finisce il romanzo?
Padron ‘Ntoni muore all’ospedale, Alessi sposa la Nunziata e ricompra la casa del nespolo, Mena rinuncia ad Alfio. Il giovane ‘Ntoni, uscito di prigione, torna una sera, capisce di non poter restare e se ne va all’alba.