Mandragola di Niccolò Machiavelli

Scheda di analisi di Mandragola: contesto, struttura, temi, stile e strumenti per lo studio.

Antonio Garofano Antonio Garofano 6 min di lettura

Riassunto

Firenze, 1504. Callimaco, giovane fiorentino vissuto a Parigi, torna in città perché ha sentito lodare la bellezza di Lucrezia, moglie del vecchio e sciocco messer Nicia. Lei però è virtuosa, e la casa ben sorvegliata.

Callimaco chiede aiuto a Ligurio, un parassita pieno di idee. Il punto debole di Nicia è il figlio che non arriva. Così Callimaco si presenta come un medico famoso e propone una cura sicura: una pozione di mandragola. C’è solo un problema, inventato: il primo uomo che dormirà con Lucrezia morirà. Bisogna trovare uno sconosciuto da sacrificare.

Nicia accetta. Per convincere Lucrezia servono la madre Sostrata e il confessore, fra’ Timoteo, che si lascia comprare. Lo sconosciuto preso per strada è Callimaco travestito. Quella notte lui le dice la verità, e Lucrezia decide di tenerlo come amante. La mattina dopo tutti sono contenti.

Da ricordare

  • Commedia in cinque atti con prologo, intorno al 1518.
  • Ambientazione: Firenze, 1504, in poco più di un giorno.
  • Il piano di Ligurio vince sulla virtù.
  • Fra’ Timoteo: la Chiesa corrotta.
  • Stessa visione dell’uomo del Principe.

La Mandragola è la commedia in cinque atti con cui Niccolò Machiavelli, intorno al 1518, portò sulla scena la stessa visione dell’uomo che anima il Principe: un mondo in cui vince chi sa usare l’astuzia e piegare gli scrupoli altrui ai propri fini. È considerata il capolavoro del teatro italiano del Cinquecento. Qui trovi il riassunto della trama, i personaggi, i temi e le chiavi di lettura più discusse, a cominciare dal ruolo di Lucrezia e di fra’ Timoteo.

Dati essenziali

  • Autore: Niccolò Machiavelli (1469-1527).
  • Genere: commedia in prosa, in cinque atti, con prologo.
  • Composizione: intorno al 1518, negli anni dell’esclusione dalla politica.
  • Ambientazione: Firenze, nel 1504; l’azione si svolge in poco più di un giorno.
  • Fortuna: rappresentata con successo già nel Cinquecento, a Firenze, a Roma e altrove.

Riassunto della trama

Callimaco, giovane fiorentino vissuto a lungo a Parigi, torna a Firenze dopo aver sentito lodare la bellezza di Lucrezia, moglie del vecchio e sciocco dottore in legge messer Nicia Calfucci. Se ne innamora senza averla mai vista a lungo e decide di conquistarla. Lucrezia però è virtuosa e fedele, e la casa è sorvegliata.

Callimaco si affida a Ligurio, un parassita abile negli intrighi. Il punto debole di Nicia è il desiderio di avere un figlio, che non arriva. Ligurio presenta Callimaco come un medico illustre, e il finto medico propone una cura infallibile: una pozione di mandragola, che renderà Lucrezia feconda. C’è però un inconveniente inventato: il primo uomo che dormirà con lei dopo la pozione morirà entro pochi giorni. Occorre quindi trovare uno sconosciuto da mandare a letto con la donna al posto del marito.

Per convincere Lucrezia intervengono la madre, Sostrata, e il confessore fra’ Timoteo, che dietro compenso le spiega con argomenti teologici capziosi che il fine giustifica l’atto. Di notte Nicia e i complici catturano per strada un “garzonaccio”: è Callimaco travestito. Nel buio della camera il giovane rivela a Lucrezia l’inganno e il suo amore. Lucrezia, compresa la stupidità del marito e l’ipocrisia di chi l’ha spinta, decide di prendere Callimaco come amante stabile. Il mattino dopo Nicia, felicissimo, lo invita a frequentare la casa e gli consegna perfino una chiave.

Personaggi

  • Callimaco: il giovane innamorato, appassionato ma dipendente dalle trovate di Ligurio.
  • Lucrezia: la moglie virtuosa che alla fine sceglie con lucidità; per molti critici il personaggio più interessante.
  • Messer Nicia: il marito, laureato ma ottuso, vanitoso e credulone; bersaglio principale della satira.
  • Ligurio: il regista dell’inganno, esperto conoscitore degli uomini, figura del politico astuto.
  • Fra’ Timoteo: il frate corrotto, che vende la propria autorità morale per denaro.
  • Sostrata: la madre di Lucrezia, pragmatica, pronta a tutto pur di assicurare un erede.
  • Siro: il servo di Callimaco.

Temi

  • Il fine e i mezzi: ogni personaggio persegue il proprio scopo e usa gli strumenti a disposizione, senza scrupoli morali.
  • La corruzione della Chiesa: fra’ Timoteo incarna un clero pronto a giustificare qualsiasi cosa dietro compenso.
  • La stupidità punita: Nicia è ingannato perché è vanitoso e sciocco; la sua sconfitta è anche il suo trionfo apparente.
  • Virtù e fortuna: Ligurio e Callimaco sanno cogliere l’occasione, come il principe ideale.

Il caso Lucrezia

Lucrezia porta il nome della matrona romana che si uccise dopo essere stata violentata, simbolo della castità. Machiavelli rovescia il modello: la sua Lucrezia, una volta scoperto l’inganno, non si dispera ma prende in mano la situazione. Alcuni interpreti vedono in lei una vittima che si adatta, altri un personaggio che, capita la realtà, agisce con “virtù” machiavelliana e trasforma una violenza subita in una scelta. Entrambe le letture sono possibili, e discuterle è un ottimo esercizio.

Stile

La prosa è vivace, fiorentina, ricca di modi di dire, battute, doppi sensi. I dialoghi sono rapidi e l’intreccio è costruito con precisione. Il prologo, in versi, presenta l’autore come un uomo costretto a occuparsi di cose leggere perché gli è stato impedito di fare altro: un’amara allusione all’esclusione dalla politica. Rispetto alla commedia di Ariosto, legata ai modelli latini, la Mandragola ha un’ambientazione concreta e una satira più feroce.

Contesto

Dopo il 1512 Machiavelli è escluso dagli incarichi pubblici e si dedica alla scrittura: il Principe, i Discorsi, la Mandragola. Il teatro gli offre uno spazio per rappresentare le stesse leggi della natura umana studiate nei trattati. La commedia erudita fiorisce in quegli anni nelle corti e nelle città italiane, da Ferrara con le commedie di Ariosto a Roma con la Calandria del Bibbiena.

Il “Principe” in commedia

Molti critici hanno letto la Mandragola come una versione comica del pensiero politico machiavelliano. Ligurio è un piccolo principe che conosce gli uomini e sa manovrarli; Nicia è il popolo credulo; Timoteo è l’autorità religiosa usata come strumento; Lucrezia, alla fine, si adegua alla “verità effettuale della cosa”. Il risultato è una commedia divertentissima ma anche inquietante, in cui nessuno è punito e tutti, apparentemente, sono contenti.

Domande frequenti

Che cos’è la mandragola?

Una pianta a cui si attribuivano proprietà magiche e fecondanti; nella commedia è il pretesto dell’inganno.

Chi organizza l’inganno?

Ligurio, il parassita, che guida Callimaco e manovra Nicia, Sostrata e fra’ Timoteo.

Come si scioglie l’intreccio di «Mandragola»?

Lucrezia accetta Callimaco come amante, e il marito, ignaro, lo accoglie in casa come amico di famiglia.

Per lo studio

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