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Testo e parafrasi dei passi chiave
In breve: da ricordare
- Poesia di Myricae, nella sezione In campagna.
- Una giornata limpida di novembre sembra primavera, ma la natura è secca e silenziosa.
- Si chiude con l’immagine dell’«estate, fredda, dei morti».
Testo e parafrasi
che tu ricerchi gli albicocchi in fiore,
e del prunalbo l’odorino amaro
senti nel cuore…
Novembre, vv. 1-4
Parafrasi
Prima strofa. L’aria è limpida come una gemma e il sole così luminoso che cerchi con lo sguardo gli albicocchi fioriti, e ti sembra di sentire dentro di te il profumo amarognolo del biancospino.
RIASSUNTO
La poesia in breve
Poesia di Myricae, nella sezione In campagna.
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TESTO INTEGRALE
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Novembre è una poesia di Myricae costruita su un inganno dei sensi. Una giornata di sole fa pensare alla primavera, ma ogni dettaglio smentisce l’illusione e porta verso il pensiero della morte.
Per l’autore vedi Giovanni Pascoli: biografia e opere.
Scheda dell’opera
| Autore | Giovanni Pascoli |
|---|---|
| Raccolta | Myricae, sezione In campagna, XVIII |
| Metro | Tre strofe di tre endecasillabi e un quinario |
| Testo | Pubblico dominio, su Wikisource |
Contenuto
Nella prima strofa l’aria limpida e il sole fanno cercare gli albicocchi in fiore e sentire il profumo del biancospino. La seconda strofa smentisce tutto con un «Ma»: il pruno è secco, i rami spogli disegnano trame nere sul cielo, il cielo è vuoto e il terreno suona cavo sotto i piedi. Nella terza c’è solo silenzio; con le folate di vento si sente da lontano un fragile cadere di foglie. È l’estate fredda dei morti.
Temi
I temi sono l’illusione e il disinganno, la morte nascosta nella natura, il ricordo dei defunti.
Stile e lingua
Strofe di tipo saffico, con il quinario finale che chiude ogni strofa come una pausa; sinestesie e parole rare (gemmea, prunalbo).
Contesto
La voce dell’Enciclopedia Treccani online ricorda che la prima edizione di Myricae, del 1891, contava ventidue brevi componimenti e che l’edizione definitiva, la sesta, è del 1903: è il libro più tormentato di Pascoli. Le poesie nacquero negli anni della famiglia ricomposta, anni di tenerezza e di malinconica rassegnazione.
Poetica e pensiero
La natura in Pascoli non è mai solo paesaggio. Qui la luce di novembre, che sembra promettere vita, rivela il vuoto. Il titolo e la chiusa richiamano il mese dei morti; il poeta chiama quella giornata mite «estate, fredda, dei morti», un ossimoro.
Analisi stilistica
Il passo iniziale lavora sui sensi: vista («sole così chiaro»), olfatto («odorino amaro»), e infine il «cuore». La sinestesia dell’odore sentito nel cuore sposta la percezione dentro il soggetto. I puntini di sospensione lasciano l’illusione in sospeso prima del «Ma» della seconda strofa.
Critica letteraria
Nella poesia di Myricae, secondo la Treccani online, colori, odori e suoni si mescolano per creare paesaggi e atmosfere dal potere quasi ipnotico. Novembre applica il procedimento in tre strofe, dal colore al suono al silenzio.
Domande frequenti
Che stagione sembra all’inizio?
La primavera, per la luce e l’aria limpida.
Che cosa smentisce l’illusione?
Il pruno secco, le piante spoglie, il terreno cavo, il silenzio.
Che cos’è l’«estate, fredda, dei morti»?
Un ossimoro per la breve stagione mite di novembre, il mese dei defunti.
Vedi anche: Myricae · Giovanni Pascoli: biografia e opere · tutte le opere italiane
Fonti e approfondimenti
- Testo: Novembre, su Wikisource (pubblico dominio; pagina con licenza CC BY-SA).
- «PASCOLI, Giovanni», in Dizionario Biografico degli Italiani, Treccani.
- «Pascoli, Giovanni», voce dell’Enciclopedia Treccani online.
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