Fonte: Esopo, Favole, ed. Chambry. Classe: prima. Tutte le versioni di greco per la prima.
Testo originale
Οἱ λαγωοί ποτε συνελθόντες τὸν ἑαυτῶν πρὸς ἀλλήλους ἀπεκλαίοντο βίον ὡς ἐπισφαλὴς εἴη καὶ δειλίας πλέως· καὶ γὰρ καὶ ὑπ’ ἀνθρώπων καὶ κυνῶν καὶ ἀετῶν καὶ ἄλλων πολλῶν ἀναλίσκονται· βέλτιον οὖν εἶναι θανεῖν ἅπαξ ἢ διὰ βίου τρέμειν. Τοῦτο τοίνυν κυρώσαντες, ὥρμησαν κατὰ ταὐτὸν εἰς τὴν λίμνην, ὡς εἰς αὐτὴν ἐμπεσούμενοι καὶ ἀποπνιγησόμενοι. Τῶν δὲ καθημένων κύκλῳ τῆς λίμνης βατράχων, ὡς τὸν τοῦ δρόμου κτύπον ᾔσθοντο, εὐθὺς εἰς ταύτην εἰσπηδησάντων, τῶν λαγωῶν τις ἀγχινούστερος εἶναι δοκῶν τῶν ἄλλων ἔφη· «Στῆτε, ἑταῖροι, μηδὲν δεινὸν ὑμᾶς αὐτοὺς διαπράξησθε· ἤδη γάρ, ὡς ὁρᾶτε, καὶ ἡμῶν ἕτερ’ ἐστὶ ζῷα δειλότερα.»
Ὁ μῦθος δηλοῖ ὅτι οἱ δυστυχοῦντες ἐξ ἑτέρων χείρονα πασχόντων παραμυθοῦνται.
Traduzione
Una volta le lepri, riunitesi, si lamentavano tra loro della propria vita, dicendo che era insicura e piena di paura: infatti venivano uccise da uomini, cani, aquile e molti altri animali. Era meglio dunque morire una volta sola che tremare per tutta la vita. Approvata questa decisione, si lanciarono tutte insieme verso lo stagno per gettarvisi dentro e annegare. Ma le rane che stavano sedute intorno allo stagno, appena sentirono il rumore della corsa, saltarono subito in acqua. Allora una delle lepri, che sembrava più sveglia delle altre, disse: «Fermatevi, compagne, non fatevi alcun male: come vedete, ci sono altri animali ancora più paurosi di noi».
La favola mostra che gli infelici si consolano vedendo altri che soffrono cose peggiori.
Note di grammatica
- ὡς ἐπισφαλὴς εἴη: dichiarativa con l’ottativo obliquo, dopo un tempo storico.
- βέλτιον οὖν εἶναι: infinito del discorso indiretto, dipende dall’idea di «dire» contenuta nel lamento.
- ὡς … ἐμπεσούμενοι καὶ ἀποπνιγησόμενοι: ὡς con il participio futuro, valore finale.
- Τῶν δὲ … βατράχων … εἰσπηδησάντων: lungo genitivo assoluto.
- Στῆτε: imperativo aoristo radicale di ἵστημι.
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