La cicala e le formiche, versione di greco di Esopo

Antonio Garofano Antonio Garofano 2 min di lettura

Fonte: Esopo, Favole, ed. Chambry. Classe: prima. Tutte le versioni di greco per la prima.

Prima di tradurre

La favola della cicala e delle formiche è nota a tutti. La versione greca è più breve e più secca di quella di La Fontaine.

Testo originale

Χειμῶνος ὥρᾳ τὸν σῖτον βραχέντα οἱ μύρμηκες ἔψυχον. Τέττιξ δὲ λιμώττων ᾔτει αὐτοὺς τροφήν. Οἱ δὲ μύρμηκες εἶπον αὐτῷ· «Διὰ τί τὸ θέρος οὐ συνῆγες καὶ σὺ τροφήν;» Ὁ δὲ εἶπεν· «Οὐκ ἐσχόλαζον, ἀλλ’ ᾖδον μουσικῶς.» Οἱ δὲ γελάσαντες εἶπον· «Ἀλλ’ εἰ θέρους ὥραις ηὔλεις, χειμῶνος ὀρχοῦ.»

Ὁ μῦθος δηλοῖ ὅτι οὐ δεῖ τινα ἀμελεῖν ἐν παντὶ πράγματι, ἵνα μὴ λυπηθῇ καὶ κινδυνεύσῃ.

Traduzione

D'inverno le formiche mettevano ad asciugare il grano che si era bagnato. Una cicala, che moriva di fame, chiese loro del cibo. Le formiche le dissero: «Perché d'estate non raccoglievi anche tu il cibo?». E quella rispose: «Non stavo in ozio, cantavo con arte». Allora le formiche, ridendo, dissero: «Be', se d'estate suonavi il flauto, d'inverno balla».

La favola mostra che in nessuna cosa bisogna essere trascurati, per non soffrire e non correre pericoli.

Note di grammatica

  • Χειμῶνος ὥρᾳ: genitivo di tempo più dativo di tempo determinato, «nella stagione d’inverno».
  • βραχέντα: participio aoristo passivo di βρέχω, attributo di σῖτον.
  • λιμώττων: participio presente di un verbo contratto in -άω (λιμώττω, attico per λιμώσσω).
  • ἐσχόλαζον, ᾖδον: imperfetti con aumento; in ᾖδον (da ᾄδω) l’aumento allunga la vocale iniziale.
  • ὀρχοῦ: imperativo presente medio contratto di ὀρχέομαι.

Commento

Le formiche hanno lavorato d’estate, la cicala ha cantato. Quando d’inverno lei chiede cibo, le formiche rispondono con una battuta crudele: se hai suonato d’estate, d’inverno balla. La morale esopica è pratica: bisogna pensare al futuro. Ma la favola si presta anche a una lettura opposta, a favore dell’arte, ed è stata spesso riscritta in questo senso.

Per esercitarti

Distinguete gli imperfetti dagli aoristi e riconoscete l’imperativo finale. Poi leggete la tartaruga e la lepre.

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