La Passione di Manzoni: testo, parafrasi e analisi

La Passione di Alessandro Manzoni (1814-1815): inno sacro sul Venerdì santo, testo e parafrasi della prima strofa, metro, temi e critica.

Antonio Garofano Antonio Garofano 6 min di lettura



Indice della pagina

Che cosa trovi in ogni sezione

  1. 1. Scheda dell’opera
  2. 2. Contenuto
  3. 3. Temi
  4. 4. Stile e lingua
  5. 5. Contesto
  6. 6. Poetica e pensiero
  7. 7. Analisi stilistica
  8. 8. Critica letteraria
  9. 9. Domande frequenti


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Testo e parafrasi dei passi chiave

In breve: da ricordare

  • Inno sacro scritto fra il marzo 1814 e l’ottobre 1815.
  • Racconta il Venerdì santo, il giorno in cui la Chiesa ricorda la morte di Cristo.
  • Riprende la profezia di Isaia sul Giusto sofferente.

Testo e parafrasi

O tementi dell’ira ventura,
Cheti e gravi oggi al tempio moviamo,
Come gente che pensi a sventura,
Che improvviso s’intese annunziar.
Non s’aspetti di squilla il richiamo;
Nol concede il mestissimo rito:
Qual di donna che piange il marito,
È la veste del vedovo altar.

La Passione, vv. 1-8

Parafrasi

Prima strofa. Noi che temiamo l’ira del giudizio futuro andiamo oggi al tempio in silenzio e con gravità, come persone a cui è stata appena annunciata una disgrazia improvvisa. Non si aspetti il suono delle campane: il rito, tristissimo, non lo permette. L’altare spoglio è vestito come una donna che piange il marito.

La Passione è l’inno del Venerdì santo. Si apre con i fedeli che entrano in chiesa in silenzio, senza campane, davanti a un altare spoglio come una vedova. Poi la voce di Isaia annuncia il Giusto che soffre per tutti.

Per il quadro generale vedi Il Romanticismo.

Scheda dell’opera

Autore Alessandro Manzoni (Milano 1785-1873)
Raccolta Inni sacri
Composizione 3 marzo 1814-ottobre 1815
Metro Decasillabi, strofe di otto versi
Testo Pubblico dominio, su Wikisource

Contenuto

L’inno descrive la liturgia del Venerdì santo: tacciono le campane e i canti, l’altare è spoglio. Si sente il lamento del profeta Isaia, che vide in anticipo il Giusto percosso, trafitto senza difendersi, caricato dei peccati di tutti. Il poeta ripercorre la passione di Cristo e la sua morte, poi si rivolge alla madre ai piedi della croce e chiude con una preghiera: il sangue di Cristo, che il popolo aveva invocato sopra di sé, scenda come perdono e non come condanna.

Temi

I temi sono il dolore, il sacrificio del Giusto e il perdono offerto a tutti, anche ai colpevoli.

Stile e lingua

Il decasillabo, con accenti regolari, dà un ritmo solenne, quasi da marcia funebre.

Contesto

Il Dizionario Biografico degli Italiani ricostruisce le date dal manoscritto di Brera: La Risurrezione fu cominciata nell’aprile 1812 e finita il 23 giugno; Il nome di Maria va dal 6 novembre 1812 al 19 aprile 1813; Il Natale dal 15 luglio al 29 settembre 1813; La Passione dal 3 marzo 1814 all’ottobre 1815. I quattro inni uscirono a Milano entro il 20 novembre 1815 ed ebbero scarso successo. La Pentecoste, cominciata il 21 giugno 1817, fu compiuta nell’autunno 1822 e stampata alla fine di quell’anno.

Poetica e pensiero

L’inno lega la profezia di Isaia al racconto dei Vangeli. Il Giusto è vittima innocente che accetta la sofferenza. Il Dizionario Biografico ricorda che la Passione fu scritta negli anni in cui Napoleone «cadde, risorse e giacque»: la storia del mondo scorre mentre il poeta medita sulla morte di Cristo.

Analisi stilistica

La prima strofa costruisce una scena liturgica attraverso due similitudini: i fedeli come chi riceve una notizia di sventura, l’altare come una vedova. La negazione «Non s’aspetti di squilla il richiamo» rende il silenzio del rito. Il verso tronco «altar» chiude la strofa con un accento pesante.

Critica letteraria

Il Dizionario Biografico degli Italiani osserva che la novità degli Inni non stava nell’argomento né nel metro, ma nel soggetto che parla: all’io eroico o lirico della poesia tradizionale subentra un io collettivo, senza tratti sociali determinati, la comunità dei fedeli. La voce Treccani online spiega che negli Inni Manzoni rievoca i grandi eventi della vita terrena di Gesù e la loro eterna contemporaneità attraverso i riti della Chiesa, oppure esalta l’aiuto che Maria, umile e regale, dà agli umili.

Domande frequenti

Quale giorno celebra?

Il Venerdì santo, giorno della morte di Cristo.

Quale profeta compare?

Isaia, con il lamento sul Giusto sofferente.

Che metro usa?

Decasillabi in strofe di otto versi.

Vedi anche: Il cinque maggio · Alessandro Manzoni: biografia e opere · tutte le opere italiane



Fonti e approfondimenti

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L'autore

Antonio Garofano

Insegno letteratura italiana e latina e ho creato Aula di Letteratura per dare una mano agli studenti che preparano un'interrogazione o la maturità: spiegazioni chiare, parafrasi, analisi e riassunti dei testi che si studiano davvero a scuola, da Francesco d'Assisi a Montale. Mi appassiona l'intelligenza artificiale e da tempo provo a capire come usarla bene nello studio dei classici: come un supporto per orientarsi, ripassare e farsi domande, mai come scorciatoia al posto della lettura. I testi vanno letti, con calma, magari ad alta voce. Il resto viene dopo, e qui cerco di renderlo un po' più semplice.

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