Correnti letterarie italiane in ordine cronologico

Antonio Garofano Antonio Garofano

Le correnti letterarie non sono cassetti in cui infilare gli autori. Sono piuttosto gruppi di scrittori che, in un certo momento e spesso in una certa città, hanno condiviso un’idea di letteratura e qualche volta l’hanno messa per iscritto in un manifesto. Qui sotto le trovate in fila, dalla Scuola siciliana al Postmoderno, con le date approssimative, i luoghi, i nomi da ricordare e il testo che segna l’inizio di ciascuna. Se invece cercate il quadro delle grandi epoche storiche (Medioevo, Umanesimo, Rinascimento e così via) c’è la pagina periodi storici della letteratura italiana: lì si parla di contesti, qui di movimenti.

Un avvertimento prima di cominciare. Le date sono indicative e molte correnti si sovrappongono: nel 1881, per esempio, escono I Malavoglia mentre a Milano la Scapigliatura non si è ancora spenta e D’Annunzio sta già pubblicando le prime poesie.

La linea del tempo in una tabella

Periodo Corrente Dove Autori
1230-1266 ca. Scuola siciliana corte di Federico II Giacomo da Lentini, Pier della Vigna, Cielo d’Alcamo
XIII secolo Poesia religiosa umbra Umbria Francesco d’Assisi, Jacopone da Todi
seconda metà XIII sec. Poeti siculo-toscani Toscana Guittone d’Arezzo, Bonagiunta Orbicciani
1270-1310 ca. Dolce stil novo Bologna, Firenze Guido Guinizelli, Guido Cavalcanti, Dante, Cino da Pistoia
fine XIII-XIV sec. Poesia comico-realistica Toscana Cecco Angiolieri, Rustico Filippi
fine XIV-XV sec. Umanesimo Firenze, poi le corti Coluccio Salutati, Leonardo Bruni, Lorenzo Valla, Poliziano
XVI secolo Rinascimento e petrarchismo Ferrara, Venezia, Roma, Firenze Bembo, Ariosto, Machiavelli, Castiglione
fine XVI sec. Manierismo corti Torquato Tasso
XVII secolo Barocco e marinismo Napoli, Roma Giovan Battista Marino
1690 - metà XVIII sec. Arcadia Roma Metastasio, Paolo Rolli
1740-1790 ca. Illuminismo Milano, Napoli Pietro e Alessandro Verri, Beccaria, Parini, Goldoni
1780-1815 ca. Neoclassicismo e preromanticismo Milano, Roma Vincenzo Monti, Alfieri, Foscolo
1816-1850 ca. Romanticismo Milano Berchet, Manzoni, Grossi; Leopardi in posizione autonoma
1860-1880 ca. Scapigliatura Milano Emilio Praga, Arrigo Boito, Iginio Ugo Tarchetti
1875-1895 ca. Verismo Milano, Sicilia Verga, Capuana, De Roberto
1880-1910 ca. Decadentismo (estetismo, simbolismo) Roma, Bologna D’Annunzio, Pascoli
1903-1915 ca. Crepuscolarismo Torino, Roma Gozzano, Corazzini, Moretti
1909-1920 ca. Futurismo Milano Marinetti, Palazzeschi (per un periodo)
1930-1945 ca. Ermetismo Firenze Quasimodo, Luzi, Gatto; Ungaretti come maestro
1943-1955 ca. Neorealismo tutta Italia Vittorini, Pavese, Fenoglio, Pratolini
1963-1969 Neoavanguardia (Gruppo 63) Palermo, Milano Sanguineti, Balestrini, Eco, Manganelli
dal 1979-1980 Postmoderno Calvino, Eco

Le origini: dal Duecento al Trecento

Tutto comincia in Sicilia, intorno al 1230, alla corte di Federico II: funzionari e notai come Giacomo da Lentini scrivono per la prima volta in volgare poesie d’amore sul modello dei trovatori provenzali, e inventano probabilmente il sonetto. Dopo la morte di Manfredi (1266) l’esperienza si sposta in Toscana, dove i siculo-toscani come Guittone d’Arezzo la mescolano con temi morali e politici. Nello stesso secolo, ma da tutt’altra parte, nasce la poesia religiosa umbra, con il Cantico delle creature e le laude di Jacopone.

Il Dolce stil novo ha un atto di nascita poetico più che un manifesto: la canzone di Guinizelli Al cor gentil rempaira sempre amore. Il nome lo dà Dante, nel canto XXIV del Purgatorio, quando Bonagiunta parla del «dolce stil novo» che sente nei versi di Dante. In parallelo i comico-realistici, come Cecco Angiolieri, rovesciano tutto: al posto della donna-angelo ci sono la taverna, i soldi, i litigi in famiglia. Una sintesi di questa fase è nella pagina origini e Dolce stil novo.

Dal Quattrocento al Seicento

L’Umanesimo ha in Petrarca il suo precursore e nella Firenze di Coluccio Salutati il suo primo centro. Gli umanisti cercano manoscritti, li correggono, imparano il greco: Lorenzo Valla dimostra nel 1440 che la Donazione di Costantino è un falso studiandone la lingua. Nel Cinquecento, con il Rinascimento, il volgare torna in primo piano. Le Prose della volgar lingua di Pietro Bembo (1525) indicano Petrarca come modello per la poesia e Boccaccio per la prosa: da qui il petrarchismo, che per un secolo detta le regole della lirica.

A fine secolo la crisi religiosa e politica produce il Manierismo, di cui Tasso è il caso più studiato. Poi arriva il Barocco: Giovan Battista Marino, autore dell’Adone (1623), dichiara che il fine del poeta è «la meraviglia», e la metafora diventa lo strumento principale della poesia.

Il Settecento: Arcadia e Illuminismo

L’Arcadia viene fondata a Roma nel 1690 come reazione al «cattivo gusto» barocco: i soci prendono nomi da pastori greci e scrivono versi semplici e cantabili. Il suo frutto migliore è il melodramma di Metastasio. A metà secolo, soprattutto a Milano e a Napoli, si afferma l’Illuminismo: la rivista Il Caffè dei fratelli Verri (1764-1766), il trattato Dei delitti e delle pene di Beccaria (1764), la satira del Giorno di Parini, la riforma teatrale di Goldoni (vedi Goldoni, Parini e Alfieri).

L’Ottocento: dal Romanticismo al Decadentismo

Il Neoclassicismo di Monti e del primo Foscolo guarda all’arte greca come modello di bellezza; ma già nelle Ultime lettere di Jacopo Ortis si sente un’inquietudine preromantica. La data d’avvio del Romanticismo italiano è precisa: gennaio 1816, quando la «Biblioteca italiana» pubblica l’articolo di Madame de Staël che invita gli italiani a tradurre i moderni stranieri. Ne nasce una polemica tra classicisti e romantici; Giovanni Berchet risponde con la Lettera semiseria di Grisostomo (1816) e il gruppo si raccoglie intorno al «Conciliatore» (1818-1819). Il romanzo che porta a compimento il programma è I promessi sposi.

Negli anni Sessanta, a Milano, la Scapigliatura contesta il romanticismo «addomesticato» e la morale borghese: vita sregolata, gusto del macabro, apertura a Baudelaire. Il Verismo, teorizzato da Capuana sul modello del Naturalismo francese, trova in Verga il suo grande autore: la lettera-prefazione dell’Amante di Gramigna (1880) e i Malavoglia (1881) ne sono i testi chiave (l’elenco completo è in opere di Verga in ordine cronologico). Quasi negli stessi anni si afferma il Decadentismo, con due volti diversissimi: l’estetismo di D’Annunzio (Il piacere, 1889) e il simbolismo di Pascoli (Myricae, 1891).

Il Novecento

Il secolo si apre con una serie di movimenti brevi e polemici. I crepuscolari devono il nome a un articolo di Giuseppe Antonio Borgese del 1910 che parlava di una poesia al «crepuscolo»: Gozzano, Corazzini e Moretti cantano le «buone cose di pessimo gusto», cioè una realtà piccola e provinciale, con ironia e malinconia. Il Futurismo ha la data più netta di tutte: il 20 febbraio 1909 «Le Figaro» pubblica il manifesto di Marinetti, che esalta la velocità, la macchina e la guerra.

Tra le due guerre domina l’Ermetismo, termine diffuso dal critico Francesco Flora con il saggio La poesia ermetica (1936): una poesia difficile, analogica, concentrata sulla parola, che ha in Ungaretti il maestro e in Quasimodo, Luzi e Gatto i protagonisti (vedi l’Ermetismo e Quasimodo). Montale ne è vicino ma resta un caso a sé. Dopo il 1943 il Neorealismo racconta la guerra, la Resistenza e il dopoguerra con una lingua vicina al parlato: Vittorini, Pavese, Fenoglio, e sul versante della testimonianza Primo Levi.

Nell’ottobre 1963 a Palermo si riunisce il Gruppo 63, la Neoavanguardia di Sanguineti, Balestrini, Eco e Manganelli, che attacca il romanzo tradizionale e sperimenta sul linguaggio. Infine il Postmoderno: romanzi che giocano con i generi e con la tradizione, come Se una notte d’inverno un viaggiatore di Calvino (1979) e Il nome della rosa di Eco (1980).

Tre consigli per ricordarle

Primo: associate a ogni corrente una data e un testo, non solo un elenco di nomi. «Futurismo, 1909, manifesto su Le Figaro» si ricorda molto meglio di «avanguardia del primo Novecento». Secondo: tenete presente che molti autori attraversano più correnti. Pirandello, per esempio, parte dal Verismo e arriva al teatro del Novecento, come spiega la pagina Pirandello: a quale corrente appartiene. Terzo: ragionate per reazioni. Quasi ogni movimento nasce contro il precedente (l’Arcadia contro il Barocco, la Scapigliatura contro il Romanticismo moderato, il Neorealismo contro l’Ermetismo), e questo filo rende la sequenza logica invece che arbitraria. Per gli schemi tematici vedi anche Dal Medioevo al Rinascimento e Ottocento e Novecento: una mappa per temi.

Domande frequenti

Qual è la prima corrente della letteratura italiana?
La Scuola siciliana, nata intorno al 1230 alla corte di Federico II.

Quali sono le correnti letterarie dell’Ottocento?
Neoclassicismo, Romanticismo, Scapigliatura, Verismo e, negli ultimi due decenni, Decadentismo.

Quali sono i movimenti letterari del Novecento?
Crepuscolarismo, Futurismo, Ermetismo, Neorealismo, Neoavanguardia e Postmoderno, oltre agli autori che restano fuori da ogni gruppo, come Svevo, Pirandello, Montale e Saba.

Che differenza c’è tra corrente letteraria e periodo storico?
Il periodo è una grande epoca con caratteri comuni (il Rinascimento, il Novecento); la corrente è un gruppo di scrittori con una poetica condivisa, spesso dichiarata in un manifesto.

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