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Testo e parafrasi dei passi chiave
In breve: da ricordare
- Poema in ventiquattro canti dei Poemi conviviali (1904).
- Odisseo, vecchio, riparte da Itaca per ritrovare i luoghi delle sue avventure.
- Non ritrova nulla; le Sirene non gli rispondono e il mare lo riporta morto a Calypso.
Il passo chiave
L’ultimo viaggio, XXIII Il vero
Spiegazione
Spiegazione. Odisseo, spinto dalla corrente verso le Sirene, chiede loro una sola verità prima di morire: chi è stato. Le Sirene tacciono e la nave si spezza.
RIASSUNTO
Il poema in breve
Poema in ventiquattro canti dei Poemi conviviali (1904).
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TESTO INTEGRALE
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L’ultimo viaggio è il poema più lungo dei Poemi conviviali. Pascoli immagina che Odisseo, ormai vecchio, riprenda il mare per rivedere i luoghi dell’Odissea, e che li trovi tutti svuotati del loro mistero.
Per l’autore vedi Giovanni Pascoli: biografia e opere.
Scheda dell’opera
| Autore | Giovanni Pascoli |
|---|---|
| Raccolta | Poemi conviviali, 1904 |
| Struttura | Ventiquattro canti, da La pala a Calypso |
| Metro | Endecasillabi sciolti |
| Testo | Pubblico dominio, su Wikisource |
Contenuto
Odisseo è tornato a Itaca e ha appeso il timone al focolare. Ha compiuto il viaggio a piedi con il remo in spalla, come gli aveva predetto l’indovino cieco, finché un uomo ha chiamato il remo una pala. Ma la vita in casa non gli basta: richiama i vecchi compagni, rimette in mare la nave e riparte. Ritrova l’isola di Circe, ma non vede più la casa alta della dea; ritrova la terra del Ciclope, ma nella grotta c’è una donna con un bambino che parla di suo marito come di un pastore qualunque. Infine arriva al prato delle Sirene. Le Sirene stanno immobili come scogli, fra le ossa degli uomini; Odisseo chiede loro chi è, chi è stato, e non riceve risposta. La nave si spezza fra gli scogli. Nell’ultimo canto il mare porta il corpo di Odisseo all’isola di Calypso, che lo avvolge nei capelli e piange.
Temi
I temi sono la ricerca del senso, la memoria che non restituisce il passato, la morte come unica risposta.
Stile e lingua
Endecasillabi sciolti di tono omerico, con epiteti e ripetizioni; ritornelli che scandiscono l’avvicinarsi della fine.
Contesto
Il Dizionario Biografico degli Italiani ricorda che i primi Poemi conviviali apparvero nel Convito nel 1895: miti della letteratura greca rielaborati alla luce di una soggettività turbata, come archetipi della vita dell’uomo. La voce Treccani online indica come decisivi l’invito di Adolfo De Bosis a collaborare al Convito e le sollecitazioni di d’Annunzio, e data la raccolta al 1904, con una nuova edizione nel 1905.
Poetica e pensiero
Il Dizionario Biografico legge nel poema la scoperta che il mito, ricostruito con amore, è vuoto e si dissolve. La domanda di Odisseo alle Sirene, osserva la stessa voce, converge con la chiusa problematica del Fu Mattia Pascal di Pirandello, uscito nello stesso anno.
Analisi stilistica
Il verso è fatto di due esclamazioni brevi, con il passaggio dal presente «sono» al passato «ero». Odisseo non chiede più la conoscenza del mondo, come nell’Odissea e in Dante, ma la propria identità.
Critica letteraria
La voce Treccani online vede nei Poemi conviviali, che prendano spunto da Omero o da Platone, la ricostruzione di una paganità attraversata dagli oscuri presagi della futura morale cristiana, dentro una decorazione a mosaico ricchissima.
Domande frequenti
Perché Odisseo riparte?
Perché la vita a Itaca non gli basta e vuole ritrovare i luoghi delle sue avventure.
Che cosa chiede alle Sirene?
Chi è e chi è stato.
Come finisce il poema?
La nave si spezza e il mare porta Odisseo morto all’isola di Calypso.
Vedi anche: Poemi conviviali · Giovanni Pascoli: biografia e opere · tutte le opere italiane
Fonti e approfondimenti
- Testo: L’ultimo viaggio, su Wikisource (pubblico dominio; pagina con licenza CC BY-SA).
- «PASCOLI, Giovanni», in Dizionario Biografico degli Italiani, Treccani.
- «Pascoli, Giovanni», voce dell’Enciclopedia Treccani online.
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