Paradiso canto 32: i beati della rosa

San Bernardo spiega l’ordine dei beati nella candida rosa. Riassunto, parafrasi e analisi del canto 32 del Paradiso. Preparati alla verifica senza ansia.

Antonio Garofano Antonio Garofano

Riassunto del canto XXXII del Paradiso

San Bernardo fa da guida dentro la rosa e spiega come sono disposti i beati. Una linea di donne ebree, da Maria ed Eva giù fino a Rachele, Sara, Rebecca, Giuditta e Rut, divide la rosa in due metà. Da una parte, tutta piena, siedono quelli che credettero in Cristo venturo, cioè i beati dell’Antico Testamento. Dall’altra, ancora con qualche posto libero, quelli che credettero in Cristo già venuto. Di fronte a Maria sta Giovanni Battista, e sotto di lui Francesco, Benedetto e Agostino. La metà inferiore è riservata ai bambini, salvati non per merito proprio ma per la fede dei genitori, la circoncisione o il battesimo. Che abbiano posti diversi dipende solo dalla grazia, che Dio distribuisce come vuole. Bernardo indica poi l’arcangelo Gabriele davanti a Maria, e i grandi patriarchi accanto a lei: Adamo, san Pietro, Giovanni evangelista, Mosè, Anna e Lucia. Infine annuncia una preghiera alla Vergine.

Da ricordare

  • La rosa è divisa fra i salvati prima di Cristo e i salvati dopo Cristo.
  • Le donne ebree e i santi fanno da “muro” fra le due metà.
  • I bambini morti prima dell’età della ragione occupano la metà inferiore.
  • Il grado di beatitudine dipende dalla grazia, che è un dono libero di Dio.
  • Santa Lucia, che aveva soccorso Dante nel canto II dell’Inferno, siede di fronte ad Adamo.

Parafrasi del canto XXXII del Paradiso

Versi 1-21

Assorto nell’oggetto del suo amore, quel contemplativo assunse liberamente il compito di maestro e cominciò queste parole sante: «La ferita che Maria richiuse e curò, quella donna così bella che siede ai suoi piedi è colei che la aprì e la inferse, Eva. Nell’ordine formato dai seggi del terzo giro siede sotto di lei Rachele, insieme a Beatrice, come vedi. Sara, Rebecca, Giuditta e colei che fu bisnonna del cantore Davide, cioè Rut, che per il dolore della sua colpa disse “Miserere mei”, puoi vederle scendere così di gradino in gradino, man mano che io le chiamo per nome scendendo per la rosa di petalo in petalo. E dal settimo gradino in giù, come fino a quello, si susseguono donne ebree, che dividono tutti i petali del fiore; perché, secondo lo sguardo che la fede rivolse a Cristo, queste sono il muro che separa le sacre scalinate.

Versi 22-48

Da questa parte, dove il fiore è completo di tutti i suoi petali, siedono quelli che credettero in Cristo che doveva venire; dall’altra parte, dove i semicerchi sono interrotti da posti vuoti, stanno quelli che rivolsero lo sguardo a Cristo già venuto. E come da questa parte il seggio glorioso della donna del cielo e gli altri seggi sotto di lui fanno una così grande divisione, così di fronte fa quello del grande Giovanni, che sempre santo sopportò il deserto e il martirio, e poi il Limbo per due anni; e sotto di lui ebbero in sorte di fare questa divisione Francesco, Benedetto, Agostino e altri, fin quaggiù di giro in giro. Ora ammira l’alta provvidenza divina, perché l’uno e l’altro sguardo della fede riempiranno ugualmente questo giardino. E sappi che dal gradino che taglia a metà le due divisioni in giù non si siede per merito proprio, ma per merito altrui, a certe condizioni; perché tutti questi sono spiriti liberati dal corpo prima di poter fare vere scelte. Te ne puoi accorgere bene dai volti e anche dalle voci infantili, se li guardi bene e se li ascolti.

Versi 49-84

Ora tu dubiti, e dubitando taci; ma io scioglierò il forte legame in cui ti stringono i pensieri sottili. Dentro l’ampiezza di questo regno non può trovare posto niente di casuale, come non ci trovano posto tristezza, sete o fame; perché tutto ciò che vedi è stabilito da una legge eterna, così che qui l’anello corrisponde esattamente al dito; e perciò questa gente arrivata in fretta alla vera vita non è senza ragione più o meno eccellente qui. Il re per cui questo regno riposa in tanto amore e in tanto piacere che nessuna volontà osa desiderare di più, creando tutte le menti sotto il suo sguardo lieto, le dota di grazia in modo diverso, come gli piace; e qui basti l’effetto. E questo è indicato in modo chiaro nella Scrittura santa con quei gemelli, Esaù e Giacobbe, che si agitarono di rabbia già nel grembo della madre. Perciò l’altissima luce deve incoronarli degnamente secondo il colore dei capelli di questa grazia. Dunque, senza merito delle loro azioni, sono collocati in gradi diversi, e si distinguono solo per la prima acutezza della vista ricevuta. Nei primi secoli bastava, insieme all’innocenza, la sola fede dei genitori per salvarsi; quando le prime età furono finite, i maschi dovettero acquistare forza per le loro ali innocenti con la circoncisione; ma quando venne il tempo della grazia, senza il battesimo perfetto di Cristo quell’innocenza fu trattenuta laggiù, nel limbo.

Versi 85-114

Guarda ormai il volto che somiglia di più a Cristo, perché solo la sua luce può prepararti a vedere Cristo». Vidi piovere sopra di lei tanta gioia, portata dalle menti sante create per volare per quell’altezza, che niente di ciò che avevo visto prima mi aveva tenuto sospeso in tanta ammirazione, né mi aveva mostrato tanta somiglianza con Dio; e quell’amore che per primo era sceso lì, l’arcangelo Gabriele, cantando “Ave, Maria, gratia plena”, aprì le sue ali davanti a lei. La corte beata rispose da ogni parte al canto divino, così che ogni volto divenne più sereno. «O santo padre, che per me accetti di stare quaggiù, lasciando il dolce posto in cui siedi per sorte eterna, chi è quell’angelo che con tanta gioia guarda negli occhi la nostra regina, così innamorato da sembrare di fuoco?». Così ricorsi ancora all’insegnamento di colui che si abbelliva di Maria come la stella del mattino del sole. E lui a me: «Tutta la fiducia e la grazia che possono esserci in un angelo e in un’anima sono in lui, e così vogliamo che sia, perché è lui che portò giù a Maria la palma, quando il Figlio di Dio volle caricarsi del nostro corpo.

Versi 115-151

Ma ora vieni con gli occhi mentre io parlerò, e osserva i grandi patrizi di questo impero giustissimo e pio. Quei due che siedono lassù più felici perché vicinissimi all’imperatrice sono quasi due radici di questa rosa: quello che le sta accanto a sinistra è Adamo, il padre per il cui assaggio ardito la specie umana prova tanta amarezza; a destra vedi san Pietro, quel padre antico della santa Chiesa a cui Cristo affidò le chiavi di questo fiore bellissimo. E Giovanni evangelista, colui che prima di morire vide tutti i tempi difficili della bella sposa conquistata con la lancia e con i chiodi siede accanto a lui; e accanto all’altro sta Mosè, quel condottiero sotto cui visse di manna il popolo ingrato, volubile e ribelle. Di fronte a Pietro vedi seduta Anna, così contenta di guardare sua figlia che non muove gli occhi nemmeno per cantare osanna; e di fronte al più grande padre di famiglia siede Lucia, che mandò la tua donna quando abbassavi gli occhi per precipitare. Ma poiché il tempo in cui sei rapito fugge, qui faremo punto, come il buon sarto che fa la veste secondo la stoffa che ha; e rivolgeremo gli occhi al primo amore, così che, guardando verso di lui, tu penetri quanto è possibile nel suo fulgore. Però, perché tu non vada indietro muovendo le ali credendo di andare avanti, bisogna chiedere grazia pregando, grazia a colei che può aiutarti; e tu mi seguirai con l’affetto, così che il tuo cuore non si allontani dalle mie parole». E cominciò questa santa preghiera:

Testo del canto XXXII del Paradiso

1Affetto al suo piacer, quel contemplante
2libero officio di dottore assunse,
3e cominciò queste parole sante:

4«La piaga che Maria richiuse e unse,
5quella ch’è tanto bella da’ suoi piedi
6è colei che l’aperse e che la punse.

7Ne l’ordine che fanno i terzi sedi,
8siede Rachel di sotto da costei
9con Bëatrice, sì come tu vedi.

10Sarra e Rebecca, Iudìt e colei
11che fu bisava al cantor che per doglia
12del fallo disse ’Miserere mei’,

13puoi tu veder così di soglia in soglia
14giù digradar, com’ io ch’a proprio nome
15vo per la rosa giù di foglia in foglia.

16E dal settimo grado in giù, sì come
17infino ad esso, succedono Ebree,
18dirimendo del fior tutte le chiome;

19perché, secondo lo sguardo che fée
20la fede in Cristo, queste sono il muro
21a che si parton le sacre scalee.

22Da questa parte onde ’l fiore è maturo
23di tutte le sue foglie, sono assisi
24quei che credettero in Cristo venturo;

25da l’altra parte onde sono intercisi
26di vòti i semicirculi, si stanno
27quei ch’a Cristo venuto ebber li visi.

28E come quinci il glorïoso scanno
29de la donna del cielo e li altri scanni
30di sotto lui cotanta cerna fanno,

31così di contra quel del gran Giovanni,
32che sempre santo ’l diserto e ’l martiro
33sofferse, e poi l’inferno da due anni;

34e sotto lui così cerner sortiro
35Francesco, Benedetto e Augustino
36e altri fin qua giù di giro in giro.

37Or mira l’alto proveder divino:
38ché l’uno e l’altro aspetto de la fede
39igualmente empierà questo giardino.

40E sappi che dal grado in giù che fiede
41a mezzo il tratto le due discrezioni,
42per nullo proprio merito si siede,

43ma per l’altrui, con certe condizioni:
44ché tutti questi son spiriti asciolti
45prima ch’avesser vere elezïoni.

46Ben te ne puoi accorger per li volti
47e anche per le voci püerili,
48se tu li guardi bene e se li ascolti.

49Or dubbi tu e dubitando sili;
50ma io discioglierò ’l forte legame
51in che ti stringon li pensier sottili.

52Dentro a l’ampiezza di questo reame
53casüal punto non puote aver sito,
54se non come tristizia o sete o fame:

55ché per etterna legge è stabilito
56quantunque vedi, sì che giustamente
57ci si risponde da l’anello al dito;

58e però questa festinata gente
59a vera vita non è sine causa
60intra sé qui più e meno eccellente.

61Lo rege per cui questo regno pausa
62in tanto amore e in tanto diletto,
63che nulla volontà è di più ausa,

64le menti tutte nel suo lieto aspetto
65creando, a suo piacer di grazia dota
66diversamente; e qui basti l’effetto.

67E ciò espresso e chiaro vi si nota
68ne la Scrittura santa in quei gemelli
69che ne la madre ebber l’ira commota.

70Però, secondo il color d’i capelli,
71di cotal grazia l’altissimo lume
72degnamente convien che s’incappelli.

73Dunque, sanza mercé di lor costume,
74locati son per gradi differenti,
75sol differendo nel primiero acume.

76Bastavasi ne’ secoli recenti
77con l’innocenza, per aver salute,
78solamente la fede d’i parenti;

79poi che le prime etadi fuor compiute,
80convenne ai maschi a l’innocenti penne
81per circuncidere acquistar virtute;

82ma poi che ’l tempo de la grazia venne,
83sanza battesmo perfetto di Cristo
84tale innocenza là giù si ritenne.

85Riguarda omai ne la faccia che a Cristo
86più si somiglia, ché la sua chiarezza
87sola ti può disporre a veder Cristo».

88Io vidi sopra lei tanta allegrezza
89piover, portata ne le menti sante
90create a trasvolar per quella altezza,

91che quantunque io avea visto davante,
92di tanta ammirazion non mi sospese,
93né mi mostrò di Dio tanto sembiante;

94e quello amor che primo lì discese,
95cantando ’Ave, Maria, gratïa plena’,
96dinanzi a lei le sue ali distese.

97Rispuose a la divina cantilena
98da tutte parti la beata corte,
99sì ch’ogne vista sen fé più serena.

100«O santo padre, che per me comporte
101l’esser qua giù, lasciando il dolce loco
102nel qual tu siedi per etterna sorte,

103qual è quell’ angel che con tanto gioco
104guarda ne li occhi la nostra regina,
105innamorato sì che par di foco?».

106Così ricorsi ancora a la dottrina
107di colui ch’abbelliva di Maria,
108come del sole stella mattutina.

109Ed elli a me: «Baldezza e leggiadria
110quant’ esser puote in angelo e in alma,
111tutta è in lui; e sì volem che sia,

112perch’ elli è quelli che portò la palma
113giuso a Maria, quando ’l Figliuol di Dio
114carcar si volse de la nostra salma.

115Ma vieni omai con li occhi sì com’ io
116andrò parlando, e nota i gran patrici
117di questo imperio giustissimo e pio.

118Quei due che seggon là sù più felici
119per esser propinquissimi ad Agusta,
120son d’esta rosa quasi due radici:

121colui che da sinistra le s’aggiusta
122è il padre per lo cui ardito gusto
123l’umana specie tanto amaro gusta;

124dal destro vedi quel padre vetusto
125di Santa Chiesa a cui Cristo le chiavi
126raccomandò di questo fior venusto.

127E quei che vide tutti i tempi gravi,
128pria che morisse, de la bella sposa
129che s’acquistò con la lancia e coi clavi,

130siede lungh’ esso, e lungo l’altro posa
131quel duca sotto cui visse di manna
132la gente ingrata, mobile e retrosa.

133Di contr’ a Pietro vedi sedere Anna,
134tanto contenta di mirar sua figlia,
135che non move occhio per cantare osanna;

136e contro al maggior padre di famiglia
137siede Lucia, che mosse la tua donna
138quando chinavi, a rovinar, le ciglia.

139Ma perché ’l tempo fugge che t’assonna,
140qui farem punto, come buon sartore
141che com’ elli ha del panno fa la gonna;

142e drizzeremo li occhi al primo amore,
143sì che, guardando verso lui, penètri
144quant’ è possibil per lo suo fulgore.

145Veramente, ne forse tu t’arretri
146movendo l’ali tue, credendo oltrarti,
147orando grazia conven che s’impetri

148grazia da quella che puote aiutarti;
149e tu mi seguirai con l’affezione,
150sì che dal dicer mio lo cor non parti».

151E cominciò questa santa orazione:

Testo dall’edizione digitale di Wikisource (CC BY-SA).

Analisi del canto

La geometria della rosa

San Bernardo descrive la disposizione dei beati. Una linea verticale divide la rosa in due metà. Da una parte, sotto Maria, siedono Eva, Rachele con Beatrice accanto, Sara, Rebecca, Giuditta e Ruth: sono le donne ebree che separano chi credette in Cristo venturo da chi credette in Cristo venuto. Dall’altra parte, sotto Giovanni Battista, stanno Francesco, Benedetto, Agostino. I posti dei credenti nel Cristo già venuto non sono ancora tutti occupati.

I bambini salvati

La parte inferiore della rosa è occupata dai bambini, salvati senza meriti propri. Dante si chiede come mai abbiano gradi diversi, e Bernardo risponde che Dio distribuisce la grazia come vuole, e ciò basta. Prima della legge di Mosè bastava la fede dei genitori, poi la circoncisione, ora il battesimo: senza di esso i bambini restano nel Limbo. Ancora una volta Dante si trova davanti al mistero della predestinazione.

Il volto di Maria

Bernardo invita Dante a guardare Maria, il volto che più somiglia a Cristo e che solo può prepararlo a vederlo. Intorno a lei Gabriele ripete l’Ave Maria. Bernardo indica poi i beati più vicini: Adamo e Pietro, i padri dell’umanità e della Chiesa; Giovanni evangelista, Mosè, Anna, Lucia. Infine annuncia che, poiché il tempo del viaggio sta finendo, bisogna chiedere la grazia della Vergine con una preghiera. Il canto prepara così l’ultimo, con il tono raccolto di una vigilia.

Domande frequenti

Come sono disposti i beati nella rosa?

Bernardo spiega che la rosa è divisa in due metà: da una parte siedono quelli che credettero nel Cristo venturo, dall’altra quelli che credettero nel Cristo venuto. Una fila di donne ebree, da Maria a Eva, fa da confine; di fronte, Giovanni Battista e i santi.

Perché i bambini sono in posti diversi?

Nella parte bassa della rosa ci sono bambini morti prima di poter scegliere; i loro gradi diversi dipendono solo dalla grazia, che Dio distribuisce come vuole. Dante deve accettarlo come un mistero.

Come si prepara la visione di Dio?

Bernardo gli chiede di fissare il volto di Maria, perché solo lei può prepararlo a vedere Cristo, e annuncia una preghiera alla Vergine perché gli conceda la grazia. Il canto si chiude proprio sul suo inizio.

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