Quello che resta da fare ai poeti di Saba: riassunto e analisi

Quello che resta da fare ai poeti di Umberto Saba (1911): il manifesto della poesia onesta, il rifiuto della Voce e la pubblicazione postuma.

Antonio Garofano Antonio Garofano 5 min di lettura



Indice della pagina

Che cosa trovi in ogni sezione

  1. 1. Scheda dell’opera
  2. 2. Contenuto
  3. 3. Temi
  4. 4. Stile e lingua
  5. 5. Contesto
  6. 6. Poetica e pensiero
  7. 7. Analisi stilistica
  8. 8. Critica letteraria
  9. 9. Domande frequenti


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Una citazione e il suo commento

In breve: da ricordare

  • Scritto di poetica del 1911, proposto alla Voce e rifiutato.
  • La tesi è che ai poeti resta da fare la «poesia onesta».
  • Uscì solo dopo la morte di Saba, a Trieste nel 1959.

Una citazione commentata

ai poeti resta da fare la poesia onesta

Quello che resta da fare ai poeti, citato dal Dizionario Biografico degli Italiani

Commento

Commento. La frase riassume il programma del giovane Saba: una poesia sincera, fedele alla propria esperienza, senza le pose del poeta letterato.

Quello che resta da fare ai poeti è il breve scritto in cui il giovane Umberto Saba dichiara che cosa intende per poesia. È la chiave per leggere tutto il Il Canzoniere.

Per l’autore vedi Umberto Saba: biografia e opere.

Nota sul testo: l’opera è ancora protetta dal diritto d’autore, perciò in questa pagina non c’è il testo integrale e le citazioni sono brevi.

Scheda dell’opera

Autore Umberto Saba (Trieste 1883-Gorizia 1957)
Genere Scritto polemico di poetica
Composizione 1911
Prima edizione Postuma, a cura di Anita Pittoni, Trieste 1959
Testo Protetto dal diritto d’autore

Contenuto

Secondo il Dizionario Biografico degli Italiani, Saba propose lo scritto a Scipio Slataper nel febbraio 1911 perché uscisse sulla Voce, ma la rivista lo rifiutò. Il testo restò inedito fino al 1959, quando lo pubblicò a Trieste Anita Pittoni; l’Enciclopedia Italiana lo definisce uno «scritto polemico giovanile».

Il cuore dell’argomento è l’idea di onestà: il poeta deve dire quello che vede e sente, senza forzare il tono per sembrare più grande.

Temi

I temi sono la sincerità, il rifiuto della retorica, il rapporto tra vita e poesia.

Stile e lingua

È una prosa argomentativa breve e diretta, costruita intorno a una formula facile da ricordare.

Contesto

Il Dizionario Biografico degli Italiani ricorda che Saba aveva firmato una delle sue prime poesie «Umberto da Montereale», con un chiaro omaggio a d’Annunzio, a cui si sforzava di assomigliare. Il manifesto del 1911 segna il distacco da quel modello.

Poetica e pensiero

La poesia onesta è poesia autobiografica. La voce Treccani online definisce la poesia di Saba un intimo diario e una confessione, di un tono medio fra il cantato e il parlato: è il programma del manifesto realizzato nel Canzoniere.

Analisi stilistica

La formula centrale gioca su un aggettivo morale applicato all’arte: l’onestà diventa un criterio estetico.

Critica letteraria

Il Dizionario Biografico degli Italiani lo chiama «manifesto di poetica». Poiché rimase inedito per quasi cinquant’anni, fu letto solo a posteriori, quando il Canzoniere era già compiuto.

Domande frequenti

Che cosa significa poesia onesta?

Una poesia sincera, che dice l’esperienza del poeta senza artifici retorici.

Perché lo scritto rimase inedito?

Perché nel 1911 La Voce lo rifiutò; uscì solo nel 1959.

Chi lo pubblicò?

Anita Pittoni, a Trieste, nel 1959.

Vedi anche: Il Canzoniere · Umberto Saba: biografia e opere · tutte le opere italiane



Fonti e approfondimenti

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L'autore

Antonio Garofano

Insegno letteratura italiana e latina e ho creato Aula di Letteratura per dare una mano agli studenti che preparano un'interrogazione o la maturità: spiegazioni chiare, parafrasi, analisi e riassunti dei testi che si studiano davvero a scuola, da Francesco d'Assisi a Montale. Mi appassiona l'intelligenza artificiale e da tempo provo a capire come usarla bene nello studio dei classici: come un supporto per orientarsi, ripassare e farsi domande, mai come scorciatoia al posto della lettura. I testi vanno letti, con calma, magari ad alta voce. Il resto viene dopo, e qui cerco di renderlo un po' più semplice.

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