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Testo e parafrasi dei passi chiave
In breve: da ricordare
- Poesia dei Canti di Castelvecchio (1903).
- Una notte in giardino: i fiori si aprono, una casa veglia, all’alba qualcosa di nuovo nasce.
- Il tema dell’amore e della fecondità è detto solo per simboli.
Testo e parafrasi
nell’ora che penso ai miei cari.
Sono apparse in mezzo ai viburni
le farfalle crepuscolari.
Il gelsomino notturno, vv. 1-4
Parafrasi
Prima quartina. E si aprono i fiori della notte, nell’ora in cui penso ai miei cari morti. In mezzo ai cespugli di viburno sono comparse le farfalle del crepuscolo.
RIASSUNTO
La poesia in breve
Poesia dei Canti di Castelvecchio (1903).
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TESTO INTEGRALE
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Il gelsomino notturno è una delle poesie più celebri dei Canti di Castelvecchio. Racconta una notte, dal tramonto all’alba, intorno a una casa dove una coppia veglia; tutto è detto attraverso fiori, insetti, luci e stelle.
Per l’autore vedi Giovanni Pascoli: biografia e opere.
Scheda dell’opera
| Autore | Giovanni Pascoli |
|---|---|
| Raccolta | Canti di Castelvecchio, Bologna, Zanichelli, 1903 |
| Metro | Sei quartine di novenari |
| Testo | Pubblico dominio, su Wikisource |
Contenuto
Di sera si aprono i fiori notturni, mentre il poeta pensa ai suoi morti; tra i viburni compaiono le farfalle del crepuscolo. Le voci tacciono, solo una casa bisbiglia; i nidi dormono sotto le ali. Dai calici esce un odore di fragole rosse, nella sala brilla un lume, sopra le tombe nasce l’erba. Un’ape tardiva trova le celle già prese; la Chioccetta, cioè le Pleiadi, attraversa il cielo con il suo pigolio di stelle. Tutta la notte il profumo passa col vento; il lume sale le scale, brilla al primo piano e si spegne. All’alba i petali si chiudono, un poco sgualciti, e dentro l’urna del fiore si cova una felicità nuova.
Temi
I temi sono l’amore e la fecondità, il contrasto fra vita e morte, l’esclusione del poeta.
Stile e lingua
Novenari ritmati, frasi brevi e coordinate, accostamento di immagini senza nessi logici espliciti.
Contesto
Il Dizionario Biografico degli Italiani ricorda che i Canti di Castelvecchio uscirono presso Zanichelli a Bologna nell’aprile 1903, seguiti nell’agosto da una seconda edizione con un glossario di voci garfagnine. La voce Treccani online data l’edizione definitiva, la sesta, al 1912.
Poetica e pensiero
La poesia accosta continuamente vita e morte: i fiori si aprono mentre il poeta pensa ai morti, l’erba nasce sopra le fosse, il lume della casa si spegne quando la vita viene concepita. Il poeta guarda dall’esterno, come l’ape tardiva che trova le celle già prese.
Analisi stilistica
Il primo verso comincia con una congiunzione, «E», come se la poesia continuasse un discorso già avviato. Le «farfalle crepuscolari» sono insieme un dato naturale e un aggettivo che colora tutto il testo della luce incerta della sera.
Critica letteraria
Il Dizionario Biografico degli Italiani cita fra gli studi pascoliani il saggio di Giacomo Debenedetti Il gelsomino e la donna di Eresso (1959). La voce Treccani online parla, per questa poesia del Pascoli maturo, di paesaggi e atmosfere dal potere incantatorio, quasi ipnotico.
Domande frequenti
In quale raccolta si trova?
Nei Canti di Castelvecchio, del 1903.
Che cos’è la Chioccetta?
La costellazione delle Pleiadi, immaginata come una chioccia con i pulcini.
Che cosa significa il finale?
Che nella notte è nata una vita nuova, detta attraverso l’immagine del fiore.
Vedi anche: Canti di Castelvecchio · Giovanni Pascoli: biografia e opere · tutte le opere italiane
Fonti e approfondimenti
- Testo: Il gelsomino notturno, su Wikisource (pubblico dominio; pagina con licenza CC BY-SA).
- «PASCOLI, Giovanni», in Dizionario Biografico degli Italiani, Treccani.
- «Pascoli, Giovanni», voce dell’Enciclopedia Treccani online.
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