Dell’unità della lingua e dei mezzi di diffonderla: riassunto

Dell’unità della lingua e dei mezzi di diffonderla: la relazione di Manzoni al ministro (1868), il fiorentino vivo e il vocabolario. Riassunto e analisi.

Antonio Garofano Antonio Garofano 6 min di lettura



Indice della pagina

Che cosa trovi in ogni sezione

  1. 1. Scheda dell’opera
  2. 2. Contenuto
  3. 3. Temi
  4. 4. Stile e lingua
  5. 5. Contesto
  6. 6. Poetica e pensiero
  7. 7. Analisi stilistica
  8. 8. Critica letteraria
  9. 9. Domande frequenti


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Testo e parafrasi dei passi chiave

In breve: da ricordare

  • Relazione al ministro della Pubblica Istruzione, pubblicata nella Nuova Antologia nel marzo 1868.
  • Propone come lingua comune degli italiani il fiorentino vivo, parlato dalle persone colte.
  • Indica come strumento principale un vocabolario del fiorentino vivente.

Il passo chiave: il vocabolario

Uno poi de’ mezzi più efficaci e d’un effetto più generale, particolarmente nelle nostre circostanze, per propagare una lingua, è, come tutti sanno, un vocabolario. E, secondo i princìpi e i fatti qui esposti, il vocabolario a proposito per l’Italia non potrebbe esser altro che quello del linguaggio fiorentino vivente.

Dell’unità della lingua

Spiegazione

Spiegazione. Uno degli strumenti più efficaci per diffondere una lingua è un vocabolario. Per l’Italia, secondo quanto spiegato, non può essere che il vocabolario del fiorentino parlato oggi.

Dell’unità della lingua e dei mezzi di diffonderla è la relazione che Alessandro Manzoni, ormai anziano, scrisse per il ministro della Pubblica Istruzione del nuovo Regno d’Italia. È il punto d’arrivo di una riflessione sulla lingua cominciata con la revisione dei Promessi sposi.

Per l’autore vedi Alessandro Manzoni: biografia e opere.

Scheda dell’opera

Autore Alessandro Manzoni
Firmatari Proposta da Manzoni agli amici colleghi Bonghi e Carcano, e accettata da loro
Pubblicazione Nuova Antologia, marzo 1868
Genere Relazione ministeriale
Testo Pubblico dominio, su Wikisource

Contenuto

Il ministro aveva chiesto di proporre i modi per rendere più universale in tutti gli ordini del popolo la notizia della buona lingua e della buona pronuncia. Manzoni parte da un principio: una nazione con molti idiomi che vuole una lingua comune deve sostituirli con un mezzo unico. In Italia però il problema è che non si è d’accordo su quale sia questa lingua. Manzoni porta gli esempi del latino e del francese, nati dall’uso vivo di Roma e di Parigi, e respinge l’accusa di municipalismo a chi propone il fiorentino. Il mezzo principale sarà un vocabolario del fiorentino vivente. La chiusa spera che la sua frase «Eppur la c’è», detta della lingua comune, diventi come l’«Eppur si muove» di Galileo.

Temi

I temi sono l’unità linguistica come parte dell’unità nazionale, l’uso vivo contro la tradizione letteraria e la lingua come mezzo sociale.

Stile e lingua

Prosa chiara e polemica, con obiezioni discusse una per una e qualche tocco ironico.

Contesto

Il Dizionario Biografico degli Italiani colloca la relazione, uscita nella Nuova Antologia del marzo 1868, al termine di un percorso che va dalla revisione linguistica dei Promessi sposi del 1840-1842 alla lettera a Giacinto Carena del 1847.

Poetica e pensiero

Per Manzoni la lingua non è un modello letterario da imitare ma un uso vivo. Per questo rifiuta le proposte che offrono «qualcosa di bello, di scelto, di nobile», tutt’altro che una lingua. Scrive che, dopo l’unità di governo, di armi e di leggi, l’unità della lingua è quella che serve di più a rendere stretta l’unità di una nazione.

Analisi stilistica

Il passo chiave è un ragionamento in due tempi: prima una premessa generale («come tutti sanno»), poi la conclusione «secondo i princìpi e i fatti qui esposti». L’argomentazione procede per deduzione, quasi giuridica, adatta al genere della relazione al ministro.

Critica letteraria

Il Dizionario Biografico osserva che il percorso linguistico manzoniano rivela un vero travaglio sul piano della linguistica teorica. La voce dell’Enciclopedia Treccani online ricorda che già da giovanissimo Manzoni aveva lamentato la frattura esistente in Italia tra lingua parlata e lingua letteraria.

Domande frequenti

A chi era rivolta?

Al ministro della Pubblica Istruzione del Regno d’Italia.

Quale lingua propone?

Il fiorentino vivo, come lingua comune degli italiani.

Quale strumento indica?

Un vocabolario del linguaggio fiorentino vivente.

Vedi anche: Alessandro Manzoni: biografia e opere · tutte le opere italiane



Fonti e approfondimenti

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L'autore

Antonio Garofano

Insegno letteratura italiana e latina e ho creato Aula di Letteratura per dare una mano agli studenti che preparano un'interrogazione o la maturità: spiegazioni chiare, parafrasi, analisi e riassunti dei testi che si studiano davvero a scuola, da Francesco d'Assisi a Montale. Mi appassiona l'intelligenza artificiale e da tempo provo a capire come usarla bene nello studio dei classici: come un supporto per orientarsi, ripassare e farsi domande, mai come scorciatoia al posto della lettura. I testi vanno letti, con calma, magari ad alta voce. Il resto viene dopo, e qui cerco di renderlo un po' più semplice.

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