Eunuchus di Terenzio

La vicenda intreccia amori, riconoscimenti e una grave violenza che la commedia non rende innocua. Terenzio mette alla prova i codici del desiderio e le.

Antonio Garofano Antonio Garofano 6 min di lettura

L’Eunuchus è la commedia di maggior successo di Terenzio, e anche la più vicina al gusto vivace di Plauto. Racconta gli intrecci amorosi intorno alla cortigiana Taide, contesa tra un giovane ateniese e un soldato fanfarone, e l’audace travestimento di un ragazzo che si finge eunuco per entrare nella casa della donna. Accanto alla comicità dei personaggi tipici, l’opera contiene elementi che il lettore di oggi percepisce come molto problematici, e che vanno affrontati con consapevolezza.

Dati essenziali

  • Autore: Publio Terenzio Afro
  • Genere: commedia palliata
  • Prima rappresentazione: 161 a.C., ai Ludi Megalenses
  • Modelli: l’Eunuco di Menandro, con i personaggi del soldato e del parassita ripresi dal Kolax («L’adulatore») dello stesso Menandro
  • Ambientazione: Atene

Trama

Il giovane Fedria è innamorato della cortigiana Taide, che però gli chiede di allontanarsi per due giorni per lasciare campo libero al soldato Trasone. Il motivo è serio: Trasone le ha promesso in dono una ragazza, Panfila, cresciuta un tempo insieme a Taide, che la cortigiana sospetta essere una cittadina ateniese rapita da piccola e che vuole restituire alla sua famiglia. Fedria accetta a malincuore e, per non essere da meno del rivale, fa portare a Taide un eunuco comprato per lei.

Il fratello minore di Fedria, Cherea, vede Panfila per strada e se ne innamora all’istante. Su suggerimento del servo Parmenone, prende il posto dell’eunuco, ne indossa gli abiti e viene introdotto nella casa di Taide, dove, approfittando dell’assenza della padrona, fa violenza alla ragazza. Quando la cosa si scopre scoppia lo scandalo; intanto Trasone, respinto, organizza un comico assedio alla casa di Taide con il suo parassita Gnatone e una piccola truppa di servi.

Lo scioglimento arriva con il riconoscimento: Panfila risulta essere la sorella di Cremete, giovane ateniese di buona famiglia, e quindi una cittadina libera. Cherea ottiene di sposarla, con il consenso del padre Lachete, e Taide entra sotto la protezione della famiglia. Nel finale Gnatone convince Fedria ad accettare Trasone come rivale, poiché il soldato è ricco e sciocco e può pagare le spese di Taide.

I personaggi

Taide è una cortigiana insolita: intelligente, generosa, capace di agire per il bene di Panfila e non solo per interesse. Trasone è il soldato vanitoso della tradizione comica, simile al Pirgopolinice del Miles gloriosus di Plauto; Gnatone è il parassita adulatore che teorizza con cinismo la propria arte. Cherea incarna la passione giovanile senza freni, Fedria l’innamorato geloso e incerto. Parmenone è il servo che suggerisce l’inganno e poi ne teme le conseguenze.

Temi principali

  • Amore e denaro: il rapporto con la cortigiana è regolato da doni e rivalità economiche.
  • Inganno e travestimento: lo scambio di persona è il motore dell’azione.
  • Identità e cittadinanza: il riconoscimento di Panfila come ateniese cambia completamente il suo destino.
  • La violenza sulla donna: la commedia antica tratta lo stupro di Panfila come un espediente che si risolve con il matrimonio; oggi è necessario leggerlo criticamente, distinguendo la mentalità dell’epoca dal nostro giudizio.

Stile

L’Eunuchus ha un ritmo più movimentato delle altre commedie terenziane e maggiore spazio per la comicità farsesca, soprattutto nelle scene di Trasone e Gnatone e nell’assedio alla casa di Taide. La lingua resta però quella pulita ed elegante di Terenzio. Il racconto che Cherea fa della sua impresa è costruito con una vivacità narrativa notevole, e i monologhi di Gnatone sono tra le pagine più brillanti dell’autore.

Il successo antico

Le fonti antiche riferiscono che l’Eunuchus ebbe un’accoglienza straordinaria, tanto da essere replicato e da fruttare all’autore un compenso eccezionalmente alto per l’epoca. Nel prologo Terenzio si difende dall’accusa di aver preso i personaggi del soldato e del parassita da commedie latine precedenti, sostenendo di averli tratti direttamente dal modello greco. La discussione sulla contaminatio, cioè sulla fusione di più modelli, attraversa tutti i suoi prologhi.

Come studiarlo

Utile preparare lo schema dei due filoni della trama (Fedria e Taide, Cherea e Panfila) e del loro intreccio con il personaggio di Trasone. Per il confronto interno all’autore si leggono le schede sull’Andria e sugli Adelphoe; per il contesto la scheda su Terenzio e quella su Menandro, suo principale modello. Chi vuole esercitarsi con testi latini di livello adatto trova materiali nelle versioni di latino per la terza.

Il vero eunuco e gli equivoci

Una parte della comicità nasce dal personaggio dell’eunuco autentico, Doro, un uomo anziano e malandato che Fedria aveva comprato per Taide. Quando la violenza viene scoperta, i servi della cortigiana accusano lui, e Fedria, interrogandolo, capisce che qualcuno ha preso il suo posto indossando i suoi abiti. La scena mostra bene la tecnica terenziana: l’equivoco non è solo un gioco verbale, ma serve a far emergere la verità attraverso il confronto tra i personaggi.

Taide, una cortigiana diversa

Molti studiosi hanno notato che Taide si discosta dal modello della meretrice avida della commedia plautina. Il suo comportamento verso Panfila è disinteressato, e il suo rapporto con Fedria sembra fondato su un affetto sincero. Questa attenzione per la dignità dei personaggi, anche di quelli socialmente marginali, è uno dei tratti più riconoscibili dell’humanitas di Terenzio.

Domande frequenti

Chi si traveste da eunuco?

Cherea, fratello minore di Fedria, che prende il posto dell’eunuco destinato a Taide.

Chi è Trasone?

Il soldato vanaglorioso rivale di Fedria, accompagnato dal parassita Gnatone.

Come si scioglie l’intreccio di «Eunuchus»?

Panfila viene riconosciuta come cittadina ateniese e sposa Cherea; Fedria accetta di dividere Taide con Trasone.

Per lo studio

La figura della cortigiana e il tema del travestimento si prestano a confronti con la commedia rinascimentale, per esempio con le commedie di Ariosto.

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