Cassio Dione (155 ca. - 235 ca.) è stato uno storico e senatore romano di lingua greca, autore di una monumentale Storia romana in ottanta libri. L’opera racconta la storia di Roma dalle origini, con l’arrivo di Enea in Italia, fino al 229 d.C., anno del secondo consolato dell’autore. È conservata solo in parte, ma resta una fonte essenziale per la fine della Repubblica e per i primi due secoli dell’impero.
Biografia
Le origini in Bitinia
Lucio Cassio Dione nacque intorno al 155 a Nicea, in Bitinia, nell’Asia Minore nord-occidentale, da una famiglia dell’élite provinciale greca che aveva ottenuto la cittadinanza romana. Il padre, Cassio Aproniano, fu senatore e governatore di province come la Cilicia e la Dalmazia. Il giovane Dione ricevette un’educazione retorica greca e seguì il padre in Cilicia.
La carriera senatoria
Verso il 180 si trasferì a Roma ed entrò in senato sotto l’imperatore Commodo, di cui fu testimone diretto e che descrive in modo molto negativo. Fu pretore nel 194 sotto Settimio Severo e console per la prima volta intorno al 205. Sotto Severo Alessandro ricoprì importanti incarichi di governo: fu proconsole d’Africa e governatore della Dalmazia e della Pannonia Superiore. Nel 229 fu console per la seconda volta insieme all’imperatore stesso.
Il ritiro
La sua severità verso i soldati in Pannonia lo rese inviso ai pretoriani, che ne chiesero la morte. L’imperatore gli consigliò di trascorrere il consolato fuori Roma. Dione si ritirò poi nella natia Bitinia, dove morì probabilmente dopo il 229.
Contesto
Dione vive tra l’età degli Antonini e la dinastia dei Severi, un periodo in cui l’impero comincia a conoscere crisi politiche e militari: la morte di Commodo, le guerre civili del 193, il potere crescente dell’esercito. Come molti intellettuali greci dell’epoca, si sente pienamente romano e partecipa al governo dell’impero, ma scrive in greco, seguendo la tradizione storiografica di Tucidide, Polibio e degli storici di età imperiale come Appiano e Arriano.
La Storia romana
La composizione
Dione racconta di aver dedicato dieci anni alla raccolta dei materiali e dodici alla stesura. L’ispirazione gli venne, secondo il suo racconto, da un sogno dopo la pubblicazione di un breve scritto sui sogni e i presagi che avevano annunciato l’ascesa di Settimio Severo. Prima della grande opera aveva scritto anche una storia delle guerre civili del 193-197, poi confluita nella Storia romana.
Che cosa si conserva
Degli ottanta libri si conservano quasi integri i libri dal 36 al 54, che coprono gli anni dal 69 a.C. al 12 a.C., cioè l’età di Pompeo, Cesare e Augusto, e parti dei libri successivi fino alla morte di Claudio. Il resto è noto attraverso frammenti e riassunti di epoca bizantina, soprattutto quelli del monaco Giovanni Xifilino (XI secolo) e di Giovanni Zonara (XII secolo).
La struttura
L’opera segue l’ordine annalistico, anno per anno, secondo la tradizione romana, ma inserisce discorsi, digressioni e ritratti dei protagonisti. Celebre è il dibattito immaginario tra Agrippa e Mecenate davanti ad Augusto sulla forma di governo migliore: Agrippa difende la repubblica, Mecenate la monarchia. È un testo importante per capire come uno storico del III secolo vedesse il principato.
Temi e stile
- La monarchia come necessità: Dione considera il potere di un solo uomo l’unica soluzione per un impero così vasto, purché il principe governi con moderazione e rispetti il senato.
- Il punto di vista senatorio: giudica gli imperatori in base al rapporto con il senato.
- La testimonianza diretta: per gli ultimi decenni racconta fatti vissuti di persona.
- Il ruolo del soprannaturale: sogni, presagi e prodigi hanno grande spazio nella narrazione.
- Lo stile: un greco atticista che imita i modelli classici, in particolare Tucidide.
Importanza come fonte
Per l’età di Cesare e di Augusto Dione è, con Svetonio e Plutarco, uno dei racconti più continui e dettagliati; per l’età dei Severi è un testimone oculare. Molte informazioni sulla conquista della Britannia, sulle guerre di Traiano e sulla rivolta giudaica sotto Adriano derivano dai riassunti della sua opera. Gli storici moderni ne apprezzano la ricchezza di dati, pur tenendo conto dell’anacronismo con cui talvolta proietta nel passato le istituzioni del suo tempo.
Dione e gli imperatori del suo tempo
Le pagine sugli imperatori che Dione conobbe di persona sono tra le più vive dell’opera. Di Commodo racconta gli spettacoli nell’anfiteatro, dove l’imperatore combatteva come gladiatore davanti ai senatori costretti ad applaudire. Di Settimio Severo riconosce l’energia militare ma critica la durezza verso il senato; Caracalla è descritto come un sovrano crudele e sospettoso, responsabile dell’uccisione del fratello Geta. Con la morte di Commodo, secondo Dione, la storia di Roma passa da un regno d’oro a uno di ferro e ruggine.
Domande frequenti
In che lingua scriveva Cassio Dione?
In greco, anche se era un senatore romano: il greco era la lingua della cultura nella parte orientale dell’impero.
Quanti libri aveva la Storia romana?
Ottanta, dalle origini di Roma al 229 d.C.; se ne conserva integralmente solo una parte.
Perché è importante?
È una fonte essenziale per la fine della Repubblica, l’età di Augusto e il periodo dei Severi, che conobbe direttamente.
Per lo studio
- Colloca Dione nell’età dei Severi, tra carriera politica e storiografia.
- Ricorda come si conserva l’opera: libri integri e riassunti bizantini.
- Confrontalo con Tito Livio e Tacito.
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