Lettera sul Romanticismo di Manzoni: riassunto e analisi

Lettera sul Romanticismo di Alessandro Manzoni a Cesare d’Azeglio (22 settembre 1823): riassunto, mitologia, imitazione dei classici, critica.

Antonio Garofano Antonio Garofano 6 min di lettura



Indice della pagina

Che cosa trovi in ogni sezione

  1. 1. Scheda dell’opera
  2. 2. Contenuto
  3. 3. Temi
  4. 4. Stile e lingua
  5. 5. Contesto
  6. 6. Poetica e pensiero
  7. 7. Analisi stilistica
  8. 8. Critica letteraria
  9. 9. Domande frequenti


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Testo e parafrasi dei passi chiave

In breve: da ricordare

  • Lettera privata di Manzoni al marchese Cesare d’Azeglio, datata 22 settembre 1823.
  • Spiega che cosa Manzoni intende per sistema romantico: rifiuto della mitologia, dell’imitazione servile dei classici e delle regole fondate sull’autorità.
  • Lega la nuova poetica al vero e al pensiero cristiano.

Il passo chiave: la parte negativa del Romanticismo

La prima tende principalmente a escludere l’uso della mitologia, l’imitazione servile dei Classici, le regole fondate su fatti speciali, e non su princìpi generali, sull’autorità de’ retori, e non sul ragionamento, e specialmente quella delle così dette unità drammatiche.

Lettera sul romanticismo (le lineette dell’originale sono rese con virgole)

Spiegazione

Spiegazione. La parte «negativa» del programma romantico vuole eliminare tre cose: la mitologia, l’imitazione dei classici fatta senza giudizio e le regole che si appoggiano all’autorità dei retori invece che sulla ragione, prima fra tutte quella delle unità di tempo e di luogo nel teatro.

La Lettera sul Romanticismo è il testo in cui Alessandro Manzoni spiega, a un interlocutore scettico, che cosa significhi per lui essere romantico. Fu scritta il 22 settembre 1823, pochi giorni dopo la fine della prima stesura del romanzo, al marchese Cesare Taparelli d’Azeglio.

Per il quadro generale vedi Il Romanticismo.

Scheda dell’opera

Autore Alessandro Manzoni
Destinatario Cesare Taparelli d’Azeglio
Data 22 settembre 1823
Genere Lettera di poetica
Testo Pubblico dominio, su Wikisource

Contenuto

Manzoni parte da un’osservazione: d’Azeglio aveva espresso un giudizio poco favorevole sul «sistema di poesia» delle sue tragedie. La parola «romantico», spiega, ha significati diversi in Francia, in Germania, in Inghilterra, e anche in Italia. Per questo dichiara che cosa intende lui. Distingue una parte negativa e una positiva. La parte negativa respinge la mitologia, perché è assurdo parlare del falso riconosciuto come se fosse vero; respinge l’imitazione dei classici come modello assoluto e le regole come le unità drammatiche. La parte positiva propone una letteratura che cerchi il vero e l’utile. Nell’ultima parte Manzoni sostiene che un sistema che propone «il vero, l’utile, il buono, il ragionevole» concorre allo scopo del cristianesimo.

Temi

I temi sono il vero contro il falso della mitologia, la libertà dalle regole e il rapporto fra poetica e fede.

Stile e lingua

Prosa argomentativa, cortese e ironica, con molte obiezioni immaginate e risposte puntuali.

Contesto

Il Dizionario Biografico degli Italiani data la lettera al 22 settembre 1823, cinque giorni dopo la conclusione della prima stesura del romanzo. La stessa voce spiega che il testo doveva restare privato ed entrò piuttosto tardi in circolazione, diventando poi la decisiva espressione della poetica manzoniana.

Poetica e pensiero

Il cuore della lettera è il rifiuto della mitologia. Per i romantici, scrive Manzoni, è assurdo parlare del falso riconosciuto come si parla del vero, solo perché altri, in altri tempi, l’hanno creduto vero. È un argomento di verità prima ancora che di gusto.

Il legame fra il vero storico e il vero morale prepara la poetica del romanzo, dove la storia degli umili prende il posto degli dèi e degli eroi.

Analisi stilistica

Il passo chiave è costruito come un elenco di esclusioni introdotto da «La prima tende principalmente a escludere». Le coppie oppositive («su fatti speciali, e non su princìpi generali», «sull’autorità de’ retori, e non sul ragionamento») mostrano il metodo: ogni regola va giudicata con la ragione.

Critica letteraria

Il Dizionario Biografico definisce la lettera una riflessione sul romanticismo inteso come indirizzo letterario che si integra con il pensiero religioso moderno. La voce Treccani online colloca il testo nel quindicennio 1812-1827, il periodo di maggiore fervore creativo dell’autore.

Domande frequenti

A chi è indirizzata?

Al marchese Cesare Taparelli d’Azeglio, esponente cattolico piemontese.

Quando fu scritta?

Il 22 settembre 1823.

Che cosa rifiuta Manzoni?

La mitologia, l’imitazione servile dei classici e le regole fondate sull’autorità, come le unità drammatiche.

Vedi anche: Il Romanticismo · Alessandro Manzoni: biografia e opere · tutte le opere italiane



Fonti e approfondimenti

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L'autore

Antonio Garofano

Insegno letteratura italiana e latina e ho creato Aula di Letteratura per dare una mano agli studenti che preparano un'interrogazione o la maturità: spiegazioni chiare, parafrasi, analisi e riassunti dei testi che si studiano davvero a scuola, da Francesco d'Assisi a Montale. Mi appassiona l'intelligenza artificiale e da tempo provo a capire come usarla bene nello studio dei classici: come un supporto per orientarsi, ripassare e farsi domande, mai come scorciatoia al posto della lettura. I testi vanno letti, con calma, magari ad alta voce. Il resto viene dopo, e qui cerco di renderlo un po' più semplice.

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