Versione latino Fedro: La maschera tragica | Classe 1ª

Versione svolta e commentata di Fedro, Fabula I,7: traduzione, osservazioni grammaticali e esercizi mirati su perfetto, dativo di termine e relative.

Antonio Garofano Antonio Garofano 4 min di lettura

Testo in lingua originale

Personam tragicam forte vulpes viderat:
«O quanta species» inquit «cerebrum non habet!»
Hoc illis dictum est, quibus honorem et gloriam
Fortuna tribuit, sensum communem abstulit.

Traduzione italiana

Una volpe aveva visto per caso una maschera tragica: «Che bellezza», disse, «e non ha cervello!» Questo è stato detto per coloro ai quali la Fortuna ha dato onore e gloria, ma ha tolto il buon senso.

Che cosa racconta la favola

È una delle favole più brevi di Fedro: due versi di racconto e due di morale. La volpe trova una persona, cioè una di quelle maschere che gli attori indossavano in scena, grandi, dipinte, con la bocca aperta. Da fuori è magnifica; dentro è vuota. La battuta della volpe gioca proprio su questo: la maschera ha un volto splendido ma, letteralmente, nessun cervello.

Una curiosità sulla parola. Già gli antichi spiegavano persona con per-sonare, «risuonare attraverso», perché la voce dell’attore passava dalla bocca della maschera; è però un’etimologia popolare, e molti studiosi pensano piuttosto a un’origine etrusca, dal termine phersu, che indica una figura mascherata. In ogni caso, dalla maschera del teatro è nato il nostro «personaggio».

La morale porta il discorso sugli uomini: ci sono persone che la sorte ha riempito di onori, ma che non hanno giudizio. Fedro, che era un liberto e aveva conosciuto da vicino i potenti, ne parla con un sarcasmo trattenuto. Notate che la colpa viene data alla Fortuna: è lei che distribuisce gli onori senza badare al merito.

  • Chi parla? La volpe, il personaggio dell’astuzia, che qui è anche quello dell’intelligenza critica.
  • Che cosa giudica? La differenza fra species, l’aspetto esteriore, e cerebrum, il contenuto.
  • A chi si riferisce la morale? A illis, «quelli» che sono spiegati dalla relativa quibus… tribuit.

Sintassi: i punti da riconoscere

  • viderat: piuccheperfetto indicativo, «aveva visto»; l’azione precede la battuta della volpe.
  • inquit: verbo difettivo, usato solo per introdurre il discorso diretto e di solito inserito dopo le prime parole della citazione, come qui. Si traduce «disse».
  • O quanta species: esclamazione con quantus; species è soggetto di habet, quindi alla lettera «quanto grande bellezza non ha cervello!». In italiano conviene spezzare la frase in due.
  • Hoc… dictum est: perfetto passivo; hoc è nominativo neutro, soggetto, non un accusativo. «Questo è stato detto».
  • illis… quibus: illis è dativo di vantaggio, «per quelli», oppure di riferimento; quibus è il relativo al dativo, termine di tribuit e di abstulit.
  • tribuit… abstulit: due perfetti coordinati senza congiunzione (asindeto), con valore avversativo: «ha dato… ma ha tolto». Abstulit è il perfetto di aufero.

Lessico essenziale

  • persona, -ae: maschera teatrale; da qui, più tardi, il «personaggio» e la «persona»
  • tragicus, -a, -um: della tragedia
  • forte: per caso (avverbio, da fors)
  • species, -ei: aspetto, bellezza esteriore
  • cerebrum, -i: cervello, e in senso figurato giudizio
  • tribuo, -is: assegnare, concedere
  • sensus communis: il buon senso
  • aufero, aufers, abstuli, ablatum, auferre: portare via, togliere

Come affrontare la versione

Il testo è breve, ma ci sono due trappole. La prima è forte: non è l’aggettivo «forte», ma l’avverbio «per caso». La seconda è hoc: viene spontaneo prenderlo come complemento oggetto, ma con un verbo passivo è il soggetto. Una volta chiariti questi due punti, la morale si ricostruisce partendo da hoc illis dictum est e aggiungendo poi la relativa, con i suoi due verbi.

Nella traduzione della battuta cercate un tono vivo, da esclamazione parlata: Fedro usa un registro semplice e quotidiano. Poi provate un esercizio: riscrivete la morale in italiano con parole vostre e pensate a un esempio di oggi, una persona o una situazione in cui l’apparenza nasconde il vuoto.

Attribuzione: versione del testo da Wikisource (Fabulae, Liber I).

Per la verifica di latino

Nella maschera tragica il punto non è solo «le apparenze ingannano»: Fedro gioca sul contrasto tra volto e voce. In traduzione non appiattite i termini teatrali; e in commento dite perché la favola parla di chi si crede altro da sé, non solo di un trucco scenico.

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