I colloqui di Gozzano: struttura, temi e analisi

I colloqui di Guido Gozzano (1911): le tre sezioni, la Signorina Felicita, l’Amica di nonna Speranza, Totò Merùmeni. Temi, stile e critica.

Antonio Garofano Antonio Garofano 5 min di lettura



Indice della pagina

Che cosa trovi in ogni sezione

  1. 1. Scheda dell’opera
  2. 2. Contenuto
  3. 3. Temi
  4. 4. Stile e lingua
  5. 5. Contesto
  6. 6. Poetica e pensiero
  7. 7. Analisi stilistica
  8. 8. Critica letteraria
  9. 9. Domande frequenti


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Testo e parafrasi dei passi chiave

In breve: da ricordare

  • Raccolta di liriche pubblicata da Treves a Milano nel 1911.
  • Divisa in tre sezioni: Il giovenile errore, Alle soglie, Il reduce.
  • Comprende La signorina Felicita, L’amica di nonna Speranza, Totò Merùmeni.

Un passo commentato

Buona è la vita senza foga, bello
goder di cose piccole e serene

Torino, citato dal Dizionario Biografico degli Italiani

Parafrasi

Il passo. La vita è buona quando è vissuta senza passioni violente; è bello godere di cose piccole e tranquille.

I colloqui è la seconda raccolta di Guido Gozzano e il libro per cui è più ricordato. È costruito come un racconto della propria vita in tre tempi, con ironia e malinconia.

Per l’autore vedi Guido Gozzano: biografia e opere.

Scheda dell’opera

Autore Guido Gozzano (Torino 1883-1916)
Editore Treves, Milano, febbraio 1911
Sezioni Il giovenile errore, Alle soglie, Il reduce
Testo Pubblico dominio, su Wikisource

Contenuto

La prima sezione, Il giovenile errore, raccoglie poesie su amori mondani, leggeri in apparenza ma attraversati da pensieri d’amore e di morte, come Il gioco del silenzio e Invernale. La seconda, Alle soglie, contiene i testi più noti: La signorina Felicita e L’amica di nonna Speranza, ripresa dalla raccolta precedente, La via del rifugio. La terza, Il reduce, si apre con Totò Merùmeni e comprende Torino e Pioggia d’agosto.

Temi

I temi sono la malattia e il presentimento della morte, l’amore impossibile, la nostalgia per un passato provinciale e un po’ ridicolo, l’ironia verso il poeta letterato.

Stile e lingua

Versi tradizionali che seguono l’andamento del parlato, rime ironiche, oggetti quotidiani.

Contesto

Il Dizionario Biografico degli Italiani riporta un’intervista del 22 ottobre 1910 in cui Gozzano diceva che i Colloqui dovevano rappresentare «l’ascensione dalla tristezza sensuale e malsana all’idealismo più sereno»: un racconto esistenziale a capitoli.

Poetica e pensiero

Secondo la Treccani, Gozzano assume nei Colloqui una maschera antidannunziana: il poeta rinuncia al ruolo del vate e guarda con distacco i letterati. In Pioggia d’agosto arriva a chiedersi: «La Patria? Dio? l’Umanità? Parole / che i retori t’han fatto nauseose!».

Analisi stilistica

La voce Treccani online nota che Gozzano segue l’andamento del parlato senza uscire dalla metrica tradizionale. L’ironia nasce dall’accostamento di parole auliche e cose banali.

Critica letteraria

Il Dizionario Biografico degli Italiani ricorda le recensioni favorevoli di Emilio Cecchi e Scipio Slataper e quella più fredda di Giuseppe Antonio Borgese, che aveva assegnato poeti come Gozzano a una linea «crepuscolare».

Domande frequenti

Quando uscirono I colloqui?

Nel febbraio 1911, presso Treves a Milano.

Quali sono le tre sezioni?

Il giovenile errore, Alle soglie e Il reduce.

Chi parlò di poeti crepuscolari?

Giuseppe Antonio Borgese.

Vedi anche: La signorina Felicita · Guido Gozzano: biografia e opere · tutte le opere italiane



Fonti e approfondimenti

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L'autore

Antonio Garofano

Insegno letteratura italiana e latina e ho creato Aula di Letteratura per dare una mano agli studenti che preparano un'interrogazione o la maturità: spiegazioni chiare, parafrasi, analisi e riassunti dei testi che si studiano davvero a scuola, da Francesco d'Assisi a Montale. Mi appassiona l'intelligenza artificiale e da tempo provo a capire come usarla bene nello studio dei classici: come un supporto per orientarsi, ripassare e farsi domande, mai come scorciatoia al posto della lettura. I testi vanno letti, con calma, magari ad alta voce. Il resto viene dopo, e qui cerco di renderlo un po' più semplice.

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