RISORSA DI LETTURA
Testo integrale
Consulta il testo completo in una pagina interna, con fonte e licenza indicate in apertura e in chiusura.
Apri il testo integraleFonte: Wikisource · CC BY-SA 4.0
RISORSA DI LETTURA
Scheda dell’opera
| Autore | Carlo Goldoni |
|---|---|
| Epoca / datazione | Prima rappresentazione: 1753 (Venezia) |
| Genere | Commedia di carattere |
| Struttura | Commedia in tre atti; personaggi fissi con dialoghi serrati |
Riassunto della Locandiera
Firenze, una locanda. La padrona è Mirandolina, giovane, sveglia, abituata a farsi corteggiare dai clienti senza concedere nulla. Due la vogliono: il marchese di Forlipopoli, nobile e squattrinato, che le offre protezione, e il conte d’Albafiorita, nobile di recente acquisto e ricco, che le offre regali. Il terzo cliente, il cavaliere di Ripafratta, disprezza le donne e lo dice.
È lui la sfida. Mirandolina decide di farlo innamorare e ci riesce in pochi giorni: lo serve personalmente, si finge d’accordo con lui contro le donne, gli prepara un intingolo, simula uno svenimento. Il cavaliere crolla. Intanto arrivano due attrici, Ortensia e Dejanira, che si spacciano per dame, e il loro piccolo inganno fa da specchio a quello più grande della protagonista.
Quando il cavaliere, innamorato e geloso, diventa pericoloso, Mirandolina chiude il gioco. Annuncia che sposerà Fabrizio, il cameriere della locanda, come le aveva raccomandato il padre, e congeda i tre clienti. La commedia, del 1753, finisce con lei che si rivolge al pubblico e ricorda agli uomini di non fidarsi delle arti femminili.
Trama, struttura e sviluppo
La vicenda si svolge prevalentemente nella locanda di Mirandolina, padrona dell’esercizio e figura capace di difendere la propria autonomia economica e sociale. L’intreccio nasce dalle profferte amorose di due ospiti rivali, il Conte di Albafiorita e il Marchese di Forlimpopoli, e dalla sfida con il Cavaliere di Ripafratta, che ostenta un’aperta indifferenza verso le donne. Mirandolina decide di vincere proprio questa resistenza, ma quando le gelosie diventano pericolose scopre il proprio gioco e sceglie infine Fabrizio, il cameriere della locanda che la ama e che non va confuso con i tre nobili ospiti.
Nello sviluppo, Goldoni mette in scena una progressione chiara: nella prima parte si presentano i personaggi principali e le loro motivazioni; nella parte centrale si sviluppano gli equivoci e i piani di conquista o rivalsa; nell’atto finale avviene la resa dei conti, con la messa in evidenza della capacità di Mirandolina di gestire la situazione e riaffermare la propria autonomia. Il conflitto fra i modelli di comportamento, cavalleresco/nobiliare e mercantile/borghese, percorre tutta l’azione e si risolve in una morale pragmatica più che in una semplice poetic justice.
Testo originale: atto primo, scena prima
L’apertura della commedia mette immediatamente in contrasto il Marchese di Forlipopoli e il Conte d’Albafiorita: nobiltà di nascita, ricchezza e desiderio di possesso diventano oggetto della satira goldoniana. Il passo precede la guida alla lettura.
Sala di locanda. Il Marchese di Forlipopoli ed il Conte d’Albafiorita.
Marchese. Fra voi e me vi è qualche differenza.
Conte. Sulla locanda tanto vale il vostro denaro, quanto vale il mio.
Marchese. Ma se la locandiera usa a me delle distinzioni, mi si convengono più che a voi.
Conte. Per qual ragione?
Marchese. Io sono il marchese di Forlipopoli.
Conte. Ed io sono il conte d’Albafiorita.
Marchese. Sì, conte! Contea comprata.
Conte. Io ho comprata la contea, quando voi avete venduto il marchesato.
Marchese. Oh basta: son chi sono, e mi si deve portar rispetto.
Conte. Chi ve lo perde il rispetto? Voi siete quello, che con troppa libertà parlando…
Marchese. Io sono in questa locanda, perchè amo la locandiera. Tutti lo sanno, e tutti devono rispettare una giovane che piace a me.
Conte. Oh, quest’è bella! Voi mi vorreste impedire ch’io amassi Mirandolina? Perchè credete ch’io sia in Firenze? Perchè credete ch’io sia in questa locanda?
Marchese. Oh bene. Voi non farete niente.
Conte. Io no, e voi sì?
Marchese. Io sì, e voi no. Io son chi sono. Mirandolina ha bisogno della mia protezione.
Conte. Mirandolina ha bisogno di denari, e non di protezione.
Testo da , pagina segnalata come riletto e controllato con qualità 100%. Fonte consultata il 14 agosto 2026. Per il riuso della trascrizione e dei contributi editoriali della fonte: CC BY-SA 4.0; l’opera storica di Goldoni è in pubblico dominio.
Parafrasi e guida alla lettura
Per orientarsi nella lettura è utile seguire tre nuclei essenziali: la figura di Mirandolina come centro morale e strategico; il confronto tra nobiltà e borghesia come asse ideologico; e il registro comico fatto di battute, equivoci e rovesciamenti di ruolo.
Atto I: si stabilisce il quadro. La locanda è luogo di passaggio e di annodamento di interessi. Mirandolina è mostrata come donna sveglia e pragmatica, che sa sfruttare la propria posizione. I nobili si presentano come tipi caricaturali: orgogliosi, abituati a ricevere adulatori, talvolta presuntuosi. Fin da subito emergono i contrasti tra la libertà economica della donna e la dipendenza d’onore dei nobili.
Atto II: i piani si complicano. I corteggiatori elaborano strategie per ingraziarsi Mirandolina; lei accetta e respinge, gioca con i loro orgogli per mostrarne la fragilità. Le situazioni comiche non sono fini a sé stesse: attraverso il gioco amoroso Goldoni mette in luce la vacuità delle virtù ostentate e la concretezza dei sentimenti e degli interessi economici.
Atto III: la vicenda arriva all’esito. Mirandolina dimostra la superiorità pratica della sua posizione: non si lascia schiacciare dalle virtù ostentate dai nobili né ridurre a preda. La conclusione lascia aperti spunti critici: la protagonista non è idealizzata come angelo della virtù né denigrata, ma figura di autonomia e di scaltrezza. Il tono finale privilegia la lezione civile più che la semplice comicità di situazione.
Per la comprensione dei singoli momenti, prestare attenzione a come Goldoni costruisce il ritmo dialogico: le battute corte alternano momenti di monologo strategico e scene di interazione collettiva, accentuando il contrasto fra intenzione individuale e comportamento sociale.
Temi principali
- Autonomia femminile e ruolo sociale: Mirandolina incarna una donna che gestisce un’attività propria e usa la propria intelligenza contro modelli patriarcali e nobiliari.
- Critica della nobiltà e dei privilegi: i nobili vengono rappresentati come vuoti di sostanza morale, schiacciati dall’apparenza e dall’orgoglio, mentre la borghesia commerciale appare più concreta.
- Economia dei rapporti umani: l’amore, la cortesia e la relazionalità passano attraverso scambi economici e strategici; Goldoni mette in luce la commistione tra affetto e interesse.
- Commedia del carattere e satira sociale: la pièce non si limita all’intrigo amoroso ma costruisce caratteri emblematici, il che permette una lettura sociologica oltre che psicologica.
- Libertà e convenzione: il conflitto fra norme sociali e comportamento individuale è un filo conduttore che rivela la distanza fra apparenza e realtà.
Lingua, stile e tecniche espressive
La lingua di Goldoni in quest’opera è pianificata per la scena: dialoghi vivi, scorrevoli, con prevalenza del parlato che tende al naturale pur in una scrittura teatrale raffinatamente calibrata. Il registro varia dal comico caricaturale alle pagine di netta incisività psicologica: ciò permette la contemporanea presenza di divertimento e critica sociale.
Tra le tecniche più evidenti segnaliamo il ricorso ai caratteri tipizzati (personaggi che incarnano tipi sociali), la costruzione di situazioni d’equivoco e il ritmo del dialogo che alterna lampi ironici e momenti riflessivi. Goldoni usa l’ironia come strumento di demistificazione: le battute pungenti smascherano le fallacie dell’onore aristocratico e mettono in luce la concretezza delle scelte borghesi.
Non manca l’influenza della Commedia dell’arte, visibile soprattutto nelle dinamiche di coppia e nella presenza di figure-tipo, ma Goldoni rielabora quegli elementi verso una maggiore verosimiglianza psicologica: i personaggi escono dallo stereotipo e acquistano profondità, specie la protagonista, che pur conservando tratti tipici diventa figura individuale e complessa.
Per lo studio
Cosa ricordare
- Opera di Carlo Goldoni, rappresentata per la prima volta nel 1753 a Venezia.
- Genere: commedia di carattere in tre atti; fulcro sull’intelligenza e l’autonomia di Mirandolina.
- Temi centrali: autonomia femminile, critica della nobiltà, economia dei rapporti affettivi, satira sociale.
- Stile: dialogo naturale, uso dell’ironia, rielaborazione della Commedia dell’arte verso il realismo psicologico.
Possibili domande
- In che modo Mirandolina rappresenta una figura innovativa per il teatro del Settecento? Argomentare con esempi dalle diverse scene.
- Come costruisce Goldoni la critica alla nobiltà? Analizzare il rapporto tra linguaggio e comportamento nei personaggi aristocratici.
- Qual è il ruolo dell’economia negli scambi affettivi della commedia? Discutere la rilevanza del denaro e del lavoro nella definizione dei rapporti.
- Confrontare l’uso della tipizzazione dei personaggi in La locandiera con quello della Commedia dell’arte: in cosa Goldoni innova?
Collegamenti utili
Approfondimenti correlati
Per contestualizzare La locandiera, consulta la biografia e le opere principali di Carlo Goldoni.
Join the discussion
Ask questions, share your stack, or drop feedback for the next article.