Vita in breve
Aulo Gellio vive nel II secolo d.C., probabilmente tra il 125 e il 180 circa. Si forma a Roma presso grammatici e retori, tra cui Sulpicio Apollinare, e frequenta i circoli eruditi della capitale, dove conosce personaggi come il retore Frontone e il filosofo Favorino di Arles. Completa la sua formazione ad Atene, dove ascolta il filosofo platonico Calveno Tauro e frequenta il ricco intellettuale Erode Attico. Tornato a Roma, esercita anche la funzione di giudice in cause civili, esperienza che ricorda nella sua opera.
Nel suo tempo
Aulo Gellio vive nel II secolo d.C., nell’età degli Antonini, un periodo di pace e di grande interesse per la cultura greca e per il passato. Studia a Roma e poi ad Atene, dove frequenta filosofi e retori come Favorino e Erode Attico. È proprio durante le lunghe notti invernali in Attica che comincia a raccogliere i suoi appunti.
Opere principali
Il suo nome è principalmente associato a un corposo testo miscellaneo che rimane la fonte essenziale per comprendere la sua attività intellettuale. Oltre a questa opera, la sopravvivenza di altri scritti è frammentaria o attestata indirettamente da citazioni di autori successivi. La trasmissione del suo lavoro è avvenuta attraverso manoscritti medievali che hanno preservato, in diversa misura, gran parte del materiale raccolto.
- Noctes Atticae («Notti attiche»), miscellanea in 20 libri, giunta quasi completa: si è perduto l’ottavo libro, di cui resta solo l’indice dei capitoli.
Il titolo ricorda le lunghe notti d’inverno trascorse in una casa di campagna in Attica, quando Gellio iniziò a raccogliere gli appunti delle sue letture. La prefazione spiega che l’opera è destinata ai figli, come svago istruttivo nei momenti di riposo.
Poetica e temi
Le Noctes Atticae sono una raccolta di brevi capitoli su argomenti diversissimi: grammatica, diritto, filosofia, aneddoti storici, questioni letterarie. Gellio non cerca un ordine, anzi lo rifiuta di proposito, per offrire una lettura piacevole e varia. Ama gli autori arcaici, come Ennio e Catone, e le parole antiche: è il gusto arcaizzante della sua epoca.
Il gusto dell’arcaismo
Gellio appartiene a una stagione culturale, l’età degli Antonini, in cui gli intellettuali latini guardano con ammirazione alla lingua degli autori più antichi, preferita a quella dell’età augustea. Questo gusto «arcaizzante» si vede nelle sue scelte lessicali e nell’attenzione per le parole rare. Accanto all’erudizione c’è il piacere della conversazione colta: molti capitoli sono ambientati in banchetti, passeggiate o visite a maestri, e restituiscono il clima vivace dei circoli intellettuali del II secolo.
Perché è importante
Gellio è prezioso soprattutto per quello che ci ha conservato: senza di lui avremmo perso molti frammenti di autori latini antichi, come il confronto tra il Plocium di Cecilio e Menandro o la favola dell’allodola di Ennio. È anche una finestra sulla vita intellettuale del II secolo. Il termine humanitas nel senso di cultura e formazione lo definisce proprio lui.
Che cosa contengono le Notti attiche
I capitoli, spesso brevi e preceduti da un titolo riassuntivo, trattano gli argomenti più diversi: questioni di grammatica e di lessico, problemi di diritto, aneddoti storici, discussioni filosofiche, curiosità naturali. Gellio cita moltissimo gli autori latini arcaici (Ennio, Catone, Lucilio, Nevio), di cui spesso è l’unico testimone. Tra le pagine più note c’è la storia di Androclo e del leone (V, 14), ripresa dallo scrittore greco Apione: lo schiavo fuggitivo che aveva tolto una spina dalla zampa di un leone viene risparmiato dalla stessa belva nell’arena. Gellio riporta anche gli epitaffi che Nevio, Plauto e Pacuvio avrebbero composto per sé.
Come studiarlo
Gellio è un autore frequente nelle versioni di latino: i suoi capitoli sono brevi, autonomi e ricchi di aneddoti. Per la storia letteraria è una fonte indispensabile sulla poesia arcaica: vedi le schede su Ennio, Nevio e Plauto.
Per esercitarti, scegli un capitolo breve delle Notti attiche su una questione di lingua: Gellio discute spesso il significato antico di una parola, e questi passi sono ottimi per ripassare lessico e sintassi latina.