Storia e cronistoria del Canzoniere di Saba: riassunto

Storia e cronistoria del Canzoniere di Umberto Saba (1948): l’autocommento in terza persona firmato Giuseppe Carimandrei. Contenuto e significato.

Antonio Garofano Antonio Garofano 5 min di lettura



Indice della pagina

Che cosa trovi in ogni sezione

  1. 1. Scheda dell’opera
  2. 2. Contenuto
  3. 3. Temi
  4. 4. Stile e lingua
  5. 5. Contesto
  6. 6. Poetica e pensiero
  7. 7. Analisi stilistica
  8. 8. Critica letteraria
  9. 9. Domande frequenti


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Una citazione e il suo commento

In breve: da ricordare

  • Prosa del 1948, pubblicata da Mondadori.
  • Saba commenta la propria poesia in terza persona, con lo pseudonimo Giuseppe Carimandrei.
  • L’Enciclopedia Italiana la definisce un contributo alla critica di sé stesso.

Una citazione commentata

lirico puro

Storia e cronistoria del Canzoniere, citato dal Dizionario Biografico degli Italiani

Commento

Commento. Con questa espressione Saba descrive sé stesso dopo la crisi del Piccolo Berto: un poeta che ha lasciato la linea narrativa per una lirica più limpida.

Storia e cronistoria del Canzoniere è il libro in cui Umberto Saba racconta e commenta le proprie poesie, raccolta per raccolta. È il commento d’autore al Il Canzoniere.

Per l’autore vedi Umberto Saba: biografia e opere.

Nota sul testo: l’opera è ancora protetta dal diritto d’autore, perciò in questa pagina non c’è il testo integrale e le citazioni sono brevi.

Scheda dell’opera

Autore Umberto Saba
Genere Prosa critica e autobiografica
Prima edizione Mondadori, ottobre 1948
Pseudonimo Giuseppe Carimandrei
Testo Protetto dal diritto d’autore

Contenuto

Il Dizionario Biografico degli Italiani spiega che il libro è un’analisi della poesia di Saba scritta in terza persona, sotto il nome di Giuseppe Carimandrei, per compensare la disattenzione della critica. L’autore ripercorre le raccolte del Canzoniere nell’ordine in cui sono nate e le collega ai fatti della sua vita.

Le pagine più citate riguardano la psicoanalisi. Saba scrive che, se la cura iniziata nel 1929 fosse riuscita del tutto, il poeta «non avrebbe più scritto poesie: non avrebbe avuto più bisogno di scriverne». E descrive la svolta di Parole e Ultime cose come «una grande chiarificazione interna, alla quale risponde un uguale illimpidimento della forma».

Temi

I temi sono il rapporto tra vita e opera, la psicoanalisi, la difesa della propria poesia.

Stile e lingua

La scelta della terza persona crea una distanza ironica: Saba parla di sé come di un altro poeta.

Contesto

Il Dizionario Biografico degli Italiani ricorda che Saba lavorò tutta la vita alla sistemazione del proprio corpus: il primo Canzoniere uscì nel 1921, la seconda edizione, in tre volumi, da Einaudi nel 1945, e la prima edizione completa, postuma, nel 1961.

Poetica e pensiero

Il libro conferma l’idea di poesia come autobiografia: ogni raccolta è un capitolo di vita, e il commento serve a mostrare questa continuità.

Analisi stilistica

Prosa chiara e argomentativa, con molte citazioni dei versi commentati.

Critica letteraria

L’Enciclopedia Italiana lo presenta come «contributo alla critica di se stesso». Va letto come un autoritratto costruito dall’autore stesso.

Domande frequenti

Quando uscì?

Nell’ottobre 1948, presso Mondadori.

Perché è scritto in terza persona?

Saba usa lo pseudonimo Giuseppe Carimandrei e parla di sé come di un altro poeta.

Di che cosa parla?

Della storia delle raccolte del Canzoniere e del loro legame con la vita dell’autore.

Vedi anche: Il Canzoniere · Umberto Saba: biografia e opere · tutte le opere italiane



Fonti e approfondimenti

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L'autore

Antonio Garofano

Insegno letteratura italiana e latina e ho creato Aula di Letteratura per dare una mano agli studenti che preparano un'interrogazione o la maturità: spiegazioni chiare, parafrasi, analisi e riassunti dei testi che si studiano davvero a scuola, da Francesco d'Assisi a Montale. Mi appassiona l'intelligenza artificiale e da tempo provo a capire come usarla bene nello studio dei classici: come un supporto per orientarsi, ripassare e farsi domande, mai come scorciatoia al posto della lettura. I testi vanno letti, con calma, magari ad alta voce. Il resto viene dopo, e qui cerco di renderlo un po' più semplice.

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