Juvenilia: testo, parafrasi e analisi

Juvenilia di Giosuè Carducci: i versi giovanili del 1850-1860, i sei libri, i modelli classici e la polemica antiromantica. Guida alla raccolta.

Antonio Garofano Antonio Garofano 5 min di lettura



Indice della pagina

Che cosa trovi in ogni sezione

  1. 1. Scheda dell’opera
  2. 2. Contenuto
  3. 3. Temi
  4. 4. Stile e lingua
  5. 5. Contesto
  6. 6. Poetica e pensiero
  7. 7. Analisi stilistica
  8. 8. Critica letteraria
  9. 9. Domande frequenti


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Testo e parafrasi dei passi chiave

In breve: da ricordare

  • Sezione delle Poesie di Carducci che raccoglie i versi del 1850-1860.
  • È divisa in sei libri: sonetti, odi, rime politiche e celebrative.
  • Carducci stesso la definì il tempo in cui faceva lo «scudiero dei classici».

Testo e parafrasi

Passa la nave mia, sola, tra il pianto
De gli alcïon, per l’acqua procellosa;
E la involge e la batte, e mai non posa,
De l’onde il tuon, de i folgori lo schianto.

Juvenilia, libro III, sonetto XXXVI, vv. 1-4

Parafrasi

Prima quartina. La mia nave passa sola, fra il lamento degli alcioni, sull’acqua in tempesta; il tuono delle onde e lo schianto dei fulmini la avvolgono e la colpiscono senza sosta.

Juvenilia è una delle sezioni in cui Giosuè Carducci ordinò le sue Poesie. Raccoglie i versi degli anni 1850-1860.

Per l’autore vedi Giosuè Carducci: biografia e opere.

Scheda dell’opera

Autore Giosuè Carducci
Anni dei testi 1850-1860
Genere Raccolta poetica
Testo Pubblico dominio, su Wikisource

Contenuto

Gli Juvenilia sono divisi in sei libri. Il primo raccoglie sonetti d’amore e di paesaggio, il secondo odi di stile classico (A Febo Apolline, A Diana Trivia, Alla Libertà), il terzo una serie di ritratti di poeti del Settecento e dell’Ottocento (Parini, Metastasio, Goldoni, Alfieri, Monti, Niccolini). L’ultimo libro raccoglie i versi politici scritti durante la seconda guerra d’indipendenza.

Temi

I temi sono la tradizione classica, la polemica contro il romanticismo e l’impegno civile del Risorgimento.

Stile e lingua

Metri tradizionali, sonetti e odi, lessico classicheggiante: una poesia di apprendistato e di sfida.

Contesto

Il Dizionario Biografico degli Italiani ricorda che le poesie ispirate alla guerra del 1859, come A Giuseppe Garibaldi, Montebello, Palestro, Magenta, nella disposizione definitiva furono riunite nel VI libro degli Juvenilia.

La voce dell’Enciclopedia Treccani online ricorda che Carducci, nel raccogliere le sue poesie, fissò come estremi gli anni 1850-1900 e le ordinò così: Juvenilia (1850-60), Levia Gravia (1861-71), A Satana, Giambi ed epodi (1867-79), Intermezzo, Rime nuove (1861-87), Odi barbare, Rime e ritmi. L’ordine disegna una storia della sua poesia: prima il tirocinio, poi la presa di posizione personale, infine la stagione matura.

Poetica e pensiero

Gli Juvenilia nascono dalla scelta antiromantica del giovane Carducci, che con gli Amici pedanti, nel 1856, difendeva la tradizione classica contro il sentimentalismo. Imitare i classici era un esercizio, ma anche una presa di posizione.

Analisi stilistica

Il passo scelto mostra la lingua di questi anni, ancora legata ai modelli classici e alla tradizione italiana, con inversioni e latinismi che Carducci userà poi con maggiore libertà.

Critica letteraria

La voce Treccani online riporta il giudizio di Carducci stesso: negli Juvenilia fa lo «scudiero dei classici», cioè si fa la mano al mestiere letterario imitando. Il Dizionario Biografico osserva che i versi patriottici del 1859, pur sinceri, non riescono a trovare un’armonia poetica.

Domande frequenti

Quali anni coprono?

I versi dal 1850 al 1860.

Quanti libri contiene?

Sei.

Come la giudicò Carducci?

Come il periodo in cui faceva lo «scudiero dei classici».

Vedi anche: Giosuè Carducci: biografia e opere · tutte le opere italiane



Fonti e approfondimenti

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L'autore

Antonio Garofano

Insegno letteratura italiana e latina e ho creato Aula di Letteratura per dare una mano agli studenti che preparano un'interrogazione o la maturità: spiegazioni chiare, parafrasi, analisi e riassunti dei testi che si studiano davvero a scuola, da Francesco d'Assisi a Montale. Mi appassiona l'intelligenza artificiale e da tempo provo a capire come usarla bene nello studio dei classici: come un supporto per orientarsi, ripassare e farsi domande, mai come scorciatoia al posto della lettura. I testi vanno letti, con calma, magari ad alta voce. Il resto viene dopo, e qui cerco di renderlo un po' più semplice.

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