Una vita di Italo Svevo

Antonio Garofano Antonio Garofano 6 min di lettura

Una vita è il primo romanzo di Italo Svevo. Racconta di Alfonso Nitti, un giovane impiegato di banca a Trieste che sogna di diventare qualcuno e non ci riesce. È il primo degli inetti di Svevo, il fratello maggiore di Emilio Brentani e di Zeno Cosini.

Collegamenti: biografia di Svevo, Senilità, La coscienza di Zeno.

Scheda dell’opera

AutoreItalo Svevo (Ettore Schmitz)
Prima edizioneTrieste, Vram, 1892 (con data 1893), a spese dell’autore
Titolo pensatoUn inetto, rifiutato dall’editore Treves
GenereRomanzo
StrutturaVenti capitoli
AmbientazioneTrieste, negli anni Ottanta dell’Ottocento
Dove leggerlaQui, nel testo integrale da Wikisource

Trama

Alfonso Nitti ha lasciato il paese e la madre per lavorare come impiegato alla banca Maller di Trieste. Il lavoro è noioso, la pensione dove vive è squallida, e lui si consola con i libri e con il progetto di scrivere un’opera di filosofia.

Viene invitato in casa del banchiere Maller e conosce la figlia, Annetta, che vuole scrivere un romanzo con lui. Tra i due nasce una relazione. Quando Annetta si concede, Alfonso invece di approfittarne scappa: torna al paese dalla madre malata, che muore poco dopo.

Al ritorno a Trieste tutto è cambiato. Annetta si è fidanzata con il cugino Macario, la banca lo tratta con freddezza, lui si chiude nella sua presunta superiorità. Quando cerca di parlare ad Annetta, il fratello di lei, Federico, lo sfida a duello. Alfonso, la notte prima, si uccide con il gas del carbone.

Personaggi

  • Alfonso Nitti: sensibile, colto, incapace di agire. Si crede superiore agli altri e intanto si lascia vivere.
  • Annetta Maller: ricca, capricciosa, sicura di sé.
  • Macario: il cugino di Annetta, brillante e cinico. È lui che parla dei gabbiani, che per pescare non hanno bisogno di cervello ma di ali.
  • Il signor Maller: il banchiere, il mondo del denaro.
  • La madre di Alfonso: il paese, il passato, il rifugio perduto.

Stile e lingua

Svevo racconta in terza persona ma sempre da dentro Alfonso, seguendo i suoi pensieri e i suoi autoinganni. La lingua è semplice, a volte considerata scorretta dai critici del tempo: Svevo scriveva in un italiano imparato, lui che parlava triestino e aveva studiato in Germania.

Contesto

Ettore Schmitz lavora come impiegato alla filiale triestina della Unionbank: conosce bene il mondo che racconta. Pubblica il romanzo a sue spese con lo pseudonimo di Italo Svevo, e la critica quasi non se ne accorge. Il modello è il romanzo naturalista francese, ma l’attenzione alla psicologia è già tutta sua.

Riassunto parte per parte

Una vita è divisa in venti capitoli. Li raccontiamo in quattro tappe.

Capitoli I-V: la banca e la città

Si apre con una lettera di Alfonso alla madre: si lamenta di Trieste e del lavoro. In banca copia lettere tutto il giorno, i colleghi lo prendono in giro. Vive nella pensione dei Lanucci e passa le sere in biblioteca a studiare. Riceve un invito in casa Maller.

Capitoli VI-XII: Annetta

In casa Maller conosce Annetta e il cugino Macario. Con Macario va in barca: è qui che si parla dei gabbiani. Annetta gli propone di scrivere un romanzo a quattro mani; si vedono spesso, tra lezioni e gelosie. Alla fine la relazione diventa amore, e Annetta si concede.

Capitoli XIII-XVI: la fuga al paese

Invece di restare, Alfonso parte: la madre sta male. Al paese ritrova la casa, i debiti, i vicini. La madre muore. Alfonso si convince di aver trovato la pace, di non volere più niente.

Capitoli XVII-XX: il ritorno e la fine

A Trieste scopre che Annetta è fidanzata con Macario. In banca lo spostano a un ufficio peggiore. Cerca di parlare ad Annetta; il fratello Federico lo sfida a duello. Alfonso si uccide. L’ultima pagina è una fredda lettera della banca che annuncia la sua morte.

Da ricordare

  • Primo romanzo di Svevo, 1892 (data 1893), titolo pensato Un inetto.
  • Alfonso Nitti, impiegato alla banca Maller di Trieste.
  • Relazione con Annetta, fuga al paese, morte della madre.
  • Finale: sfida a duello e suicidio.
  • Il primo inetto sveviano; l’immagine dei gabbiani.

Come studiarla

Una vita è il primo romanzo dell’inetto sveviano, e per capirlo bisogna partire dal titolo pensato in origine, Un inetto, che l’editore fece cambiare. Alfonso Nitti è un giovane impiegato che si sente superiore ai colleghi, studia filosofia la sera, sogna di diventare scrittore. Ma quando la vita gli offre una possibilità concreta, l’amore di Annetta e con esso la ricchezza dei Maller, scappa. La fuga al paese della madre, raccontata come una scelta di pace interiore, è in realtà una rinuncia. Il passo dei gabbiani, che Macario gli spiega in barca, è il più citato: ci sono uccelli fatti per afferrare la preda e altri che non ce la fanno, perché hanno troppo cervello e ali troppo deboli. Alfonso si riconosce nei secondi. La lettera fredda della banca che chiude il romanzo dice quanto poco resti di lui.

Perché leggerla

Perché Alfonso è un personaggio che conosciamo: chi sogna in grande e intanto non fa niente, chi si sente diverso dagli altri e usa questa idea come scusa. Svevo non lo giudica, lo osserva. È il punto di partenza per capire Zeno.

Domande frequenti

Chi è il protagonista di Una vita?

Alfonso Nitti, giovane impiegato alla banca Maller di Trieste.

Quando esce il romanzo?

Nel 1892, con data 1893, presso l’editore triestino Vram, a spese dell’autore.

Qual era il titolo originale?

Un inetto. L’editore Treves lo rifiutò.

Perché Alfonso Nitti si uccide?

Alfonso, sfidato a duello dal fratello di Annetta, si uccide.

Vedi anche: l’inetto in Svevo e Pirandello · tutte le opere italiane

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