Edipo a Colono di Sofocle

Edipo, ormai anziano ed esule, raggiunge Colono e cerca una morte che dia pace alla sua vicenda. La tragedia ripensa la colpa, l’ospitalità e il valore.

Antonio Garofano Antonio Garofano 5 min di lettura

L’Edipo a Colono è l’ultima tragedia di Sofocle e chiude idealmente la vicenda di Edipo cominciata con l’Edipo re. Il protagonista non è più il sovrano che indaga su se stesso, ma un vecchio cieco ed esule, guidato dalla figlia Antigone, che cerca un luogo dove morire. È un dramma sulla fine della vita, sull’ospitalità e sul rapporto fra colpa e sacro, ambientato a Colono, il demo dell’Attica in cui secondo la tradizione Sofocle era nato.

Dati essenziali

  • Autore: Sofocle (circa 496-406 a.C.)
  • Genere: tragedia
  • Rappresentazione: postuma, nel 401 a.C., a cura del nipote omonimo, Sofocle il Giovane
  • Ambientazione: il bosco sacro alle Eumenidi presso Colono, vicino ad Atene
  • Personaggi principali: Edipo, Antigone, Ismene, Teseo, Creonte, Polinice, il coro di anziani di Colono

Trama

Edipo, cieco e mendicante, arriva con Antigone a un boschetto sacro alle Eumenidi. Un abitante del luogo gli intima di andarsene, perché lo spazio è inviolabile; Edipo invece riconosce nel luogo il punto di approdo che un oracolo gli aveva annunciato. Il coro degli anziani, scoperta la sua identità, vorrebbe cacciarlo, spaventato dal peso delle sue colpe. Edipo si difende sostenendo di aver agito senza sapere: ha subito i suoi delitti più che commetterli.

Giunge Ismene, l’altra figlia, con notizie da Tebe: i fratelli Eteocle e Polinice sono in lotta per il potere e un nuovo oracolo afferma che la tomba di Edipo proteggerà la terra che la custodisce. Per questo i Tebani vogliono riaverlo vicino ai confini. Teseo, re di Atene, accoglie l’esule e gli garantisce protezione. Creonte arriva allora da Tebe, prima con parole persuasive e poi con la forza, facendo rapire le figlie; Teseo le libera e le restituisce al padre.

Poi si presenta Polinice, che prepara la spedizione contro Tebe e chiede l’appoggio del padre. Edipo lo respinge e lo maledice, predicendo che i due fratelli moriranno l’uno per mano dell’altro. Infine alcuni tuoni segnalano che l’ora è giunta: Edipo, senza bisogno di guida, conduce Teseo verso il luogo della sua fine. Un messaggero racconta la sua scomparsa misteriosa, avvenuta in un punto che solo Teseo conosce e dovrà custodire in segreto.

I personaggi

Edipo è fragile nel corpo ma durissimo nella parola: rivendica la propria innocenza morale e passa dalla condizione di reietto a quella di figura quasi sacra, destinata a diventare protettrice di Atene. Antigone e Ismene incarnano la fedeltà filiale, in contrasto con i figli maschi che hanno abbandonato il padre. Teseo rappresenta l’Atene ideale, pia e ospitale, rispettosa degli dèi e dei supplici. Creonte mostra un potere che usa la retorica e la violenza a fini politici, mentre Polinice è una figura ambigua, pentito a parole ma mosso dall’interesse.

Temi principali

  • Colpa e responsabilità: Edipo distingue tra l’atto compiuto e l’intenzione, un tema che rilegge il dramma precedente in chiave nuova.
  • Il sacro e la morte: la fine di Edipo non è una morte comune ma un passaggio misterioso, voluto dagli dèi.
  • Ospitalità e supplica: Atene accoglie lo straniero perseguitato, secondo un ideale civico che Sofocle celebra.
  • Vecchiaia: il dramma riflette sulla fatica del vivere a lungo; in un celebre canto il coro arriva a dire che non essere nati sarebbe la sorte migliore.
  • Il conflitto familiare: la maledizione su Polinice prepara la guerra dei Sette contro Tebe e, indirettamente, la vicenda di Antigone.

Stile e struttura

La tragedia è molto lunga e procede per una serie di incontri successivi: l’abitante, il coro, Ismene, Teseo, Creonte, Polinice. Ogni scena mette alla prova la volontà di Edipo e lo spinge verso la sua trasformazione finale. Grande rilievo hanno i canti corali: il primo stasimo è un elogio di Colono e dell’Attica, con i suoi usignoli, gli ulivi e i cavalli, spesso letto come un omaggio dell’anziano poeta alla propria terra. Il racconto del messaggero sulla scomparsa di Edipo è uno dei pezzi più solenni del teatro sofocleo.

Contesto storico

Sofocle morì intorno al 406 a.C., negli anni finali della guerra del Peloponneso, e la tragedia andò in scena solo dopo la sconfitta di Atene. L’esaltazione della città ospitale e protetta dagli dèi assume così un tono quasi testamentario. Anche il legame tra Tebe e Atene, nemiche nella guerra, rende significativa la promessa che la tomba di Edipo difenderà l’Attica.

Le tre tragedie tebane

Edipo re, Edipo a Colono e Antigone vengono spesso lette come una trilogia, ma non lo sono: furono composte in momenti diversi della carriera di Sofocle e non furono rappresentate insieme. L’ordine della storia non coincide con quello della composizione, perché l’Antigone, che racconta gli eventi successivi, è la più antica delle tre. Tenere presente questa distinzione aiuta a evitare un errore frequente nelle verifiche e nei colloqui orali.

Come studiarla

Conviene leggere prima l’Edipo re, così da cogliere il cambiamento del protagonista: dall’uomo che scopre la verità all’uomo che la rielabora e la giudica. Utile anche un confronto con le altre tragedie della maturità, come l’Elettra e l’Aiace, dove torna il tema dell’eroe isolato. Per il contesto biografico si può partire dalla scheda su Sofocle; per la teoria della tragedia la Poetica di Aristotele. Il ciclo tebano si arricchisce con i Sette contro Tebe di Eschilo, che mettono in scena proprio lo scontro fra i figli di Edipo. Per esercitarsi con il greco sono disponibili le versioni di greco per la quinta.

Domande frequenti

Quando fu rappresentato l’Edipo a Colono?

Nel 401 a.C., dopo la morte di Sofocle, grazie al nipote Sofocle il Giovane.

Come muore Edipo?

Non muore sulla scena: scompare in modo misterioso, chiamato dagli dèi, e solo Teseo conosce il luogo della sua sepoltura.

Che cosa chiede Polinice al padre?

Il suo sostegno per la guerra contro Eteocle; Edipo rifiuta e lo maledice.

Per lo studio

Per un collegamento interdisciplinare sul mito si può consultare il percorso sulla mitologia classica; il tema della vecchiaia si presta anche a un confronto con il De senectute di Cicerone.

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