Quando si chiede di mettere in ordine le commedie di Goldoni, la prima difficoltà è il numero: sono più di cento, senza contare libretti d’opera, tragicommedie e testi francesi. Nessuno pretende che le ricordiate tutte. Quello che conta è capire come cambiano nel tempo, perché la sequenza delle date coincide quasi esattamente con la storia della sua riforma del teatro. Qui sotto trovate le opere principali in ordine cronologico, raggruppate per i teatri e le compagnie per cui Goldoni scriveva: è il modo in cui lui stesso, nelle Memorie, ricostruisce la propria carriera. Per la vita completa c’è la biografia di Goldoni.
Gli anni dell’apprendistato (1734-1747)
Il giovane avvocato veneziano non nasce commediografo. Le prime cose che porta in scena al teatro San Samuele, con la compagnia di Giuseppe Imer, sono tragicommedie e drammi per musica.
- 1734: Belisario, tragicommedia: il primo successo vero.
- 1736: Don Giovanni Tenorio, ripresa del mito del seduttore.
- 1738: Momolo cortesan (poi intitolata L’uomo di mondo): per la prima volta la parte del protagonista è scritta per intero, mentre il resto è ancora affidato all’improvvisazione. È il primo passo della riforma, e Goldoni lo sapeva.
- 1739: Momolo sulla Brenta (poi Il prodigo).
- 1741: La bancarotta, sul mercante che si rovina.
- 1743: La donna di garbo: la prima commedia scritta in ogni sua parte.
- 1745: Il servitore di due padroni, canovaccio pensato a Pisa per l’Arlecchino Antonio Sacchi. La versione scritta che leggiamo oggi è del 1753.
- 1747: I due gemelli veneziani, gioco di scambi tra due fratelli identici e opposti.
Al Sant’Angelo con Medebach (1748-1753)
Nel 1748 Goldoni chiude lo studio legale e firma con il capocomico Girolamo Medebach. Da qui in poi scrive per vivere, e si vede: il ritmo è impressionante.
Nel 1748 va in scena La vedova scaltra, nel 1749 La putta onorata, La buona moglie e Il cavaliere e la dama, e tra il 1749 e il 1750 La famiglia dell’antiquario, satira di un conte rovinato dalla mania del collezionismo. Poi arriva la stagione famosa. Dopo un insuccesso, nel 1750 Goldoni promette al pubblico sedici commedie nuove in un solo anno, e le scrive. Tra queste ricordate almeno:
- Il teatro comico, che apre la stagione ed è una commedia sulle prove di una compagnia: in pratica, il manifesto della riforma recitato in scena;
- La bottega del caffè, con il pettegolo Don Marzio;
- Il bugiardo, dove la maschera di Lelio diventa un carattere;
- La Pamela, dal romanzo inglese di Richardson;
- I pettegolezzi delle donne, in veneziano.
Nel 1752 seguono Il feudatario e Le donne gelose; nel 1753 La locandiera, l’ultima grande commedia scritta per Medebach e, per molti, la più perfetta.
Al San Luca dei Vendramin (1753-1762)
Il passaggio al teatro di proprietà dei nobili Vendramin coincide con la piena maturità. All’inizio Goldoni cerca il favore del pubblico anche con commedie esotiche in versi, come La sposa persiana (1753), ma il meglio arriva quando torna a Venezia e alle sue strade.
- 1754: Il filosofo inglese.
- 1755: Le massere, commedia corale delle serve veneziane.
- 1756: Il campiello: una piazzetta, le sue famiglie, i litigi e un matrimonio. Quasi non c’è trama, e proprio questo è il punto.
- 1759: Gl’innamorati, sulla gelosia di due giovani che si tormentano a vicenda.
- 1760: I rusteghi e La casa nova: la prima sui padri-padroni, la seconda su una giovane coppia che si rovina per arredare la casa.
- 1761: la Trilogia della villeggiatura (Le smanie, Le avventure, Il ritorno dalla villeggiatura), la più amara.
- 1762: Sior Todero brontolon, Le baruffe chiozzotte e Una delle ultime sere di carnovale, il congedo da Venezia sotto forma di allegoria: un disegnatore di stoffe che parte per la Moscovia è Goldoni stesso che parte per Parigi.
Sono anche gli anni della polemica con Pietro Chiari e Carlo Gozzi, che nel 1761 risponde con la fiaba teatrale L’amore delle tre melarance. Se volete un’immagine sola di questo decennio, pensate a Le baruffe: una lite tra pescatori di Chioggia dove tutti parlano insieme, in dialetto, e nessuno è protagonista.
Gli anni di Parigi (1762-1793)
A Parigi la Comédie-Italienne vuole maschere e canovacci, cioè proprio ciò che Goldoni aveva abbandonato. Lui si adatta, con qualche malinconia.
- 1763-1765: Il ventaglio: nato come canovaccio francese, riscritto in italiano e rappresentato a Venezia nel 1765. Tutta la commedia gira intorno a un oggetto che passa di mano in mano.
- 1771: Le Bourru bienfaisant (Il burbero benefico), scritto in francese per la Comédie-Française.
- 1776: L’Avare fastueux, altra commedia francese, meno fortunata.
- 1784-1787: i Mémoires, scritti in francese a quasi ottant’anni.
Goldoni muore a Parigi il 6 febbraio 1793.
Che cosa si capisce mettendo le date in fila
Guardate i titoli degli anni Quaranta e quelli degli anni Sessanta. All’inizio le commedie portano il nome di un personaggio-maschera o di un tipo (Momolo, il servitore, la donna di garbo); alla fine il titolo indica spesso un luogo o un gruppo (il campiello, la casa nova, i rusteghi, le baruffe chiozzotte). È il percorso dalla commedia dell’arte alla commedia di carattere e poi a quella d’ambiente, in cui il vero protagonista è una comunità. Anche la lingua segue la stessa strada: il veneziano, prima riservato alle maschere, diventa la lingua di commedie intere.
All’interrogazione questo ragionamento vale più di dieci date a memoria. Per il contesto culturale vedi Illuminismo italiano: Goldoni, Parini e Alfieri; per collocare Goldoni tra le altre correnti, correnti letterarie italiane in ordine cronologico.
Domande frequenti
Qual è la prima commedia interamente scritta di Goldoni?
La donna di garbo, del 1743. Momolo cortesan (1738) aveva scritta solo la parte del protagonista.
Quali sono le sedici commedie nuove?
Sono quelle della stagione 1750-1751 al teatro Sant’Angelo; le più note sono Il teatro comico, La bottega del caffè, Il bugiardo e La Pamela.
In che anno è stata scritta La locandiera?
Nel 1753, per la compagnia di Medebach.
Quali opere scrisse Goldoni in Francia?
Canovacci per la Comédie-Italienne, Il ventaglio, le commedie francesi Le Bourru bienfaisant e L’Avare fastueux e i Mémoires.
Bibliografia essenziale
- Voce Goldoni, Carlo, Dizionario Biografico degli Italiani, Treccani.
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